Nel dicembre scorso la FISH, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – con il supporto tecnico di HandyLex.org – ha posto al Ministro dell’economia e delle finanze un quesito per avere chiarimenti su una grave preoccupazione relativamente al bonus per le famiglie e i non autosufficienti previsto dal decreto legge 185/2008 (convertito con modificazioni dalla Legge 2/2009). Unitamente al quesito la FISH chiedeva una doverosa revisione del decreto legge al momento della conversione, modificazione poi non intervenuta.
I dubbi riguardavano le persone disabili titolari di sole provvidenze economiche assistenziali, unici componenti del nucleo familiare ed altre disequità relative agli stessi disabili.
Scriveva la FISH: “Rileviamo nel testo e nelle successive interpretazioni
dell’Agenzia delle entrate alcune profonde disequità di trattamento
fra persone con i medesimi disagi economici, in particolare per ciò che
riguarda le persone con disabilità.
Il decreto non tiene in considerazione il disagio economico dei nuclei composti
da una sola persona nel caso il suo reddito non derivi da pensione. Ciò
è particolarmente grave quando si tratti un persona con grave disabilità
che, anche con un reddito inferiore ai 15mila euro annui, non può richiedere
alcun bonus. Stando alla lettura delle istruzioni impartite dall’Agenzia
delle Entrate, la persona sola con handicap grave, non può nemmeno richiedere
la “maggiorazione” a 1000 euro, in quanto l’handicap non viene
preso in considerazione se interessa direttamente il richiedente.
Altro elemento di grave discriminazione riguarda i nuclei in cui sia presente
un familiare portatore di handicap. Secondo il comma 3, lettera g dell’articolo
1 del decreto citato, spetterebbe un bonus pari a 1000 euro, “per
il nucleo familiare con componenti portatori di handicap per i quali ricorrano
le condizioni previste dall'articolo 12, comma 1, del citato testo unico, qualora
il reddito complessivo familiare non sia superiore ad euro trentacinquemila.”
Superfluo, crediamo, rammentare che il comma 1 dell’articolo 12 del TUIR
contempla il coniuge non legalmente ed effettivamente separato; i figli, compresi
quelli naturali riconosciuti, gli adottivi, gli affidati e affiliati; altri
familiari (genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle), a condizione
che siano conviventi.
Al contrario l’Agenzia delle entrate testualmente precisa: “euro
1.000,00 per il nucleo familiare in cui vi siano figli a carico del richiedente
portatori di handicap ai sensi dell’art. 3 comma 3, della legge 5 febbraio
1992, n. 104, qualora il reddito complessivo familiare non sia superiore ad
euro 35.000,00”.
Viene così limitata la “maggiorazione” a 1000 euro ai soli
casi in cui vi sia un figlio con handicap grave a carico fiscale. Restano escluse
dal beneficio le famiglie in cui il “portatore di handicap” grave
sia la moglie, il marito, il genitore, o lo stesso richiedente. Si tratta di
una forzatura evidente ed ingiustificata di quanto espresso dallo stesso Governo.”
Il Gabinetto del Ministro ha risposto con propria nota del 2 marzo 2009, confermando
tutte le interpretazioni negative della FISH.
In sintesi ecco il senso della risposta.:
Secca la prima reazione di Pietro Barbieri, presidente della FISH: “Nessuna sorpresa, purtroppo, ma l’ennesima riprova di una profonda disequità che colpisce le persone che più hanno necessità di un supporto economico che comunque non è certo risolvibile con l’elemosina prevista dal bonus o dalla social card. Una politica ancor più inquietante perché assunta in concomitanza con la ratifica, da parte dello stesso Parlamento della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”.
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Ministero dell’Economia e delle Finanze
Gabinetto del Ministro
Prot. 9/F/F/2/03/2009
5377
Roma 2 marzo 2009
Al signor Presidente della Federazione Italiana per il superamento
dell’handicap
Via Gino Capponi, 178
00179 Roma
Oggetto: Richiesta chiarimenti in ordine all’art.
1 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni,
dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
Con nota del 4.12.2008, diretta al Sig. Ministro dell’economica e delle finanze, codesta federazione ha chiesto chiarimenti in ordine ad alcuni aspetti del bonus straordinario per i soggetti componenti di un nucleo familiare a basso reddito, di cui all’art. 1 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
In particolare, ha chiesto di conoscere:
Al riguardo, interpellati gli uffici competenti, si rappresenta quanto segue.
Qualora il nucleo familiare sia composto esclusivamente dal possessore di sole
prestazioni assistenziali esenti da IRPEF, il beneficio non compete atteso che
manca il reddito complessivo cui commisurare l’entità del bonus;
la spettanza del beneficio non è invece pregiudicata laddove il possessore
delle prestazioni assistenziali faccia parte di un nucleo familiare in cui vi
siano altri soggetti possessori di reddito.
In tal senso è la circolare dell’Agenzia delle entrate n. 2/E del
3 febbraio 2009, che ha chiarito che “in caso di nucleo familiare composto
da un unico componente il bonus di 200 euro è erogabile a condizione
che nel concorso dei redditi dal medesimo posseduti figuri in ogni caso un reddito
di pensione”.
In detta ipotesi, qualora il richiedente non possa ottenere il beneficio attraverso
i sostituti di imposta, la richiesta può essere presentata in via telematica
all’Agenzia delle entrate utilizzando il modello approvato con provvedimento
del Direttore dell’Agenzia in data 5.12.2008.
Inoltre, nel caso di nucleo familiare composto da una sola persona portatrice
di handicap, il beneficio spetta in corrispondenza di un reddito complessivo
non superiore a 15.000 (con bonus di 200 euro), atteso che il più elevato
limite reddituale (con bonus di 1.000 euro) spetta solo nel caso di familiari
a carico portatori di handicap.
Ciò si evince anche dalla tabella riportata a pagina 8 della citata circolare
n. 2/E del 3 febbraio 2009.
IL CAPO DEL GABINETTO
e-3426
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Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2009
Carlo Giacobini
Responsabile del Centro per la documentazione legislativa
Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
Direzione Nazionale
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