Agevolazioni sull’energia elettrica: come fare

Sono operative le procedure per richiedere le agevolazioni sull’energia elettrica e bisognerà farlo entro il 30 aprile 2009, presentando la domanda al proprio Comune.
La compensazione tariffaria è prevista per due categorie di utenti: per i clienti domestici in condizioni di disagio economico e per quelli in stato di disagio fisico, ovvero che usano apparecchiature salvavita.

Le due agevolazioni sono cumulabili e retroattive al 2008.

A quanto ammonta l’agevolazione

Per l’anno 2008, per le situazioni di disagio economico, il valore del bonus sarà differenziato a seconda del numero di componenti della famiglia anagrafica: 60 euro/anno per un nucleo familiare di 1-2 persone, 78 euro/anno per un nucleo di 3-4 persone, 135 euro/anno per un nucleo familiare con più di quattro persone.
Il bonus da riconoscere ai clienti che utilizzano apparecchiature elettromedicali necessarie per il mantenimento in vita del paziente è di 150 euro/anno.
Con deliberazione 19 dicembre 2008 ARG/elt 191/08, l’Autorità ha aggiornato l’importo del bonus per l’anno 2009. Per le situazioni di disagio economico, il valore del bonus sarà di 58 euro/anno per un nucleo familiare di 1-2 persone, 75 euro/anno per un nucleo di 3-4 persone, 130 euro/anno per un nucleo familiare con più di quattro persone.

Disagio economico

Il disagio economico fa riferimento all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) del nucleo familiare, indicato in 7.500 euro annui e che siano clienti domestici, intestatari di una fornitura elettrica nell’abitazione di residenza con potenza impegnata fino a 3 kW.
Per il calcolo e la certificazione dell’ISEE è possibile rivolgersi ai CAAF (Centri Autorizzati di Assistenza Fiscale) ed è proprio questo uno dei documenti da presentare al proprio Comune unitamente al modello di richiesta (Modulo A).

Disagio fisico

Per “disagio fisico”, ci si riferisce esclusivamente alle persone che usano apparecchi elettromedicali attinenti le funzioni vitali.
Si tratta , quindi, alle apparecchiature necessarie all’esistenza in vita di chi le usa. Sono certamente inclusi gli apparecchi attinenti alla funzione respiratoria (ventilatori, concentratori di ossigeno, broncoaspiratori ecc.), a quella urinaria (dialisi a domicilio) e alimentare (pompe enterali, infusori ecc.). Non sono inclusi, invece, servoscala, piattaforme elevatrici, caricabatterie per carrozzine, ascensori ed altri apparecchi pur utili all’autonomia personale, ma non considerati strettamenti attinenti alle funzioni vitali.
È prevista una documentazione “probatoria” che i clienti con disagio fisico dovranno presentare al proprio Comune. I documenti accettabili, alternativamente, sono due.
Il primo: una certificazione sanitaria rilasciata dall’Azienda USL di residenza, che attesti l’uso di apparecchiature elettromedicali salvavita, cioè vicarianti funzioni vitali (è disponibile anche un facsimile).
Il secondo: un’autocertificazione (Modulo C) – da parte del cliente nel cui nucleo sia presente una persona che usa apparecchiature elettromedicali salvavita – ove si dichiari l’inserimento nell’elenco degli utenti compresi nel Piano di Emergenza per la Sicurezza del Servizio Elettrico (PESSE).
Quest’ultimo prevede fra l’altro l’individuazione di quei clienti da “tutelare” nel caso di black-out programmati o di emergenze energetiche e fra questi clienti ci sono proprio le persone che usano apparecchi salvavita. Coloro che sono inclusi in questo elenco riceveranno un’apposita comunicazione da parte dei distributori.
Oltre a questi documenti è necessario presentare il Modulo B (disagio fisico), debitamente compilato. Come già detto, il bonus in questo caso è fisso, vale a dire 150 euro annui.

Riepilogando:

1) La domanda va presentata presso il Comune di residenza compilando il Modulo B a cui va allegato uno dei due documenti elencati sotto.;

2) Se si è ricevuta dal fornitore dell’energia elettrica la dichiarazione che l’utente è iscritto nel PSSE (Piano di Emergenza per la Sicurezza del Servizio Elettrico) è sufficiente compilare il Modulo C di autocertificazione.

3) Se NON si è ricevuta dal fornitore dell’energia elettrica la dichiarazione che l’utente è iscritto nel PSSE è necessario rivolgersi alla propria Azienda Usl e farsi rilasciare una certificazione in cui lo specialista dichiara l’uso di apparecchi salvavita. L’Autorità per l’energia elettrica ha messo a disposizione un facsimile. È consigliabile rivolgersi al servizio dell’Azienda che segue direttamente la persona per l’uso degli apparecchi elettromedicali.

4) Se si rientra anche nei requisiti per il disagio economico è necessario presentare anche la domanda attraverso il Modulo A.

Si ricorda ancora la scadenza: il 30 aprile 2009.

Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2009


Carlo Giacobini
Responsabile del Centro per la documentazione legislativa
Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
Direzione Nazionale