Il secondo Governo Amato

Durata: 398 giorni (dal 25 aprile 2000 all’11 giugno 2001)
Alcuni Ministri: Giuliano Amato (Presidente del Consiglio dei Ministri), Livia Turco (Solidarietà sociale e interim del Lavoro dal 6 giugno 2001), Vincenzo Visco (Tesoro, bilancio e programmazione economica), Ottaviano Del Turco (Finanze), Tullio De Mauro (Pubblica istruzione), Nerio Nesi (Lavori pubblici), Pier Luigi Bersani (Trasporti e navigazione), Umberto Veronesi (Sanità), Cesare Salvi (Lavoro e previdenza sociale fino al 6 giugno 2001), Ortensio Zecchino (Università e ricerca scientifica e tecnologica fino al 2 febbraio 2001), Katia Bellillo (Pari opportunità).
Coalizione politica: Ulivo – PDCI – Udeur – Indipendenti.

Giuliano Amato, già Presidente del Consiglio fra il 1992 e il 1993, assume il secondo incarico di primo ministro il 25 aprile del 2000 e conduce il Consiglio del Ministri fino alla conclusione “naturale” della XIII Legislatura nel giugno del 2001. Un impegno di 398 giorni.
Oltre alle norme applicative previste dalla Legge 68/1999 sul diritto al lavoro dei disabili, in questo periodo vengono approvate alcune norme, attese da tempo, di particolare rilievo per le persone con disabilità e, più in generale, per il sociale.

La riforma dell’assistenza

L’11 novembre del 2000 viene approvata la Legge 328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali). È una disposizione attesa da decenni se si pensa che la precedente norma quadro (Legge Crispi) risale al 1891.
La Legge quadro dell’assistenza si articola lungo cinque direttrici: l’enunciazione di principi generali parzialmente ripresi dalla Carta Costituzionale e dalla produzione normativa di questi anni; una nuova articolazione di competenze fra Stato, Regioni e enti locali, ripresa dal Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (sul decentramento amministrativo); l’individuazione di nuovi strumenti di pianificazione, di omogeneizzazione degli interventi e di relazione con i cittadini; l’attribuzione di una serie di deleghe per la revisione di norme di fondamentale importanza nell’erogazione dei servizi e delle prestazioni anche economiche; l’individuazione di particolari interventi di integrazione e sostegno familiare.
Dovrà essere garantito alle persone e alle famiglie un sistema integrato di interventi e servizi sociali, promuovendo interventi per garantire la qualità della vita, pari opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza. Si dovranno prevenire, eliminare o ridurre le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia.
La Legge quadro insiste sul concetto di “sistema integrato”; l’intento è quello di evitare “sovrapposizioni di competenze e settorializzazione delle risposte”, ma anche di ottimizzare le risposte integrando prestazioni di tipo economico con i servizi alla persona e alla comunità.
Alla gestione ed all’offerta dei servizi sociali provvedono soggetti pubblici, anche in collaborazione con organismi non lucrativi di utilità sociale, organismi della cooperazione, organizzazioni di volontariato, associazioni ed enti di promozione sociale, fondazioni, enti di patronato e altri soggetti privati.
La Legge quadro intende poi favorire il decentramento, ma l’intenzione è anche quella di assicurare al contempo una omogeneità e uniformità del livello delle prestazioni in ambito nazionale, onde evitare sperequazioni fra una regione e l’altra.
La nuova legge sottolinea particolarmente l’importanza della programmazione. Il Governo dovrà approvare un Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali che indicherà le linee generali per la realizzazione degli interventi e dei servizi sociali. A tali indicazioni dovranno attenersi le Regioni approvando a loro volta un proprio Piano.
Anche i Comuni, di intesa con le ASL, dovranno fissare i loro obiettivi, priorità, modalità organizzative in un Piano di zona.
La formulazione della Legge quadro è solo teoricamente rassicurante, poiché prevede vi sia un livello essenziale delle prestazioni sociali erogabili sotto forma di beni e servizi, ma lungi dall’indicare quale sia questo livello essenziale si limita ad elencare gli ambiti in cui la pianificazione nazionale, regionale e zonale sono chiamati ad intervenire. Su come e in che modo e con che risorse debba essere garantito questo livello essenziale il Legislatore non si pronuncia. Ad oggi i LEA, cioè appunto i livelli essenziali delle prestazioni sociali, non hanno ancora visto la luce.
Nella Legge di riforma si prevedono anche i progetti individuali per le persone disabili predisposti dal Comune (d’intesa con la ASL) su richiesta dell’interessato e che dovrebbero contenere una valutazione diagnostico-funzionale; le prestazioni di cura e di riabilitazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale; i servizi alla persona a cui provvede il Comune in forma diretta o accreditata, con particolare riferimento al recupero e all’integrazione sociale; le misure economiche necessarie per il superamento di eventuali condizioni di povertà, emarginazione ed esclusione sociale; le potenzialità e gli eventuali sostegni per il nucleo familiare.
Con la nuova legge i Comuni possono prevedere la concessione di titoli validi per l’acquisto di servizi sociali “spendibili” rivolgendosi a soggetti accreditati del sistema integrato di interventi e servizi sociali oppure come sostitutivi di prestazioni economiche. La nuova legge ribadisce il principio del diritto di scelta: i Comuni, le Regioni e lo Stato devono promuovere azioni per favorire la pluralità di offerta dei servizi garantendo il diritto di scelta fra gli stessi servizi.
La revisione delle provvidenze economiche per sordomuti, ciechi e invalidi civili, prevista dalla Legge di riforma, ha destato molte preoccupazioni. La Legge fissa (art. 24) i principi generali per il “riordino degli emolumenti” che un successivo decreto legislativo avrebbe dovuto fissare, ma ad oggi non si è ancora provveduto a questo riordino.
Anche l’accertamento dell’invalidità civile e la concessione delle provvidenze economiche secondo la Legge 328/2000 avrebbero dovuto essere oggetto di una complessiva revisione e snellimento delle procedure. La novità più importante doveva riguardare proprio gli “strumenti” per valutare l’invalidità utilizzati dalle Commissioni che attualmente basano il loro giudizio su tabelle di riferimento percentuale. Anche in Italia dovrebbero essere adottati i criteri della “Classificazione internazionale dei disturbi, disabilità ed handicap”(International classification of impairments, disabilities and handicaps – ICIDH), elaborata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel frattempo l’ICIDH è stata sostituita dall’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute), ma la revisione prevista dalla Legge 328 è ancora di là da venire.

Associazioni di promozione sociale

Dopo la Legge quadro sul volontariato (Legge 266/1991), dopo la norma sulle ONLUS, organizzazioni non lucrative di utilità sociale (D. Lgs. 460/1997), ecco che vengono aperte le porte di agevolazioni, non molte invero, e di nuove regole per il riconoscimento di uno status ad una più ampia schiera di organismi di promozione sociale.
La Legge 7 dicembre 2000, n. 383, prevede che possano essere considerate associazioni di promozione sociale, a condizione che dispongano di uno statuto scritto, le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi senza fini di lucro.
Dallo statuto bisogna che sia evidente oltre alla denominazione, all’oggetto sociale e di chi è il presidente, l’assenza di fini lucro, il divieto della suddivisione degli eventuali utili e l’obbligo di reinvestirli in attività istituzionali statutariamente previste.
L’ordinamento interno deve poi essere ispirato a principi di democrazia e di uguaglianza fra gli associati e di trasparenza nei loro diritti e doveri.
Norme chiare anche per quanto riguarda i bilanci: le associazioni devono approvare ogni anno il rendiconto economico e finanziario, distinguendo fra attività statutarie ed eventualmente quelle commerciali. Infine l’associazione deve formalmente prevedere le modalità di scioglimento e di devoluzione del proprio patrimonio.
Non sono poi molte le differenze con le associazioni di volontariato. Il Legislatore riconduce nell’alveo delle organizzazioni del terzo settore (fondazioni, associazioni, cooperative ecc.) anche associazioni che abbiano caratteristiche molto simili a quelle previste dalla disciplina del volontariato e delle ONLUS, senza però averne la medesima strutturazione interna. Interessante, in tal senso, che la nuova norma contempli anche i coordinamenti associativi e le federazioni.
Come per il volontariato anche per le associazioni di promozione sociale vengono costituiti registri regionali, anche articolati per provincia. Sarà inoltre costituito un registro nazionale cui potranno iscriversi le associazioni di rilievo nazionale che devono svolgere attività in almeno 5 regioni.
Sempre similmente alle norme che regolano il volontariato, viene prevista l’istituzione di un Osservatorio nazionale, presieduto dal Ministro della Solidarietà sociale e dotato di propria dotazione finanziaria. Altrettanti Osservatori verranno costituiti dalle Regioni.

Agevolazioni fiscali

Nel giro di pochi mesi due norme modificano profondamente l’impianto delle agevolazioni fiscali sui veicoli destinati al trasporto delle persone con disabilità. Lo fanno il Collegato fiscale (Legge 342/2000) e la Finanziaria per il 2001 (Legge 388/2000).
Ai non vedenti e ai sordomuti viene estesa anche l’agevolazione IVA (4%) in aggiunta alla possibilità di detrazione IRPEF che già spettava.
Dall’entrata in vigore della Legge 388/2000, anche le persone con disabilità mentale o psichica potranno godere dell’IVA al 4%, di detrazione fiscale (al 19%) e di esenzione dal pagamento del bollo auto senza obbligatoriamente adattare il veicolo. La condizione oggettiva fissata, per questi disabili, è quella della gravità dell’handicap che deve essere “tale da aver determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento”.
Per quanto riguarda le persone con disabilità motoria viene introdotta una novità da segnalare. La Finanziaria per il 2001, nella sostanza, li divide in due categorie. Nella prima rientrano gli “invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni” per i quali non è più obbligatorio modificare il mezzo quale condizione per poter accedere a tutte le agevolazioni fiscali. La seconda categoria sono invece i disabili motori che non hanno gravi difficoltà di deambulazione: per questi rimane obbligatorio adattare il proprio veicolo.
La complicazione operativa che deriva dalla differenziazione di condizioni e aventi diritto è notevole e negli anni successivi dovrà ripetutamente intervenire l’Agenzia delle Entrate con circolari e risoluzioni.
Ancora una modificazione riguarda le tipologie dei mezzi ammessi alla detrazione IRPEF: anche le spese sostenute per l’acquisto di autocaravan potranno essere detratte nelle misura del 19% e nel limite dei 35 milioni di spesa (ora 18.075,99 euro). Sugli autocaravan non è prevista invece l’applicazione dell’IVA agevolata.
Innalzati, infine, anche i limiti massimi di cilindrata che sono previsti per poter accedere all’IVA al 4%: i nuovi limiti sono 2.000 centimetri cubici se il motore è a benzina e 2.800 centimetri cubici se il motore è diesel.
Altra agevolazione fiscale introdotta dalla Legge 342/2000 riguarda chi abbia assunto regolarmente una colf o una badante. Sarà possibile portare in detrazione fino a tre milioni di lire (1549,37 euro) ma solo relativamente ai contributi effettivamente dovuti e versati.

Agevolazioni lavorative

Come ricordato, la Legge 53/2000 consentiva al lavoratore di richiedere fino a due anni di congedo non retribuito per gravi motivi familiari.
La Legge Finanziaria per il 2001 (Legge 388/2000) prevede che nel caso questi congedi siano motivati dall’assistenza ad una persona con handicap grave, debbano essere retribuiti con un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione e coperti da contribuzione figurativa.
Il congedo, della durata massima di due anni, spetta alternativamente ad uno dei genitori, anche adottivi, o, dopo la loro scomparsa, ad uno dei fratelli o delle sorelle conviventi di soggetto con handicap. La disposizione, contestata da molti, non prevede l’estensione ad altri parenti o affini (es. la moglie del disabile), né consente l’applicazione del beneficio a lavoratori diversi dai genitori nel caso questi siano anziani o impossibilitati fisicamente all’assistenza.
Ma devono sussistere anche altre condizioni oggettive per poter accedere ai congedi: il disabile deve essere in possesso della certificazione di handicap grave da almeno cinque anni. Questa immotivata imposizione impedisce l’accesso al beneficio da parte di genitori di bambini in tenera età o in altre situazioni pur gravi (es. assistenza prolungata ad un disabile immediatamente dopo un incidente). Successivamente questa norma subirà delle modificazioni sostanziali sia per interventi legislativi che per sentenze della Corte Costituzionale.
La Legge 388/2000 porta anche una opportunità per i lavoratori sordomuti o invalidi con un’invalidità superiore al 74 per cento o assimilabile. Possono richiedere per ogni anno di lavoro effettivamente svolto il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa; il beneficio è riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dell’anzianità contributiva. Circolari INPS e INPDAP successive hanno regolamentato operativamente l’agevolazione.

Malattie rare

Il “Regolamento di istituzione della rete nazionale delle malattie rare e di esenzione dalla partecipazione al costo delle relative prestazioni sanitarie” viene approvato dal Decreto Ministeriale n. 279 del 18 maggio 2001.
Il Decreto istituisce a livello nazionale una rete finalizzata alla prevenzione, diagnosi e terapia delle malattie rare. La rete è costituita dai presidi accreditati, che sono individuati tra quelli in possesso di documentata esperienza in attività terapeutica specifica per le malattie o per i gruppi di malattie rare, nonché di idonea dotazione di strutture di supporto e di servizi complementari, ivi inclusi, per le malattie che lo richiedono, per l’emergenza e per la diagnostica biochimica e genetico-molecolare.
Tra questi presidi vengono individuati i centri di riferimento interregionali che svolgono funzione di sorveglianza, gestiscono l’attività di supporto e informazione ai cittadini, ai medici del Servizio Sanitario Nazionale, alle associazioni dei malati e dei loro familiari anche con momenti di formazione. Presso l’Istituto Superiore della Sanità viene istituito il Registro nazionale delle malattie rare con compiti di programmazione, sorveglianza, archiviazione e analisi dei dati. L’allegato al Decreto 279 propone un elenco di 47 gruppi di patologie per un totale di 284 malattie rare. Ad ognuna di queste viene attribuito un codice univoco e indicato l’eventuale sinonimo con cui più frequentemente viene denominata la patologia. Ma quali sono le agevolazioni riconosciute alle persone affette da queste patologie? L’assistito al quale venga formulato, da parte di uno specialista del Servizio Sanitario Nazionale, un sospetto diagnostico di malattia rara viene indirizzato dallo stesso medico presso uno dei presidi della rete in grado di garantire la diagnosi della specifica malattia.
Sono esentate dal ticket le prestazioni, erogate dal presidio della rete, finalizzate alla diagnosi e, in caso di malattia ereditaria, anche gli esami genetici effettuati sui familiari. Gli oneri sono a carico della azienda unità sanitaria dell’assistito. Inoltre gli assistiti affetti da malattie rare sono esenti dal ticket per le prestazioni sanitarie per il monitoraggio della malattia e per la prevenzione di eventuali aggravamenti.

Testo unico su maternità e paternità

Il Governo Amato, dando seguito alla delega prevista dalla Legge 53/2000, vara il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Si tratta del nuovo “Testo unico” che costituisce il riferimento per tutti gli aspetti relativi alla tutela e al sostegno della maternità e della paternità e ai permessi e congedi parentali, inclusi quelli per l’assistenza in caso di handicap grave.

Disabilità visive

La Legge 3 aprile 2001, n. 138 fornisce una nuova classificazione delle disabilità visive, raccogliendo indicazioni mediche e scientifiche ormai consolidate. Si distingue fra ciechi totali, ciechi parziali, ipovedenti gravi, ipovedenti medio-gravi, ipovedenti lievi, tenendo in considerazione non solo il residuo visivo ma anche il campo visivo.
La norma non ha alcuna ricaduta sulle provvidenze economiche, anche se vi si farà riferimento per alcune agevolazioni fiscali sui veicoli.

 

Elenco della norme approvate

Circolare Ministeriale - Ministero delle Finanze 12/05/2000 n. 95/E
“Irpef - Videoconferenza modello 730/2000. Risposte a quesiti vari.”
Legge - 18/05/2000 n. 126
“Conversione in legge del decreto-legge 16 marzo 2000, n. 60, recante disposizioni urgenti per assicurare la prosecuzione degli interventi assistenziali in favore dei disabili con handicap intellettivo”
Circolare Ministeriale - Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Direzione Generale per l’Impiego 06/06/2000 n. 36
“Circolare n. 36/2000 del 6 giugno 2000. Collocamento Obbligatorio L. 68 del 12.3.99. Richiesta Avviamento e Compensazione Territoriale.”
Circolare Ministeriale - Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Direzione Generale per l’Impiego 26/06/2000 n. 41
“Assunzioni obbligatorie. Ulteriori indicazioni per l’applicazione della legge 12 marzo 1999, n. 68. Integrazione delle circolari n. 4/2000 e 36/2000.”
Decreto Ministeriale - Ministro del Lavoro 07/07/2000 n. 357
“Regolamento recante: “Disciplina dei procedimenti relativi agli esoneri parziali dagli obblighi occupazionali di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68”.”
Decreto Ministeriale - Ministero per la Solidadietà Sociale 21/07/2000 n. 278
“Regolamento recante disposizioni di attuazione dell’articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, concernente congedi per eventi e cause particolari.”
Decreto Ministeriale - Ministero del Lavoro - Direzione generale per l’impiego 26/09/2000
“Ripartizione tra le regioni delle risorse finanziarie del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, istituito dall’art. 13, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68.”
Decreto del Presidente della Repubblica - 10/10/2000 n. 333
“Regolamento di esecuzione per l’attuazione della legge 12 marzo 1999, n. 68 recante norme per il diritto al lavoro dei disabili.”
Circolare Ministeriale - Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica 25/10/2000 n. prot. 094909
“Nuove disposizioni per il sostegno delle maternità e della paternità - Congedi parentali - (Legge 8 marzo 2000, n. 53)”.
Legge - 08/11/2000 n. 328
“Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”
Circolare Ministeriale - Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Direzione Generale per l’Impiego 09/11/2000 n. 79
“Assunzioni obbligatorie. Art.17 della legge 12.3.1999, n. 68. Certificazioni di ottemperanza.”
Circolare Ministeriale - Ministero delle Finanze 16/11/2000 n. 207
“Collegato fiscale alla legge finanziaria 2000. Primi chiarimenti.”
Legge - 21/11/2000 n. 342
“Misure in materia fiscale”
Circolare Ministeriale – Ministero delle Finanze 30/11/2000 n. 217
“Acquisti delle organizzazioni di volontariato. Art. 8, comma 2, della legge 11 agosto 1991, n. 266.”
Legge - 07/12/2000 n. 383
“Disciplina delle associazioni di promozione sociale”
Legge - 23/12/2000 n. 388
“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001)”

2001

Circolare Ministeriale - Ministero delle Finanze - Agenzia delle Entrate 03/01/2001 n. 1
“Legge 23 dicembre 2000, n 388 (Finanziaria 2001). Primi chiarimenti.”
Circolare Ministeriale - Ministero delle Finanze - Agenzia delle Entrate 26/01/2001 n. 6
“Risposte ai quesiti formulati in occasione delle videoconferenza del 18.1.2001 in materia di imposta di registro e altri tributi indiretti.”
Circolare Ministeriale - Ministero delle Finanze - Agenzia delle Entrate 26/01/2001 n. 7
“Risposte ai quesiti fornite in occasione della videoconferenza del 18 gennaio 2001, in materia di IRPEF ed IVA.”
Circolare Ministeriale - Ministero delle Finanze - Agenzia delle Entrate 06/02/2001 n. 13/E
“Articolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, concernente detrazioni per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio privato, come modificato dall’articolo 2, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Risposta a quesiti”.
Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri - 21/03/2001 n. 329
“Regolamento recante norme per l’Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale.”
Decreto Legislativo - 26/03/2001 n. 151
“Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53”
Legge - 03/04/2001 n. 138
“Classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici”
Legge - 03/04/2001 n. 131
“Norme a sostegno delle persone in condizioni di cecità parziale”
Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri - 09/04/2001
“Disposizioni per l’uniformità di trattamento sul diritto agli studi universitari, a norma dell’art. 4 della L. 2 dicembre 1991, n. 390.”
Decreto del Presidente della Repubblica - 03/05/2001
“Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2001-2003”.
Circolare Ministeriale - Ministero delle Finanze - Agenzia delle Entrate 11/05/2001 n. 46
“Articolo 30, comma 7, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria per l’anno 2001) e ulteriori chiarimenti in materia di agevolazioni per disabili.”
Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri - 18/05/2001
“Approvazione dei modelli-tipo della dichiarazione sostitutiva unica e dell’attestazione, nonchè delle relative istruzioni per la compilazione, a norma dell’art. 4, comma 6, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, come modificato dal decreto legislativo 3 maggio 2000, n. 130.”
Decreto Ministeriale - Ministero della Sanità 18/05/2001 n. 279
“Regolamento di istituzione della rete nazionale delle malattie rare e di esenzione dalla partecipazione al costo delle relative prestazioni sanitarie ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124.”
Ordinanza Ministeriale - Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 21/05/2001 n. 90
“Norme per lo svolgimento degli scrutini e degli esami nelle scuole statali e non statali di istruzione elementare, media e secondaria superiore - Anno scolastico 2000-2001”
Decreto Ministeriale - Ministero della Sanità 21/05/2001 n. 296
“Regolamento di aggiornamento del decreto ministeriale 28 maggio 1999, n. 329, recante norme di individuazione delle malattie croniche e invalidanti ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 29 aprile 1998 n.124.”
Decreto Ministeriale - Ministero della Sanità 31/05/2001 n. 321
“Modifica del regolamento recante norme per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.”