Semplificazione, oneri amministrativi e persone con disabilità

L’approvazione del Decreto-Legge: “Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni e sviluppo” nel Consiglio dei Ministri, 27 gennaio 2012 [si veda il commento sul nostro sito, NdR] che reca uno specifico articolo in materia di semplificazione ammnistrativa per le persone con disabilità, riaccende le riflessioni intorno alla ridondanza di oneri amministrativi in questo àmbito.

La sintesi che segue ha l’obiettivo descrittivo di individuare e suddividere i processi amministrativi che maggiormente incidono sulla quotidianità delle persone con disabilità e dei loro familiari. È un tentativo che specularmente indica, in vista di un determinato obiettivo (beneficio, agevolazione, certificazione), le “azioni” a carico del Cittadino e quelle a carico della Pubblica Amministrazione.

Ciò che appare evidente, nonostante l’elenco proposto sia tutt’altro che esaustivo (mancando ad esempio i procedimenti per la concessione di un qualsiasi ausilio o prestazione sanitaria), appaiono evidenti alcuni elementi:

  • la moltiplicazione di momenti accertativi: handicap, invalidità, disabilità, non autosufficienza, handicap ai fini scolastici, per non parlare di specifiche condizioni sanitarie previste per la fruizione di altrettanti diritti, benefici, agevolazioni;
  • il pressochè infinito florilegio di definizioni “medico-legali” sovrappostesi nella successiva e disorganica produzione normativa;
  • l’elevatissimo numero, a tutto prima non evidente, di operatori, in particolare medici, coinvolti nelle attività di accertamento, valutazione, verifica, conferma, controllo delle diverse condizioni sanitarie;
  • nonostante l’elevato numero di momenti accertativi, il sistema conserva altrettanti momenti di controllo straordinario, di revisione, di verifica, aumentando i disagi per i cittadini e i costi a carico della pubblica amministrazione;
  • i tempi di attesa per il rilascio di certificati, verbali, attestazioni che aumentano, nonostante la disponibilità di nuovi strumenti informatici e telematici, proprio a causa dell’espansione dei momenti di controllo;
  • la conservazione di atteggiamenti vessatori nei confronti del Cittadino (ad esempio decadenza dei benefici se i verbali non sono sottoposti per tempo – a causa della Pubblica amministrazione – a revisione);
  • l’incertezza e l’indeterminatezza normativa nelle definizioni degli aventi diritto ad un nuovo o ad un particolare beneficio;
  • la moltiplicazione di definizioni e di metodologie valutative in ambito regionale;
  • l’assenza di un sistema informatico e telematico realmente utile ai fini dell’accesso e delle concessione dei benefici e delle agevolazioni e realmente accessibile ai Cittadini.

Per scelta metodologica non ci si è voluti addentrare, per ora, nell’individuazione di possibili soluzioni di semplificazione che comunque non hanno speranza di successo se non vengono eliminate le cause che hanno generato l’attuale situazione.

Per la medesima scelta, non sono stati inseriti quegli oneri amministrativi che le persone con disabilità e i loro familiari hanno in comune con gli altri Cittadini, Utenti, Contribuenti, Clienti, ben sapendo che alcune procedure (ad esempio la certificazione ISEE) assumono una maggiore frequenza presso i nuclei familiari in cui sia presente una persona anziana o con disabilità.

 

27 gennaio 2012

Carlo Giacobini
Direttore Responsabile di HandyLex.org

 

Procedimenti amministrativi:

 


Riconoscimento della minorazione civile

Si tratta dell’attivazione del procedimento per il riconoscimento dello status di invalido civile, cieco civile o sordomuto (persona con sordità prelinguale) che rappresenta il prerequisito all’accesso a prestazioni, provvidenze economiche e agevolazioni di varia natura. Si tratta di un procedimento incentrato sulla valutazione medicolegale di Commissioni pubbliche preposte all’accertamento. Il verbale può comportare la concessione di provvidenze economiche e di accesso ad altre agevolazioni, ma non è ammesso per alcune agevolazioni (es. permessi e congedi lavorativi).

Azioni del Cittadino

  1. Rivolgersi al medico curante, abilitato al sistema telematico INPS, e farsi rilasciare il certificato introduttivo.
  2. Rivolgersi ad un patronato sindacale autorizzato e presentare la domanda di accertamento abbinando il certificato medico introduttivo e attendere l’indicazione della convocazione a visita.
  3. La visita avviene presso la Commissione ASL, integrata con un medico INPS. In sede di visita si può presentare altra documentazione sanitaria e farsi assistere a proprie spese da un medico di fiducia.
  4. Se la Commissione ASL lo richiede, sottoporsi ad accertamenti specialistici e restituire l’esito/referto alla stessa commissione per il perfezionamento della pratica.
  5. Se dopo la visita all’ASL, la Commissione di verifica INPS lo richiede, presentarsi ad ulteriore visita.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. INPS: gestione del sistema informatico telematico delle domande e dei verbali di visita.
  2. ASL. Esecuzione delle visite programmate attraverso le proprie Commissioni e trasmissione dei verbali all’INPS.
  3. INPS: verifica dei verbali emessi dalle Commissioni ASL; eventuale ulteriore convocazione a visita o richiesta di documentazione alla ASL.
  4. INPS: comunicazione formale dell’esito della visita al Cittadino e attivazione, se del caso, delle procedure di concessione erogazione delle provvidenze economiche.

Tempi medi di attesa nazionali

Convocazione a visita: 100 giorni dalla data di domanda.

Comunicazione del verbale: 210 giorni dalla data di domanda
(I tempi sono ulteriormente dilazionati nel caso di richiesta di visita a domicilio ammessa solo in caso di grave rischio per la salute).

Personale coinvolto

1. Primo accertamento: Tre medici ASL (dipendenti o convenzionati); un medico INPS; un medico; rappresentate delle Associazioni di categoria (a carico dello Stato). Totale: 5 medici

Il trattamento economico del personale sanitario preposto a questi accertamenti è diverso a seconda delle Regioni: in alcune realtà l’attività di valutazione rientra nelle normali mansioni, in altre (la maggioranza) comporta l’attribuzione di “gettoni”, incentivi,.maggiorazione.

2. Verifica: Commissione INPS, omogenea in quanto a composizione, a quella di prima istanza: Totale: 4 medici (3 INPS, 1 delle Associazioni di categoria).

3. Personale amministrativo INPS e ASL. Supporto di personale dei patronati e dei Caaf.

Riferimenti normativi

  • Decreto del Presidente della Repubblica 21/09/1994 n. 698
  • Legge 15/10/1990 n. 295
  • Legge 26/07/1988 n. 291

Note

Tutti i verbali possono prevedere la rivedibilità cioè essere considerati a scadenza. Alla scadenza del verbale tutti i benefici connessi decadono, anche nelle more di un accertamento di revisione.

 

 


Riconoscimento dell’handicap (art. 3, Legge 104/1992)

Si tratta dell’attivazione del procedimento per il riconoscimento dello status di persona con handicap, come definita dall’articolo 3 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104. Rappresenta attualmente il prerequisito imprescindibile per l’accesso alle agevolazioni lavorative previste dall’articolo 21 e 33 della medesima norma.

Azioni del Cittadino

  1. Rivolgersi al medico curante, abilitato al sistema telematico INPS, e farsi rilasciare il certificato introduttivo.
  2. Rivolgersi ad un patronato sindacale autorizzato e presentare la domanda di accertamento abbinando il certificato medico introduttivo e attendere l’indicazione della convocazione a visita.
  3. La visita avviene presso la Commissione ASL, integrata con un medico INPS. In sede di visita si può presentare altra documentazione sanitaria e farsi assistere a proprie spese da un medico di fiducia.
  4. Se la Commissione ASL lo richiede, sottoporsi ad accertamenti specialistici e restituire l’esito/referto alla stessa commissione per il perfezionamento della pratica.
  5. Se dopo la visita all’ASL, la Commissione di verifica INPS lo richiede, presentarsi ad ulteriore visita.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. INPS: gestione del sistema informatico telematico delle domande e dei verbali di visita.
  2. ASL. Esecuzione delle visite programmate attraverso le proprie Commissioni e trasmissione dei verbali all’INPS.
  3. INPS: verifica dei verbali emessi dalle Commissioni ASL; eventuale ulteriore convocazione a visita o richiesta di documentazione alla ASL.
  4. INPS: invia comunicazione formale dell’esito della visita al Cittadino.

Tempi medi di attesa nazionali

Convocazione a visita: 100 giorni dalla data di domanda

Comunicazione del verbale: 210 giorni dalla data di domanda
(I tempi sono ulteriormente dilazionati nel caso di richiesta di visita a domicilio ammessa solo in caso di grave rischio per la salute).

Personale coinvolto

1. Tre medici ASL (dipendenti o convenzionati); un operatore sociale; un medico esperto nei casi da valutare; un medico INPS; un medico, rappresentate delle Associazioni di categoria (a carico dello Stato). Totale: 6 medici + un operatore sociale

Il trattamento economico del personale sanitario preposto a questi accertamenti è diverso a seconda delle Regioni: in alcune realtà l’attività di valutazione rientra nelle normali mansioni, in altre (la maggioranza) comporta l’attribuzione di “gettoni”, incentivi,.maggiorazione.

2. Verifica: Commissione INPS omogenea, in quanto a composizione, a quella di prima istanza: Totale: 5 medici (4 INPS, 1 delle Associazioni di categoria) + 1 operatore sociale.

3. Personale amministrativo INPS e ASL. Supporto di personale dei patronati e dei Caaf.

Riferimenti normativi

  • Decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78 (art. 20, comma 1)
  • Legge 9 marzo 2006, n. 80 (art. 6)
  • Legge - 05/02/1992 n. 104 (artt. 3 e 4)
  • Decreto del Presidente della Repubblica 21/09/1994 n. 698

Note

La Legge 9 marzo 2006, n. 80, all’articolo 6 ha dato facoltà alle Regioni di unificare gli accertamenti per l’handicap e per le minorazioni civili; di fatto non sempre questo accade o per scarsa informazione fornita ai Cittadini o per interessi legittimi che sorgono in momenti successivi.

L’accertamento dell’handicap può essere richiesto anche da persone che non sono minorate civile (es. invalidi di guerra, lavoro o servizio).

Tutti i verbali possono prevedere la rivedibilità cioè essere considerati a scadenza. Alla scadenza del verbale tutti i benefici connessi decadono, anche nelle more di un accertamento di revisione.

 

 

 

Riconoscimento della disabilità (Legge 68/1999)

Si tratta di un procedimento volto all’accertamento della disabilità ai fini lavorativi, del collocamento mirato e dell’iscrizione alle liste speciali di collocamento. Per iscriversi alle liste di collocamento non è sufficiente la certificazione di invalidità o di handicap, ma serve una ulteriore valutazione.

Azioni del Cittadino

  1. Rivolgersi al medico curante, abilitato al sistema telematico INPS, e farsi rilasciare il certificato introduttivo.
  2. Rivolgersi ad un patronato sindacale autorizzato e presentare la domanda di accertamento abbinando il certificato medico introduttivo e attendere l’indicazione della convocazione a visita.
  3. La visita avviene presso la Commissione ASL, integrata con un medico INPS. In sede di visita si può presentare altra documentazione sanitaria e farsi assistere a proprie spese da un medico di fiducia.
  4. Se la Commissione ASL lo richiede, sottoporsi ad accertamenti specialistici e restituire l’esito/referto alla stessa commissione per il perfezionamento della pratica.
  5. Se dopo la visita all’ASL, la Commissione di verifica INPS lo richiede, presentarsi ad ulteriore visita.
  6. Una volta in possesso del verbale, la persona con disabilità può iscriversi alle liste speciali di collocamento.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. INPS: gestione del sistema informatico telematico delle domande e dei verbali di visita.
  2. ASL. Esecuzione delle visite programmate attraverso le proprie Commissioni e trasmissione dei verbali all’INPS.
  3. INPS: verifica dei verbali emessi dalle Commissioni ASL; eventuale ulteriore convocazione a visita o richiesta di documentazione alla ASL.
  4. INPS: invia comunicazione formale dell’esito della visita al Cittadino.

Tempi medi di attesa nazionali

Convocazione a visita: 100 giorni dalla data di domanda

Comunicazione del verbale: 210 giorni dalla data di domanda

Personale coinvolto

1. Tre medici ASL (dipendenti o convenzionati); un operatore sociale; un medico esperto nei casi da valutare; un medico INPS; un medico, rappresentate delle Associazioni di categoria (a carico dello Stato). Totale: 6 medici + un operatore sociale

Il trattamento economico del personale sanitario preposto a questi accertamenti è diverso a seconda delle Regioni: in alcune realtà l’attività di valutazione rientra nelle normali mansioni, in altre (la maggioranza) comporta l’attribuzione di “gettoni”, incentivi,.maggiorazione.

2. Verifica: Commissione INPS, omogenea in quanto a composizione, a quella di prima istanza: Totale: 5 medici (4 INPS, 1 delle Associazioni di categoria) + 1 operatore sociale.

3. Personale amministrativo INPS e ASL. Supporto di personale dei patronati e dei Caaf.

Riferimenti normativi

  • Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri - 13/01/2000
  • Circolare Ministeriale - Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale 24/11/1999 n. 77
  • Legge 12/03/1999 n. 68

Note

La Legge 9 marzo 2006, n. 80, all’articolo 6 ha dato facoltà alle Regioni di unificare gli accertamenti per l’handicap e per le minorazioni civili, ma non ha incluso in tale indicazione l’accertamento della disabilità.

La Commissione di accertamento della disabilità è formalmente diversa da quella di accertamento delle minorazioni civili.

Non è ammesso il rilascio di un certificato provvisorio al termine della visita.

 

 

 

Riconoscimento dell’aggravamento della minorazione civile o dell’handicap

Si tratta di un procedimento attivato dal Cittadino che intenda vedersi riconoscere l’avvenuto aggravamento dello stato di salute e quindi una minorazione superiore a quella riconosciuta precedentemente.

 

Azioni del Cittadino

  1. Rivolgersi al medico curante, abilitato al sistema telematico INPS, e farsi rilasciare il certificato introduttivo che deve circostanziare anche l’avvenuto aggravamento.
  2. Rivolgersi ad un patronato sindacale autorizzato e presentare la domanda di accertamento abbinando il certificato medico introduttivo e attendere l’indicazione della convocazione a visita.
  3. La visita avviene presso la Commissione ASL, integrata con un medico INPS. In sede di visita si può presentare altra documentazione sanitaria e farsi assistere a proprie spese da un medico di fiducia.
  4. Se la Commissione ASL lo richiede, sottoporsi ad accertamenti specialistici e restituire l’esito/referto alla stessa commissione per il perfezionamento della pratica.
  5. Se dopo la visita all’ASL, la Commissione di verifica INPS lo richiede, presentarsi ad ulteriore visita.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. INPS: gestione del sistema informatico telematico delle domande e dei verbali di visita.
  2. ASL. Esecuzione delle visite programmate attraverso le proprie Commissioni e trasmissione dei verbali all’INPS.
  3. INPS: verifica dei verbali emessi dalle Commissioni ASL; eventuale ulteriore convocazione a visita o richiesta di documentazione alla ASL.
  4. INPS: comunicazione formale dell’esito della visita al Cittadino e attivazione, se del caso, delle procedure di concessione erogazione delle provvidenze economiche.

Tempi medi di attesa nazionali

Convocazione a visita: 100 giorni dalla data di domanda
Comunicazione del verbale: 210 giorni dalla data di domanda

(I tempi sono ulteriormente dilazionati nel caso di richiesta di visita a domicilio ammessa solo in caso di grave rischio per la salute).

Personale coinvolto

1. Tre medici ASL (dipendenti o convenzionati); un operatore sociale; un medico esperto nei casi da valutare; un medico INPS; un medico, rappresentate delle Associazioni di categoria (a carico dello Stato). Totale: 6 medici + un operatore sociale

Il trattamento economico del personale sanitario preposto a questi accertamenti è diverso a seconda delle Regioni: in alcune realtà l’attività di valutazione rientra nelle normali mansioni, in altre (la maggioranza) comporta l’attribuzione di “gettoni”, incentivi,.maggiorazione.

2. Verifica: Commissione INPS, omogenea in quanto a composizione, a quella di prima istanza: Totale: 5 medici (4 INPS, 1 delle Associazioni di categoria) + 1 operatore sociale.

3. Personale amministrativo INPS e ASL. Supporto di personale dei patronati e dei Caaf.

Riferimenti normativi

  • Decreto del Presidente della Repubblica 21/09/1994 n. 698 (art. 1 comma 2)
  • Decreto Legislativo - 23/11/1988 n. 509 (art. 11)

Note

La verifica dell’aggravamento si configura come una visita di revisione e come tale può comportare anche una riduzione della percentuale dell’invalidità precedentemente riconosciuta.

 

 

Revisione della minorazione civile al compimento del diciottesimo anno

Al compimento della maggiore età il Cittadino precedentemente accertato come invalido civile, deve essere sottoposto nuovamente a visita per la valutazione dell’inabilità lavorativa generica, che prevede una percentualizzazione dell’invalidità e la concessione, se del caso, delle relative provvidenze economiche non riconosciute prima dei 18 anni (pensione di inabilità – 100% - assegno mensile di assistenza 74-99%).

Azioni del Cittadino

  1. Rivolgersi al medico curante, abilitato al sistema telematico INPS, e farsi rilasciare il certificato introduttivo.
  2. Rivolgersi ad un patronato sindacale autorizzato e presentare la domanda di accertamento abbinando il certificato medico introduttivo e attendere l’indicazione della convocazione a visita.
  3. La visita avviene presso la Commissione ASL, integrata con un medico INPS. In sede di visita si può presentare altra documentazione sanitaria e farsi assistere a proprie spese da un medico di fiducia.
  4. Se la Commissione ASL lo richiede, sottoporsi ad accertamenti specialistici e restituire l’esito/referto alla stessa commissione per il perfezionamento della pratica.
  5. Se dopo la visita all’ASL, la Commissione di verifica INPS lo richiede, presentarsi ad ulteriore visita.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. INPS: gestione del sistema informatico telematico delle domande e dei verbali di visita.
  2. ASL. Esecuzione delle visite programmate attraverso le proprie Commissioni e trasmissione dei verbali all’INPS.
  3. INPS: verifica dei verbali emessi dalle Commissioni ASL; eventuale ulteriore convocazione a visita o richiesta di documentazione alla ASL.
  4. INPS: comunicazione formale dell’esito della visita al Cittadino e attivazione, se del caso, delle procedure di concessione erogazione delle provvidenze economiche.

Tempi medi di attesa nazionali

Convocazione a visita: 100 giorni dalla data di domanda
Comunicazione del verbale: 210 giorni dalla data di domanda
(I tempi sono ulteriormente dilazionati nel caso di richiesta di visita a domicilio ammessa solo in caso di grave rischio per la salute).

Personale coinvolto

1. Primo accertamento: Tre medici ASL (dipendenti o convenzionati); un medico INPS; un medico; rappresentate delle Associazioni di categoria (a carico dello Stato). Totale: 5 medici

Il trattamento economico del personale sanitario preposto a questi accertamenti è diverso a seconda delle Regioni: in alcune realtà l’attività di valutazione rientra nelle normali mansioni, in altre (la maggioranza) comporta l’attribuzione di “gettoni”, incentivi,.maggiorazione.

2. Verifica: Commissione INPS, omogenea in quanto a composizione, a quella di prima istanza: Totale: 4 medici (3 INPS, 1 delle Associazioni di categoria).

3. Personale amministrativo INPS e ASL. Supporto di personale dei patronati e dei Caaf.

Riferimenti normativi

  • Decreto del Presidente della Repubblica 21/09/1994 n. 698
  • Decreto Ministeriale - Ministero della Sanità 05/02/1992
  • Legge 15/10/1990 n. 295
  • Legge 26/07/1988 n. 291

Note

Esiste una difformità di comportamento su scala nazionale. In alcuni casi si convoca a visita la persona al compimento della maggiore età. In altre si attende la richiesta formale del Cittadino di convocazione a visita.

Dalla visita di revisione al compimento della maggiore età non sono esclusi nemmeno gli invalidi già titolari di indennità di accompagnamento (invalidità totale).

Tutti i verbali possono prevedere la rivedibilità cioè essere considerati a scadenza. Alla scadenza del verbale tutti i benefici connessi decadono, anche nelle more di un accertamento di revisione.

 

 

 

Revisione della minorazione civile o dell’handicap su verbale a scadenza (rivedibilità)

I verbali relativi alle minorazioni civili o dell’handicap possono prevedere la rivedibilità, cioè una successiva visita di revisione da parte della stessa Commissione ASL. Nella sostanza, in questi casi, il verbale è a scadenza. Entro quella data devono essere rivalutate le condizioni sanitarie e sociosanitarie del Cittadino.

 

Azioni del Cittadino

  1. Non è stato chiarito se, la persona titolare di un verbale rivedibile debba attendere la convocazione da parte dell’INPS oppure debba presentare una nuova domanda di accertamento.Il Cittadino si deve quindi informare sulla prassi effettivamente adottata, sapendo che alla scadenza del verbale decadono tutti i benefici. Se deve presentare la domanda, la prassi è quella che segue.
  2. Rivolgersi al medico curante, abilitato al sistema telematico INPS, e farsi rilasciare il certificato introduttivo.
  3. Rivolgersi ad un patronato sindacale autorizzato e presentare la domanda di accertamento abbinando il certificato medico introduttivo e attendere l’indicazione della convocazione a visita.
  4. La visita avviene presso la Commissione ASL, integrata con un medico INPS. In sede di visita si può presentare altra documentazione sanitaria e farsi assistere a proprie spese da un medico di fiducia.
  5. Se la Commissione ASL lo richiede, sottoporsi ad accertamenti specialistici e restituire l’esito/referto alla stessa commissione per il perfezionamento della pratica.
  6. Se dopo la visita all’ASL, la Commissione di verifica INPS lo richiede, presentarsi ad ulteriore visita.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. INPS: gestione del sistema informatico telematico delle domande e dei verbali di visita. In questo caso dovrebbe convocare a visita per tempo tutte le persone per le quali è prevista una rivedibilità
  2. ASL. Esecuzione delle visite programmate attraverso le proprie Commissioni e trasmissione dei verbali all’INPS.
  3. INPS: verifica dei verbali emessi dalle Commissioni ASL; eventuale ulteriore convocazione a visita o richiesta di documentazione alla ASL.
  4. INPS: invia comunicazione formale dell’esito della visita al Cittadino.

Tempi medi di attesa nazionali

Convocazione a visita: 100 giorni dalla data di domanda
Comunicazione del verbale: 210 giorni dalla data di domanda
(I tempi sono ulteriormente dilazionati nel caso di richiesta di visita a domicilio ammessa solo in caso di grave rischio per la salute).

Personale coinvolto

1. Tre medici ASL (dipendenti o convenzionati); un operatore sociale (nel caso dell’handicap); un medico esperto nei casi da valutare (nel caso dell’handicap); un medico INPS; un medico, rappresentate delle Associazioni di categoria (a carico dello Stato). Totale: 6 medici + un operatore sociale

Il trattamento economico del personale sanitario preposto a questi accertamenti è diverso a seconda delle Regioni: in alcune realtà l’attività di valutazione rientra nelle normali mansioni, in altre (la maggioranza) comporta l’attribuzione di “gettoni”, incentivi,.maggiorazione.

2. Verifica: Commissione INPS omogenea, in quanto a composizione, a quella di prima istanza: Totale: 5 medici (4 INPS, 1 delle Associazioni di categoria) + 1 operatore sociale.

3. Personale amministrativo INPS e ASL. Supporto di personale dei patronati e dei Caaf.

Riferimenti normativi

  • Decreto del Presidente della Repubblica 21/09/1994 n. 698
  • Legge - 09/03/2006 n. 80 (art. 6)
  • Decreto Ministeriale - Ministero dell'economia e delle finanze 02/08/2007
  • Legge 15/10/1990 n. 295
  • Legge 26/07/1988 n. 291

Note

La Legge 80/2007 e il DM 2 agosto 2007 sono applicati in modo disomogeneo e talvolta disattesi anche in sede di prima valutazione.
La documentazione richiamata dal DM 2 agosto 2007 richiede, in alcuni casi, un ulteriore onere a carico del Cittadino. Si tratta infatti di certificazioni sanitarie che possono essere rilasciati solo da medici specialisti. E’ necessaria la prenotazione di una visita perlopiù non esente da ticket. Il tutto entro i tempi previsti dalla revisione indicata nel verbale.

 

 

Verifica della permanenza della minorazione civile o dell’handicap su controllo a campione o su piani di verifica straordinaria

Negli ultimi anni sono stati attivati controlli a campione relativi alla permanenza della minorazione civile e dell’handicap. In particolare i piani di verifica straordinaria hanno affidato alle Commissioni di verifica dell’INPS la competenza di tali accertamenti. Si tratta di un procedimento che ha prerequisiti diversi dalla normale rivedibilità prevista in alcuni casi di invalidità progressiva o passibile di sostanziali modificazioni.

Azioni del Cittadino

  1. La persona convocata deve presentarsi a visita pena la sospensione, o in taluni casi la revoca, della provvidenza economica.
  2. Se la persona è titolare di indennità di accompagnamento o di comunicazione ed è affetta da menomazioni o patologie previste dal Decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 02/08/2007, in virtù della Legge - 09/03/2006 n. 80 (art. 6), può richiedere, in luogo della visita, la valutazione sugli atti producendo la documentazione sanitaria prevista dal Decreto citato.
  3. Se la Commissione INPS lo richiede deve sottoporsi ad accertamenti specialistici e restituire l’esito/referto alla stessa commissione per il perfezionamento della pratica.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. INPS. Sulla base di indicazioni normative, selezionare l’elenco delle persone da convocare a visita.
  2. INPS. Richiedere alle ASL la documentazione sanitaria delle persone selezionate.
  3. INPS. Analizzare la documentazione con l’obiettivo di espungere i nominativi delle persone titolari di indennità di accompagnamento o di comunicazione e affette da menomazioni o patologie previste dal Decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 02/08/2007, in virtù della Legge - 09/03/2006 n. 80 (art. 6).
  4. INPS. Convocare a visita le persone.
  5. INPS. Verificare l’eventuale documentazione inviata dal Cittadino, dopo la convocazione, in conformità al Decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 02/08/2007.
  6. INPS. Effettuare le visite verificando la permanenza delle minorazioni e dell’handicap ed emette un verbale che trasmette all’interessato e alla Azienda USL di competenza.
  7. INPS. Se l’esito comporta una riduzione della minorazione tale da comportare modificazioni nella titolarità di provvidenze economiche, trasmettere la documentazione all’ente concessore e provvedere a sospendere o modificare l’erogazione delle relative provvidenze economiche.

Personale coinvolto

Un medico INPS; un dirigente medico INPS (con controlli ulteriori a livello centrale).

Personale amministrativo INPS.

Tempi medi di attesa nazionali

Molto variabili. Si segnalano frequenti casi di persone alle quali l’esito della visita di controllo perviene dopo oltre sei mesi.

Riferimenti normativi

  • Legge - 06/08/2008 n. 133 (articolo 80)
  • Decreto del Presidente della Repubblica 21/09/1994 n. 698
  • Legge - 09/03/2006 n. 80 (art. 6)
  • Decreto Ministeriale - Ministero dell'economia e delle finanze 02/08/2007
  • Legge - 15/10/1990 n. 295
  • Legge - 26/07/1988 n. 291

Note

Vengono segnalati frequenti casi di persone convocate a visita per il controllo della permanenza degli stati invalidanti, nonostante rientrino nelle previsioni normative si cui alla Legge 80/2006 e al Decreto del 2 agosto 2007.

Va segnalato che l’articolo 6 della Legge 80/2006 riguarda i soli titolari di indennità di comunicazione o di accompagnamento che siano affetti da sindrome da talidomide o che rientrino nell’elenco definito dal Decreto citato. Le persone affette da patologie o menomazioni stabilizzate (es. amputazioni) possono comunque essere sottoposti a verifica e controllo.

In sede di verifica, INPS ha adottato la seguente prassi: valuta la permanenza dello stato invalidante che ha dato luogo al riconoscimento di provvidenze economiche. Se questa permanenza non sussiste, la provvidenza viene revocata o ridotta. Se, al contrario, vi è un aggravamento non viene riconosciuto: l’interessato deve presentare nuova domanda di accertamento perchè questo sia confermato.

 

 

 

Accertamento della minorazione post mortem

Il procedimento viene attivato dai familiari nel caso in cui la persona sia deceduta dopo la domanda di accertamento dell’invalidità e prima della visita di accertamento. Il procedimento è strettamente necessario se gli eredi intendono poi richiedere l’erogazione delle provvidenze economiche dal momento della domanda (primo giorno del mese successivo) al momento del decesso.

Azioni del Cittadino

  1. Gli eredi della persona che aveva presentato domanda di accertamento di invalidità presentano documentazione medica rilasciata da strutture pubbliche o convenzionate, in data antecedente al decesso, comprovanti, in modo certo, l'esistenza delle infermità.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. La Commissione ASL acquisisce la documentazione e formula una diagnosi ed un motivato giudizio medico-legale emettendo un verbale.
  2. Il verbale viene inviato agli eredi e all’ente concessore delle eventuali provvidenze economiche.

Riferimenti normativi

Decreto del Presidente della Repubblica 21/09/1994 n. 698 (art. 1 comma 8)

Note

La pratica di riconoscimento prelude ad una più complessa pratica di liquidazione, laddove ne sussista il diritto, delle provvidenze economiche, per la quale è necessario acquisire tutte le firme degli eredi.

 

 

 

Certificazione provvisoria dello stato di handicap con connotazione di gravità (art. 3 comma 3, Legge 104/1992)

Il Cittadino che abbia richiesto l’accertamento dello stato di handicap da almeno 90 giorni, senza che la Commissione ASL si sia pronunciata, può richiedere ad un medico specialista della ASL si residenza, una certificazione provvisoria di handicap grave.

Azioni del Cittadino

  1. Attendere 90 giorni dalla presentazione della domanda di accertamento dell’handicap.
  2. Rivolgersi ad un medico specialista (nella patologia da cui è affetta la persona) che operi presso l’ASL che assiste il Cittadino e richiedere una certificazione provvisoria di handicap con connotazione di gravità.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. ASL. Rilasciare, qualora ne ricorrano le condizioni, la certificazione provvisoria di handicap grave.
  2. Istituti previdenziali. Accettare, ai fini della concessione dei permessi lavorativi ex Legge 104/1992, la certificazione provvisoria e verificare la sua conferma al momento del rilascio della certificazione definitiva della Commissione ASL.
  3. Istituti previdenziali. Recuperare, nel caso la certificazione definitiva non confermi la certificazione provvisoria, le prestazioni (permessi) erogate.

Riferimenti normativi

  • Legge 27 /10/1993, n. 423 (art. 2 comma 2)

Personale coinvolto

1 medico specialista della Azienda USL.

Note

La certificazione provvisoria di handicap è accettata solo ai fini della concessione dei permessi lavorativi e non per altre prestazioni (es. congedi retribuiti, agevolazioni fiscali o tributarie).

Non è previsto da alcuna norma che al termine della visita di accertamento di handicap, venga rilasciato un certificato provvisorio in attesa della convalida della Commissione di verifica e dell’emanazione del certificato definitivo.

 

 

Concessione delle provvidenze economiche per minorazione civile

L’attività di concessione delle provvidenze economiche per le minorazioni civili è affidata dal Decreto Legislativo 112/1998 (art. 130) alle Regioni. La concessione deriva dall’accertamento dello stato invalidante e dalla verifica della sussistenza di altri requisiti (es. limiti reddituali, ricovero a titolo gratuito, frequenza) previsti per buona parte delle provvidenze economiche. Ulteriori verifiche reddituali sono attribuite all’ente concessorio per alcune maggiorazioni.

Azioni del Cittadino

Dopo la ricezione del verbale, al Cittadino viene richiesto di produrre ulteriore documentazione e/o dichiarazioni che sono diverse a seconda del tipo di provvidenza economica riconosciuta. Ad esempio:

- Indennità di accompagnamento: dichiarazione che l’interessato non è ricoverato in istituto con retta a carico dello Stato o degli enti locali.

- Indennità di frequenza: assenza di ricovero e frequenza a scuola (di ogni ordine e grado, compreso l’asilo nido) o a centri di riabilitazione, documentazione da reiterare ogni anno.

- Assegno mensile di assistenza: iscrizione alle liste speciali di collocamento, o frequenza all’università

Tutte le provvidenze, escluse le indennità di accompagnamento, prevedono il non superamento di determinati limiti reddituali, condizione che va puntualmente dichiarata.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Ente concessore. Verifica amministrativa dei requisiti soggettivi per ciascuna posizione.
  2. Ente concessore. Inviare il decreto di concessione all’interessato.
  3. INPS. (se già la verifica non gli è stata affidata in forza di convenzioni) Verificare la correttezza della prima istruttoria cui segue l’erogazione della provvidenza.
  4. INPS: erogare la provvidenza economica.

Tempi di attesa medi

280 giorni dalla data della domanda di accertamento.

Riferimenti normativi

  • Decreto legge 1 luglio 2009, n. 78 (art. 20)
  • Circolare Ministeriale - Ministero dell’Interno Direzione Generale dei Servizi Civili Servizio A.E.C.P. 31/08/1998 n. 17
  • Circolare INPS 20/08/1998 n. 192
  • Decreto Legislativo - 31/03/1998 n. 112 (art. 130)

Note

Formalmente la potestà concessoria è attribuita alle Regioni, ma queste hanno adottato scelte organizzative diverse, delegando questa prerogativa ora alle ASL, ora ai Comuni.

Nell’attività istruttoria per la concessione delle provvidenze economiche, la valutazione finale, oggi, di fatto viene attuata dall’INPS che è l’ente erogatore.

L’articolo 20 del Decreto Legge 78/2009, se convertito, impone di fatto alle Regioni di concordare il passaggio delle attività concessorie all’INPS, stipulando apposite convenzioni e regolamenti.

Norme recenti prevedono la possibilità per le regioni di affidare anche la funzione concessoria all’INPS

 

 

Dichiarazioni periodiche per conferma dei requisiti per l’erogazione di talune provvidenze economiche per invalidità civile

Annualmente gli invalidi civili titolari di indennità di accompagnamento e i titolari di assegno mensile di assistenza devono presentare una autocertificazione relativa alla permanenza di requisiti soggettivi per l’erogazione delle rispettive provvidenze.

Azioni del Cittadino

  1. Il Cittadino titolare di indennità di accompagnamento per invalidità civile o di assegno di accompagnamento riceve dall’INPS un fac-simile di autocertificazione da compilare. Se non la riceve la deve richiedere agli uffici dell’INPS.
  2. Il titolare di indennità di accompagnamento deve indicare se è ricoverato in istituto a totale carico dello Stato o degli enti locali.
  3. Il titolare di assegno mensile di accompagnamento deve dichiarare l’iscrizione alle liste di collocamento oppure la sua incollocabilità.
  4. Le certificazioni vanno consegnate all’INPS, oppure all’ASL di residenza, oppure al Comune di residenza entro il 31 marzo di ogni anno.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Comuni e ASL. Protocollare le dichiarazioni ed inviarle all’INPS.
  2. INPS. Protocollare, archiviare le dichiarazioni ed effettuare i controlli.

Riferimenti normativi

  • Circolare Dipartimento della Funzione Pubblica 21/01/1998 n. 1
  • Legge - 23/12/1996 n. 662 (art. 1 commi 248 - 259)
  • Decreto Ministeriale - Ministero del Tesoro 07/09/1996
  • Legge - 08/08/1996 n. 425

 

 

 

Concessione dell’assegno sociale, e delle eventuali maggiorazioni, al compimento del 65esimo anno di età

Le provvidenze economiche per le minorazioni civili (ad eccezione delle indennità) cessano di essere erogate al compimento del 65esimo anno di età. Gli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti hanno diritto alla concessione dell’assegno sociale, e delle eventuali maggiorazioni, se il loro reddito non supera determinati limiti rivalutati ogni anno.

Azioni del Cittadino

  1. Presentare specifica domanda di concessione dell’assegno sociale all’INPS, allegando l’autocertificazione dei dati personali; la dichiarazione della situazione reddituale; la dichiarazione di responsabilità riguardo eventuale ricovero in istituto con retta a carico dello Stato.
  2. Se cittadino extracomunitario comprovare la titolarità del permesso di soggiorno CE di lungo periodo (con le eccezioni previste dalla più recente giurisprudenza).

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Effettuare le verifiche sui redditi e sugli altri requisiti soggettivi.
  2. Calcolare l’importo della provvidenza anche in ragione dell’eventuale ricovero in Istituto.
  3. Erogare l’assegno sociale e l’eventuale maggiorazione.

Riferimenti normativi

  • Circolare INPS Direzione Centrale Prestazioni 02/12/2008 n. 105
  • Legge 06/08/2008 n. 133 ( art. 20, comma 10)
  • Circolare INPS 06/07/2004 n. 101
  • Legge 28/12/2001 n. 448 (art. 38 )
  • Legge 23/12/1999 n. 488 (art. 52 )
  • Legge 23/12/1998 n. 448 (art. 67)
  • Legge 08/08/1995 n. 335 (art. 3 commi 6 - 7)
  • Legge 30/03/1971 n. 118 ( art. 19)

 

 

Valutazione della condizione di alunno con handicap

L’accertamento della condizione di alunno con handicap è strettamente necessaria alla definizione di altri strumenti di valutazione e descrizione (diagnosi funzionale e profilo dinamico funzionale), alla programmazione (Piano educativo individualizzato PEI) del sostegno scolastico e alla sua attivazione (insegnante di sostegno, assistenza alla comunicazione, assistenza personale ed igienica, trasporto, ausili didattici ecc.).

Azioni del Cittadino

  1. I genitori o gli esercenti la potestà parentale o la tutela dell'alunno, presentano all’Azienda USL domanda (corredata da documentazione sanitaria) per l’accertamento collegiale della condizione di alunno con handicap.
  2. Trasmettere il verbale di accertamento all'istituzione scolastica presso cui l'alunno è o sarà iscritto.
  3. Collaborare alla stesura del piano educativo individualizzato.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. ASL. Informare il Cittadino sulla procedura e sulla presentazione della domanda.
  2. Commissione ASL. Protocollare la domanda e fissare la visita da effettuarsi in tempi utili rispetto all'inizio dell'anno scolastico e comunque non oltre trenta giorni dalla ricezione della richiesta.
  3. Commissione ASL. Effettuare la visita indicando nel verbale la natura della patologia stabilizzata o progressiva nonché la specificazione dell'eventuale carattere di particolare gravità della medesima.
  4. Commissione ASL. Trasmettere il verbale ai genitori o agli esercenti la potestà parentale o la tutela dell'alunno.
  5. ASL - unità multidisciplinare. Definire la diagnosi funzionale.
  6. Equipe multidisciplinare (Scuola, Asl, in collaborazione con la famiglia). Definire il profilo dinamico funzionale e il piano educativo individualizzato.

Personale coinvolto

Per la fase di accertamento, la commissione ASL (5 medici + operatore sociale).

Per la fase si definizione della definizione della diagnosi funzionale e del profilo: équipe multidisciplinare e insegnanti.

Riferimenti normativi

  • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 febbraio 2006, n. 185
  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289 (articolo 35, comma 7)
  • Decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (articoli 12 e 13)

Note

L’accertamento della condizione di alunno con handicap, pur richiamando le definizioni dell’articolo 3 commi 1 e 3 della Legge 104/1992, viene considerata una procedura diversa dall’accertamento della persona con handicap.
L’accertamento della condizione di alunno con handicap può essere rivedibile.
La definizione della diagnosi funzionale è formalmente successiva all’accertamento dell’handicap.
Diagnosi funzionale, profilo dinamico funzionale e soprattutto piano educativo individualizzato possono (devono) essere rivisti annualmente.
Senza l’attivazione della procedura di accertamento non possono essere attivati gli interventi di supporto al diritto allo studio e all’inclusione scolastica.

 

 

Erogazione assegni di cura, contributi per l’assistenza diretta o indiretta.

Alcune Regioni e Province autonome prevedono l’erogazione di contributi per l’assistenza alla persona, aggiuntivi o integrativi alle provvidenze nazionali per le minorazioni civili, che assumono diverse denominazioni e che vengono concessi con requisiti e iter molto diversi fra loro.

Gli assegni di cura, normalmente, sono volti a favorire il mantenimento presso il proprio domicilio e il supporto al carico assistenziale solitamente in capo alla famiglia. In altri casi, i contributi sono volti al mantenimento di una vita autonoma, favorendo la progettualità dei singoli. Questi contributi sono disciplinati da normativa regionale che fissa anche i requisiti di accesso e il loro ammontare.

Solitamente vengono verificati dagli enti erogatori (Comuni o ASL), la disabilità e i suoi risvolti assistenziali (carico assistenziale) e la disponibilità economica del richiedente e, in alcune realtà, della famiglia. In taluni casi viene richiesto ed effettuato un accertamento sociale e sanitario ulteriore a quelli di invalidità o di handicap.

Gli oneri che il Cittadino deve comunemente sostenere sono: comprendere se nella propria Regione sono previsti contributi specifici per l’assistenza personale e se rientra potenzialmente fra i beneficiari; individuare l’ente cui rivolgersi (Comune? ASL? Distretto); presentare una formale domanda; sottoporsi ad eventuali valutazioni sociali e sanitarie; presentare documentazione relativa alla situazione reddituale.

Gli oneri a carico della Pubblica Amministrazione sono di carattere organizzativo di gestione delle domande e di selezione di queste; di carattere sociale e sanitario costituendo un’équipe che effettui le valutazioni; di carattere strettamente amministrativo per la liquidazione dei contributi.

 

Ricovero in RSA o Istituto

Il ricovero in RSA o in istituto è un passaggio che molte persone anziane o con grave disabilità devono compiere quando la rete assistenziale (familiare, del servizio pubblico, del volontariato) non riesce a garantire una permanenza dignitosa e sicura presso il domicilio.

La prima difficoltà, dovuta spesso ad una limitata efficacia informativa, è l’individuazione dell’interlocutore istituzionale: Comune, Azienda USL, Distretto?
Ogni Regione disciplina in particolare due aspetti: il primo è la valutazione della non autosufficienza volta ad individuare poi la residenza o l’istituto più congrui all’accoglienza della persona. Di norma non viene ritenuta sufficiente la certificazione di invalidità o di handicap, scarsamente descrittive delle necessità assistenziali della persona.

Il secondo elemento importante è quello della partecipazione alla spesa di ricovero da parte del Cittadino e dei civilmente obbligati (elemento quest’ultimo oggetto di numerosi contenziosi amministrativi).

A carico del Cittadino e dei suoi familiari rimane, quindi (solitamente), l’obbligo della presentazione di una formale istanza; l’obbligo di sottoporsi a visita di valutazione della non autosufficienza; l’obbligo di produrre documentazione relativa alla situazione economica e patrimoniale.

A carico della Pubblica Amministrazione rimane la valutazione della non autosufficienza, solitamente attribuita ad una specifica commissione di valutazione multidisciplinare; l’accertamento della situazione economica; la disciplina e la tenuta delle liste di attesa; la liquidazione della partecipazione alla spesa dell’ente pubblico; la stipula di convenzioni (o accreditamenti) con istituti e RSA, previa l’individuazione degli standard che questi devono garantire.

 

 

Rilascio del contrassegno invalidi per circolazione e sosta

Per la circolazione e la sosta dei veicoli a servizio delle persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta e delle persone non vedenti, il sindaco rilascia apposita “autorizzazione in deroga” definita come contrassegno invalidi. Consente la sosta negli appositi spazi, distinti da apposita segnaletica e la circolazione, a particolari condizioni, nelle aree in cui il traffico è limitato.

Azioni del Cittadino

  1. Richiedere all’ufficio medico-legale dell’ASL di appartenenza una specifica visita per l’accertamento dell’effettiva capacità di deambulazione sensibilmente ridotta. Tale situazione può essere anche temporanea.
  2. Presentare al Sindaco del Comune di residenza (normalmente attraverso l’ufficio della Polizia municipale) la domanda di concessione del “contrassegno invalidi” allegando la certificazione rilasciata dall’ufficio medico-legale dell’ASL. Se la persona è “non vedente”, è sufficiente la certificazione rilasciata dalla commissione di accertamento che attesta che è cieco assoluto o cieco parziale.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. ASL: Effettuare la visita di accertamento e rilasciare, se ne ricorrono le condizioni, la certificazione che attesta l’effettiva capacità di deambulazione sensibilmente ridotta.
  2. Comune: Rilasciare il “contrassegno invalidi” dopo aver verificato la correttezza formale della documentazione presentata. Il certificato può essere anche temporaneo (cioè inferiore ai 5 anni di normale validità) nel caso in cui l’ufficio di medicina legale abbia stabilito trattarsi di persone invalide a tempo determinato in conseguenza di infortunio o per altre cause patologiche.
  3. Comune. Verifica la permanenza della validità dei contrassegni rilasciati ed aggiornare i propri elenchi in particolare incrociando i dati con quelli dell’anagrafe.

Riferimenti normativi

  • Decreto del Presidente della Repubblica - 24/07/1996 n. 503 (articolo 12)
  • Decreto del Presidente della Repubblica - 16/12/1992 n. 495 (articolo 381, commi 3 e 4)
  • Decreto Legislativo - 30/04/1992 n. 285 (articolo 188, comma 2)

Note

Ai fini della concessione del “contrassegno invalidi” viene richiesta espressamente la valutazione specifica dell’ufficio di medicina legale della ASL. Non viene accettata la certificazione di invalidità civile, rilasciata dalla Commissione ASL che indica la titolarità dell’indennità di accompagnamento per impossibilità alla deambulazione autonoma o con l’aiuto di un accompagnatore.
Alcune Commissioni ASL al momento del rilascio del certificato di invalidità annotano, in calce al verbale, il richiamo espresso all’articolo 381 del DPR 495/1992 evitando al Cittadino di dover richiedere una ulteriore visita di accertamento.

 

 

Rinnovo del contrassegno invalidi per circolazione e sosta

Il “contrassegno invalidi” di norma ha una validità massima di cinque anni. Alla scadenza il Cittadino può richiederne il rinnovo, presentando nuovamente domanda.

Azioni del Cittadino

  1. Richiedere al medico curante il certificato che confermi il persistere delle condizioni sanitarie che hanno dato luogo al rilascio.
  2. Presentare al Sindaco del Comune di residenza (normalmente attraverso l’ufficio della Polizia municipale) la domanda di rinnovo del “contrassegno invalidi” allegando la certificazione rilasciata dal medico curante.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Comune. Rilasciare il “contrassegno invalidi” dopo aver verificato la correttezza formale della documentazione presentata.
  2. Comune. Verificare la permanenza della validità dei contrassegni rilasciati ed aggiornare i propri elenchi in particolare incrociando i dati con quelli dell’anagrafe.

Riferimenti normativi

  • Decreto del Presidente della Repubblica - 16/12/1992 n. 495 (articolo 381, comma 3)

Note

L’articolo 381 del DPR 495/1992 si riferisce genericamente al “medico curante” e non espressamente al medico di famiglia (medico di medicina generale). Il certificato, quindi, può essere rilasciato da qualunque medico abbia in cura (anche specialistica) il Cittadino.
Alcuni Comuni, senza che vi sia alcuna base normativa in tal senso, richiedono al Cittadino che abbia trasferito il nuovo domicilio nell’ambito territoriale di loro competenza, di ripetere la visita presso l’ufficio di medicina legale ASL per il rinnovo del contrassegno.

 

 

Concessione parcheggio ad personam per titolari di contrassegno invalidi

In alcuni casi, ai Cittadini titolari di contrassegno invalidi può essere concesso un parcheggio “ad personam” nella vicinanze dell’abitazione. Tale agevolazione può essere concessa nelle zone ad alta densità di traffico e nel caso di particolari condizioni di invalidità della persona interessata.

Azioni del Cittadino

  1. Presentare al Sindaco del Comune di residenza la concessione di un parcheggio riservato, motivare la richiesta ed indicare le particolari difficoltà derivanti dalla propria invalidità e la presenza di un’alta densità di traffico nella zona in cui si richiede l’assegnazione del parcheggio riservato.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Comune. Valutare le particolari difficoltà derivanti dall’invalidità del richiedente e l’effettiva situazione del traffico nella zona indicata dal Cittadino e formulare la concessione o il rigetto.
  2. Comune. Nel caso accordi la concessione di un parcheggio ad personam, provvedere alla realizzazione della segnaletica orizzontale e verticale.
  3. Comune. Verificare nel tempo il permanere delle condizioni e dei requisiti che hanno dato luogo alla concessione.

Riferimenti normativi

  • Decreto del Presidente della Repubblica - 16/12/1992 n. 495 (articolo 381, comma 5)

Note

L’articolo 381, comma 5 del DPR 495/1992 concede un’ampia discrezionalità al Comune, di fronte alla quale è possibile solo il ricorso al Difensore civico o al Giudice.
Lo stesso comma presenta un’ambiguità laddove precisa che per beneficiare della concessione si deve, “di norma, essere abilitato alla guida e deve disporre di un autoveicolo”. Quel “di norma” si presta a diverse interpretazioni.

 

 

Ingresso in Zone a Traffico Limitato sottoposte a vigilanza elettroniche

Alcuni Comuni hanno previsto l’istallazione di strumenti di rilevazione elettronica all’ingresso delle Zone a Traffico Limitato (ZTL). In forza della normativa vigente e della giurisprudenza, alle persone titolari di “contrassegno invalidi” non può essere interdetto l’accesso alle ZTL. Tuttavia il sistema informatico impone che i numeri di targa dei veicoli autorizzati all’ingresso in ZTL siano inseriti in un’apposita lista, onde evitare che vengano elevate contravvenzioni improprie.
Le modalità di comunicazione dei numeri di targa dei veicoli in servizio alle persone con disabilità, sono - purtroppo - ampiamente disomogenee e sono solitamente diversificate fra persone residenti nel comune e quelle che invece entrano occasionalmente in città.

Azioni del Cittadino

  1. Se residente nel Comune che ha attivato il controllo elettronico della ZTL, o se vi entra abitualmente per lavoro, informarsi presso la Polizia municipale circa le modalità prevista affinché il numero di targa (o i numeri di targa) del veicolo usato abitualmente venga inserito nella lista dei veicoli autorizzati. Solitamente viene richiesta la presentazione di una domanda che riporta i dati anagrafici e copia del “contrassegno invalidi”.
  2. Se non residente nel Comune che ha attivato il controllo elettronico della ZTL, informarsi su quale sia la modalità di inserimento del numero di targa (o i numeri di targa) del veicolo usato nella lista dei veicoli autorizzati. In molti casi è possibile segnalare l’ingresso anche a posteriori presentando la documentazione del caso.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Garantire adeguata informazione circa le condizioni di accesso alla ZTL.
  2. Gestire e aggiornare l’elenco dei veicoli autorizzati all’ingresso in ZTL.
  3. Elevare contravvenzioni in caso di ingresso non autorizzato, segnalare le modalità di ricorso o di istanza di riesame per autotutela o di richiesta di archiviazione.

Riferimenti normativi

  • Delibere comunali

Note

L’elevata disomogeneità delle soluzioni adottate dalle diverse amministrazioni comunali impedisce un’azione informativa adeguata al Cittadino in particolare se non residente nel Comune che ha attivato la vigilanza elettronica delle ZTL.
L’attività di controllo e, al contempo, di semplificazione amministrativa sono limitate a causa dell’assenza di un unico “casellario” dei numeri di “contrassegno invalidi”.
Il mantenimento e l’aggiornamento delle liste di veicoli autorizzati rappresenta un costo spesso inefficiente per i Comuni dato l’elevato numero di contravvenzioni contestate e annullate a persone titolari di contrassegno invalidi.
Il contenzioso, anche se vede i Comuni irrimediabilmente soccombenti, non viene limitato – salvo rare eccezioni – dallo strumento dell’istanza di riesame per autotutela.

 


Ricorsi contro verbali di contravvenzione per ingresso in Zone a Traffico Limitato

Un numero significativo di persone regolarmente in possesso di “contrassegno invalidi”, si vedono notificare contravvenzioni per l’ingresso in ZTL, in particolare se sottoposte a vigilanza elettronica. Possono, quindi, agire ricorrendo contro la contravvenzione, essendo la normativa vigente piuttosto esplicita a loro favore.

Azioni del Cittadino

  1. Contattare tempestivamente l’autorità (di solito la Polizia Municipale) che ha comunicato la contravvenzione, spiegare la situazione e chiedere se è prevista una procedura per l’archiviazione della contravvenzione stessa. In questi casi sarebbe consigliabile e applicabile la cosiddetta “istanza di riesame per autotutela”.
  2. Ricorrere al Prefetto del luogo dove è stata elevata la contravvenzione, entro 60 giorni dalla notifica, con lettera raccomandata AR. Se entro 210 giorni dalla presentazione del ricorso il Prefetto non si pronuncia (vale il timbro postale della ricevuta della raccomandata), il ricorso viene considerato accolto e può essere richiesta l’archiviazione della sanzione.
  3. Ricorrere al Giudice di pace entro 60 giorni dalla notifica della multa, o dalla notifica del rigetto da parte del Prefetto, alla cancelleria del Giudice di Pace del luogo dove è avvenuta la contestata violazione. È sempre obbligatorio presenziare all’udienza.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Opporsi o accogliere l’istanza di archiviazione o di riesame per autotutela.
  2. Controdedurre davanti al Prefetto o davanti al Giudice di pace presenziando all’udienza.

Note

I costi di contenzioso per Cittadino e Pubblica amministrazione sono sproporzionati all’entità delle contravvenzioni.

 

 

Riconoscimento dell’idoneità alla guida

Non può ottenere la patente di guida o l'autorizzazione ad esercitarsi alla guida chi sia affetto da malattia fisica o psichica, deficienza organica o minorazione psichica, anatomica o funzionale tale da impedire di condurre con sicurezza veicoli a motore. In questi casi va attivata una particolare procedura per la valutazione dell’idoneità alla guida volta a verificare i limiti alla concessione della patente di guida e gli eventuali adattamenti obbligatori con i quali allestire il veicolo.

Azioni del Cittadino

  1. Presentare una domanda di valutazione dell’idoneità alla guida alla Commissione medica locale presente almeno in ogni provincia.
  2. Allegare alla domanda un certificato medico redatto su un apposito modulo unitamente ad un documento di riconoscimento.
  3. Allegare alla domanda la ricevuta di pagamento delle tasse e dei diritti di segreteria dovuti.
  4. Presentarsi a visita nella data comunicata dalla Commissione. È possibile farsi assistere, a proprie spese, da un medico di fiducia. Nel corso della visita può essere esibita ulteriore documentazione clinica .
  5. Se la Commissione lo richiede, sottoporsi ad ulteriori accertamenti sanitari specialistici.
  6. Dopo il riconoscimento di idoneità e il rilascio del foglio rosa, il disabile può esercitarsi alla guida e sostenere gli esami teorici e pratici per il conseguimento della patente utilizzando veicoli con gli adattamenti prescritti.
  7. Nel caso in cui il disabile sia già titolare di una patente, l'esame di guida non deve essere sostenuto, salvo una eventuale prova pratica con l’ingegnere della Motorizzazione Civile per la valutazione dell’appropriatezza dei dispositivi prescritti.
  8. Nel caso di non riconoscimento dell’idoneità alla guida il cittadino può presentare ricorso, entro 30 giorni dal diniego e a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che fisserà una nuova visita.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Segreteria della Commissione medica locale. Ricevere e verificare la correttezza delle domande di valutazione dell’idoneità alla guida.
  2. Commissione medica locale. Valutare l’idoneità alla guida, se del caso anche procedendo ad una prova pratica alla guida su un veicolo “adattato in relazione alle particolari esigenze”.
  3. Commissione medica locale. Richiedere, se del caso, ulteriori accertamenti specialistici o strumentali prima di procedere alla valutazione dell’idoneità.
  4. Ingegnere della Motorizzazione Civile. Confermare o modificare gli adattamenti ipotizzati dalla Commissione Medica in sede di prova pratica.

Riferimenti normativi

  • Decreto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 30/09/2003
  • Decreto del Presidente della Repubblica - 16/12/1992 n. 495 ( articoli 319 - 331)
  • Decreto Legislativo - 30/04/1992 n. 285 (art. 119)

Tempi di attesa

200 giorni circa dalla presentazione della domanda di accertamento sanitario (i tempi si sono dilatati dopo l’introduzione dell’obbligo di accertamento degli ultra80enni presso le Commissioni Mediche  Locali).

Note

Le patenti speciali hanno una validità massima di 5 anni anche nel caso di menomazioni non passibili di modificazioni cioè ampiamente stabilizzate. Per alcune patologie il limite è ancora inferiore.
Le Commissioni mediche locali sono solitamente allocate presso i servizi (o dipartimenti) di medicina legale delle ASL. Ne fanno parte, oltre ai medici, anche l’ingegnere della motorizzazione civile.

 

 

Rinnovo del riconoscimento dell’idoneità alla guida

Entro la data della scadenza della patente speciale di guida il Cittadino deve presentare domanda di rinnovo.

Azioni del Cittadino

  1. Presentare una domanda di valutazione dell’idoneità alla guida alla Commissione medica locale presente almeno in ogni provincia.
  2. Allegare alla domanda un certificato medico redatto su un apposito modulo unitamente ad un documento di riconoscimento.
  3. Allegare alla domanda la ricevuta di pagamento delle tasse e dei diritti di segreteria dovuti.
  4. Presentarsi a visita nella data comunicata dalla Commissione. È possibile farsi assistere, a proprie spese da un medico di fiducia. Nel corso della visita può essere esibita ulteriore documentazione clinica .
  5. Se la Commissione lo richiede, sottoporsi ad ulteriori accertamenti sanitari specialistici.
  6. Se richiesto (nuovi dispositivi di guida) presentarsi all’eventuale prova pratica con l’ingegnere della Motorizzazione Civile per la valutazione dell’appropriatezza dei dispositivi prescritti.
  7. Nel caso di non riconoscimento dell’idoneità alla guida il cittadino può presentare ricorso, entro 30 giorni dal diniego e a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che fisserà una nuova visita.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Segreteria della Commissione medica locale. Ricevere e verificare la correttezza delle domande di valutazione dell’idoneità alla guida.
  2. Commissione medica locale. Valutare l’idoneità alla guida, se del caso anche procedendo ad una prova pratica alla guida su un veicolo “adattato in relazione alle particolari esigenze”.
  3. Commissione medica locale. Richiedere, se del caso, ulteriori accertamenti specialistici o strumentali prima di procedere alla valutazione dell’idoneità.
  4. Ingegnere della Motorizzazione Civile. Confermare o modificare gli adattamenti ipotizzati dalla Commissione Medica in sede di prova pratica.

Tempi di attesa

200 giorni circa dalla presentazione della domanda di accertamento sanitario (i tempi si sono dilatati dopo l’introduzione dell’obbligo di accertamento degli ultra80enni presso
Le Commissioni Locali). Nel caso di rinnovo, se il titolare presenta la domanda di revisione prima della scadenza della patente, può richiedere un permesso provvisorio agli uffici competenti.

Riferimenti normativi

  • Decreto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 30/09/2003
  • Decreto del Presidente della Repubblica -16/12/1992 n. 495 ( articoli 319 - 331)
  • Decreto Legislativo 30/04/1992 n. 285 (art. 119)

Note
Le patenti speciali hanno una validità massima di 5 anni anche nel caso di menomazioni non passibili di modificazioni. Per alcune patologie il limite è ancora inferiore.

 

 

Concessione contributi per l’adattamento dei dispositivi di guida per titolari di patente speciale con obbligo (ex art. 27 della Legge 104/1992)

La Legge 104/1992 prevede, all’articolo 27, l’erogazione di un contributo diretto pari al 20% della spesa sostenuta per l’adattamento dei dispositivi di guida dei titolari di patente speciale (A, B e C). Il Cittadino deve presentare una specifica domanda.

Azioni del Cittadino

  1. Presentare domanda alla propria Azienda Usl (solitamente all’Ufficio prestazioni e protesi) completa di copia della patente, e della fattura da cui si evinca la spesa sostenuta per l’adattamento dei dispositivi di guida obbligatori per la conduzione del veicolo.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Ricevere e protocollare la domanda, dopo averne verificato la correttezza e la completezza degli allegati.
  2. Liquidare il contributo al Cittadino.

Riferimenti normativi

  • Legge 05/02/1992 n. 104 (articolo 27, comma 1)

Note

La norma non prevede contributi di uguale natura per gli adattamenti al trasporto, lacuna colmata in alcuni casi da altre agevolazioni di carattere regionale.
Alcune Aziende USL richiedono illegittimamente l’originale della fattura che invece il Cittadino deve conservare per la detrazione fiscale della rimanente quota di spesa rimasta a suo carico.
Correttamente altre Aziende ULS, richiedono una fotocopia e appongono un timbro sulla fattura originale, in cui si dichiara che, su quelle spese, si è erogato un contributo (che viene precisato). In tal modo si possono evitare elusioni fiscali.

 

 

Concessione dei permessi lavorativi (ex art. 33, Legge 104/1992)

La procedura è volta ad ottenere i benefici lavorativi previsti dall’articolo 33 della Legge 104/1992 e diversificati, in quando a modalità di fruizione e di condizioni, a seconda dei beneficiari (estensione del periodo di astensione facoltativa di maternità, permessi per l’assistenza di parenti ed affini fino al terzo grado, permessi fruiti dal disabile lavoratore).

Azioni del Cittadino

  1. Il lavoratore presenta al datore di lavoro e all’ente previdenziale di riferimento (solo per l’INPS), la domanda di fruizione dei permessi lavorativi ex Legge 104/1992, allegando copia della certificazione di handicap con connotazione di gravità.
  2. Nel caso il familiare disabile non sia convivente deve autocertificare che assicura un’assistenza continuativa ed esclusiva (per l’INPS: l’assistenza deve avere i caratteri della sistematicità e dell'adeguatezza).
  3. Per i dipendenti assicurati con INPS: nel caso in cui chi richieda la concessione dei permessi sia un lavoratore che risiede o lavora in luoghi distanti da quello in cui risiede di fatto la persona con disabilità in situazione di gravità, ma che, comunque, presti al portatore di handicap un'assistenza sistematica ed adeguata, deve essere formulato e presentato un “programma di assistenza”.
  4. Se la domanda viene accettata deve concordare con il datore di lavoro l’articolazione dei permessi.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Datore di lavoro pubblico. Ricevere la domanda e valutarne la correttezza. In caso di concessione, comunicarla al dipendente e all’istituto previdenziale. Concordare con il lavoratore l’articolazione dei permessi.
  2. INPS (per i suoi assicurati): ricevere la domanda, protocollare e rilasciare una copia per il datore di lavoro. Valutare la domanda e comunicarne la correttezza formale e il suo “nulla osta” al datore di lavoro e al lavoratore. Il datore di lavoro effettua proprie verifiche e concede i permessi concordandone l’articolazione con il dipendente.
  3. INPS (per i suoi assicurati): effettua il pagamento dei permessi, anticipato dal datore di lavoro, anche attraverso la compensazione di altri versamenti dovuti dall’azienda.

Riferimenti normativi

  • Decreto Legislativo - 18/07/2011 n. 119
  • Legge - 04/11/2010 n. 183
  • Parere Dipartimento Funzione Pubblica - Ufficio Personale Pubbliche Amministrazioni - Servizio Trattamento del Personale 18/02/2008 n. 13
  • Messaggio - INPS 07/06/2007 n. 15021
  • Circolare - INPS 23/05/2007 n. 90
  • Risoluzione Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Direzione Generale per l'Attività Ispettiva 10/10/2006 n. 25/I/0004582
  • Circolare INPS 29/04/2008 n. 53
  • Circolare INPS 03/03/2006 n. 32
  • Circolare INPS 11/07/2003 n. 128
  • Circolare INPDAP 25/10/2002 n. 22
  • Circolare INPDAP 09/12/2002 n. 33
  • Circolare INPS 10/07/2001 n. 138
  • Circolare INPS 17/07/2000 n. 133
  • Circolare INPDAP 10/07/2000 n. 34
  • Circolare INPS 13/07/1993 n. 162
  • Legge 05/02/1992 n. 104

 

 

 

Concessione dei congedi retribuiti (ex art. 42, D. Lgs 151/2001)

Oltre ai permessi lavorativi mensili o giornalieri, la normativa prevede la concessione di un periodo massimo – anche frazionabile - di due anni di congedo retribuito in caso di assistenza ad un familiare con handicap grave accertato. I beneficiari di questa agevolazione e le condizioni per accedervi sono diverse rispetto alla concessione dei permessi lavorativi. Ne possono fruire i genitori della persona disabile. Se conviventi con la persona disabile ne possono fruire – a diverse condizioni – i fratelli e le sorelle, il coniuge, i figli. INPS ed INPDAP hanno disciplinato – in modo non sovrapponibile – la concreta fruizione dei congedi.

Azioni del Cittadino

  1. Il lavoratore presenta al datore di lavoro e all’ente previdenziale di riferimento (solo per l’INPS), la domanda di fruizione del congedo retribuito di due anni (ex art. 42, D. Lgs 151/2001), allegando copia della certificazione di handicap con connotazione di gravità, indicando il grado di parentela e la convivenza della persona da assistere, e il periodo in cui intende fruire del congedo retribuito.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Datore di lavoro pubblico. Ricevere la domanda e valutarne la correttezza. In caso di concessione, comunicarla al dipendente e all’istituto previdenziale.
  2. INPS (per i suoi assicurati). Ricevere la domanda, protocollare e rilasciare una copia per il datore di lavoro. Valutare la domanda e comunicarne la correttezza formale e il suo “nulla osta” al datore di lavoro e al lavoratore. Il datore di lavoro effettua proprie verifiche e concede il congedo o ne concorda una successiva fruizione.
  3. INPS (per i suoi assicurati): effettua il pagamento dell’indennità mensile, anticipata dal datore di lavoro, anche attraverso la compensazione di altri versamenti dovuti dall’azienda.

Riferimenti normativi

  • Decreto Legislativo - 18/07/2011 n. 119
  • Legge - 04/11/2010 n. 183
  • Circolare INPS 16/03/2009, n. 41
  • Circolare INPS 3/08/2007 n. 112
  • Circolare INPS 15/01/2007 n. 14
  • Circolare INPS 29/09/2005 n. 107
  • Circolare INPS 02/02/2004 n. 20
  • Circolare INPDAP 21/07/2003 n. 30
  • Circolare INPDAP 25/10/2002 n. 22
  • Circolare INPDAP 10/01/2002 n. 2
  • Circolare INPS 10/07/2001 n. 138
  • Circolare INPS 15/03/2001 n. 64
  • Decreto Legislativo - 26/03/2001 n. 151 (articolo 42, comma 5)

Note

Le procedure e le condizioni sono disciplinate in modo diverso a seconda degli enti previdenziali. L’INPS ha emesso negli anni numerose circolari e ha reso disponibili moduli informatizzati per la presentazione delle domande. INPDAP e Funzione Pubblica hanno prodotto un limitatissimo numero di circolari e non hanno mai reso disponibili facsimili di domanda e relative istruzioni.

 

 


Autorizzazione per l’esercizio del voto assistito

Secondo la normativa vigente sono “elettori fisicamente impediti”, “i ciechi, gli amputati delle mani, gli affetti da paralisi o da altro impedimento di analoga gravità”. Le persone con queste disabilità, possono esercitare il diritto di voto con l'aiuto di un elettore volontariamente scelto come accompagnatore e che può entrare nella cabina elettorale. In taluni casi viene richiesta una specifica certificazione rilasciata dall’ASL.

Azioni del Cittadino

  1. Qualora la disabilità non sia evidente, oppure non sia nota al presidente di seggio, deve essere richiesto uno specifico certificato rilasciato da medici designati dall'Azienda Usl.
  2. La certificazione va chiesta prima dello svolgimento delle consultazioni elettorali.
  3. Nel caso dell’elettore cieco può essere esibito, quale documento probatorio, il “libretto di pensione”dal quale si evince la cecità accertata.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. ASL. Rilasciare – attraverso medici incaricati – “immediatamente, gratuitamente e in esenzione a qualsiasi diritto o applicazione di marche” la certificazione necessaria per l’esercizio del voto assistito. Tale documento deve precisare che “l’infermità fisica impedisce all'elettore di esprimere il voto senza l’aiuto di altro elettore”.
  2. Presidente del seggio. Allegare agli atti della sezione elettorale il certificato.

Riferimenti normativi

  • Legge 05/02/2003, n. 17
  • Legge 05/02/1992, n. 104 (articolo 29]
  • Legge 15/01/1991, n. 15
  • Decreto del Presidente della Repubblica 30/03/1957, n. 361 (articoli 55 e 56)

Note

L’eccesso di discrezionalità concesso ai presidenti di seggio è talvolta causa di equivoci e disguidi.

 

 

 

Autorizzazione per l’esercizio del voto a domicilio

La normativa vigente prevede la possibilità di esercitare il diritto di voto presso il proprio domicilio per alcune categorie di persone affette da grave disabilità. Più precisamente: gli elettori affetti da gravissime infermità, tali che l’allontanamento dall'abitazione in cui dimorano risulti impossibile e per gli elettori affetti da gravi infermità che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali. In entrambi i casi per attivare la procedura del voto a domicilio è necessaria una specifica certificazione e, quindi, una visita di accertamento.

Azioni del Cittadino

  1. Richiedere l’accertamento sanitario alla propria ASL che attesti la grave infermità (dipendenza da elettromedicali o “intrasportabilità”).
  2. Presentare la richiesta di votazione presso la propria dimora, al sindaco del comune nelle cui liste elettorali si è iscritti.
  3. Alla richiesta va allegata una dichiarazione in carta libera, attestante la volontà di esprimere il voto presso l’abitazione in cui si dimora e recante l’indicazione dell’indirizzo completo di questa; oltre alla certificazione rilasciata dal medico incaricato dell’Azienda Usl.
  4. La domanda al sindaco va presentata in un periodo compreso tra il quarantesimo e il ventesimo giorno antecedente la data della votazione.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. ASL. Individuare un numero adeguato di medici autorizzati alla certificazione connessa al voto a domicilio.
  2. ASL. Effettuare la visita e rilasciare in data non anteriore ai 45 giorni, la certificazione richiesta. La certificazione, per i soli “intrasportabili”, deve avere una prognosi non inferiore ai 60 giorni. Comune (Sindaco). Ricevere e verificare la completezza della documentazione
  3. Comune (Sindaco). Includere i nomi degli elettori ammessi al voto a domicilio in appositi elenchi distinti per sezioni e consegnarli in occasione delle elezioni al presidente di ciascuna sezione.
  4. Comune (Sindaco). Rilasciare ai richiedenti un’attestazione dell’avvenuta inclusione negli elenchi e pianificare il supporto tecnico e operativo a disposizione degli uffici elettorali di sezione per la raccolta del voto domiciliare.
  5. Comune (Sindaco). Nel caso in cui gli elettori si trovino presso una dimora ubicata in un comune diverso da quello d’iscrizione nelle liste elettorali, il sindaco del comune d’iscrizione, oltre agli adempimenti già visti, comunica i relativi nominativi ai sindaci dei comuni dove dimorano i disabili e dove quindi avverrà la raccolta del voto a domicilio. Questi ultimi provvedono a predisporre gli elenchi e a consegnarli ai presidenti degli uffici elettorali di sezione nelle cui circoscrizioni sono ubicate le dimore degli elettori.
  6. Presidente di seggio. All’atto della costituzione del seggio, provvedere a prenderne nota sulla lista elettorale della sezione dei nominati degli elettori ammessi al voto a domicilio.
  7. Presidente di seggio. Raccogliere il voto, durante le ore in cui è aperta la votazione. Sono presenti uno degli scrutatori del seggio, designato con sorteggio, e il segretario. Possono partecipare anche i rappresentanti di lista che ne facciano richiesta. Il presidente deve assicurare la libertà e la segretezza del voto.

Riferimenti normativi

  • Legge 07/05/2009 n. 46
  • Legge 27/01/2006 n. 22 (articolo 1)

Note

La certificazione per l’esercizio del diritto di voto a domicilio deve essere richiesta in occasione di ciascuna consultazione elettorale.
La normativa non prevede la possibilità per l’Azienda USL di rilasciare la certificazione basandosi su documentazione sanitaria già agli atti.

 

 

Agevolazioni fiscali sui veicoli destinati al trasporto o alla guida

Le persone con disabilità hanno diritto ad alcune agevolazioni fiscali sull’acquisto e l’adattamento dei veicoli destinati alla loro mobilità. Le agevolazioni sono concesse solo in presenza della certificazione sanitaria prevista dalla normativa vigente e dalle circolari dell’Agenzia delle entrate. Le condizioni per l’accesso alle agevolazioni variano a seconda del tipo di certificazione sanitaria di cui il Contribuente dispone che incidono, in particolare sull’obbligo di adattare o meno il veicolo al trasporto o alla guida.

Azioni del Cittadino

  1. Disabili titolari di patente speciale (è obbligatorio adattare il veicolo al trasporto)

Per l’IVA agevolata: il disabile motorio titolare di patente speciale con obbligo di adattamenti che acquista o importa un veicolo deve produrre al cedente (chi vende il veicolo) o all’ufficio doganale la seguente documentazione:

  • fotocopia della patente speciale, o richiesta avanzata per l’ottenimento della stessa supportata da idoneità alla guida.
  • certificazione attestante l’invalidità o l’handicap di carattere motorio rilasciata da Commissioni pubbliche deputate a tali accertamenti (Commissioni ASL, INAIL ecc.)
  • autocertificazione attestante che nel quadriennio precedente non si è beneficiato dell’applicazione dell’IVA agevolata.
  • nel caso in cui sia il familiare ad acquistare il mezzo, documento attestante che il disabile è fiscalmente a carico (fotocopia dell’ultima dichiarazione dei redditi) o autocertificazione.

Per la detrazione IRPEF: è necessario disporre della seguente documentazione:

  • certificato di handicap rilasciato (ex art. 3 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104) oppure altra certificazione rilasciata da una Commissione pubblica da cui risulti la ridotta capacità motoria. Tale documentazione, qualora non se ne disponga già, può essere richiesta alla Commissione per l’accertamento dell’handicap (ex Legge 104/1992) presso l’ASL di competenza.
  • copia della patente speciale da cui risulti l’obbligatorietà dell’utilizzazione di comandi di guida adattati.
  • fattura del veicolo e dell’adattamento alla guida.

 

  1. Persona con disabilità motorie che non comportano una grave limitazione della capacità di deambulare (è obbligatorio adattare il veicolo al trasporto)

Per l’IVA agevolata: chi acquista o importa un veicolo deve produrre al cedente (chi vende il veicolo) o all’ufficio doganale:

  • certificazione attestante l’invalidità o l’handicap di carattere motorio rilasciata da Commissioni pubbliche deputate a tali accertamenti. Non è necessaria la certificazione di handicap grave (art. 3 comma 3 della Legge 104/1992).
  • dichiarazione sostitutiva di atto notorio (autocertificazione) attestante che nel quadriennio precedente non si è beneficiato dell’applicazione dell’IVA agevolata.
  • nel caso in cui sia il familiare ad acquistare il mezzo, documento attestante che il disabile è fiscalmente a carico (fotocopia dell’ultima dichiarazione dei redditi) o autocertificazione.
  • Il veicolo deve risultare adattato al trasporto prima della fatturazione.

Per la detrazione IRPEF: è necessario disporre della seguente documentazione:

  • certificato di handicap rilasciato (ex art. 3 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104) oppure altra certificazione rilasciata da una Commissione pubblica da cui risulti la ridotta capacità motoria.
  • fattura del veicolo e dell’adattamento al trasporto.

 

  1. Disabilità motorie che comportano una grave limitazione della capacità di deambulare o una pluriamputazione (non è obbligatorio adattare il veicolo al trasporto)

Per l’IVA agevolata: chi acquista o importa un veicolo deve produrre al cedente (chi vende il veicolo) o all’ufficio doganale:

  • certificazione che attesti l’handicap con connotazione di gravità (art. 3 comma 3 della Legge 104/1992) e in cui sia esplicitamente annotata la grave limitazione della capacità di deambulazione o la pluriamputazione. Salvo eccezioni non sono considerati equivalenti altri certificati di invalidità.
  • autocertificazione attestante che nel quadriennio precedente non si è beneficiato dell’applicazione dell’IVA agevolata.
  • nel caso in cui sia il familiare ad acquistare il mezzo, documento attestante che il disabile è fiscalmente a carico (fotocopia dell’ultima dichiarazione dei redditi) o autocertificazione.

Per la detrazione IRPEF: è necessario disporre della seguente documentazione:

  • certificazione che attesti l’handicap con connotazione di gravità (art. 3 comma 3 della Legge 104/1992) e in cui sia esplicitamente annotata la grave limitazione della capacità di deambulazione o la pluriamputazione. Non sono considerati equivalenti altri certificati di invalidità.
  • fattura del veicolo.

Disabilità intellettive (non è obbligatorio adattare il veicolo al trasporto)

Per l’IVA agevolata: chi acquista o importa un veicolo deve produrre al cedente (chi vende il veicolo) o all’ufficio doganale:

  • certificazione attestante l’invalidità rilasciata dalla Commissione per l’accertamento dell’invalidità civile da cui risulti la titolarità dell’indennità di accompagnamento. È inoltre richiesto verbale di accertamento dell’handicap emesso dalla commissione medica presso la ASL, dal quale risulti che il soggetto si trova in situazione di handicap grave (comma 3, dell’art. 3, Legge 104/1992) derivate da disabilità intellettiva, o mentale o psichica. Non sono ammesse al beneficio le persone titolari di indennità di frequenza.
  • autocertificazione attestante che nel quadriennio precedente non si è beneficiato dell’applicazione dell’IVA agevolata.
  • nel caso in cui sia il familiare ad acquistare il mezzo, documento attestante che il disabile è fiscalmente a carico (fotocopia dell’ultima dichiarazione dei redditi) o autocertificazione.

Per la detrazione IRPEF: è necessario disporre della seguente documentazione:

  • certificazione attestante l’invalidità rilasciata dalla Commissione per l’accertamento dell’invalidità civile da cui risulti la titolarità dell’indennità di accompagnamento. È inoltre richiesto verbale di accertamento dell’handicap emesso dalla commissione medica presso la ASL, dal quale risulti che il soggetto si trova in situazione di handicap grave (comma 3, dell’art. 3, Legge 104/1992) derivate da disabilità intellettiva o mentale o psichica. Non sono ammesse al beneficio le persone titolari di indennità di frequenza.
  • fattura del veicolo.

Persone non vedenti (non è obbligatorio adattare il veicolo al trasporto)

Per l’IVA agevolata: chi acquista o importa un veicolo deve produrre al cedente (chi vende il veicolo) o all’ufficio doganale:

  • certificazione attestante la cecità, parziale o assoluta, o di ipovedenza grave (residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore) rilasciata da Commissioni pubbliche deputate a tali accertamenti (Commissioni ASL, INAIL ecc.).
  • dichiarazione sostitutiva di atto notorio (autocertificazione) attestante che nel quadriennio precedente non si è beneficiato dall’applicazione dell’IVA agevolata.
  • nel caso in cui il veicolo sia intestato al familiare, documento attestante che il disabile è fiscalmente a carico (fotocopia dell’ultima dichiarazione dei redditi) o autocertificazione.

Per la detrazione IRPEF: è necessario disporre della seguente documentazione:

  • certificazione attestante la cecità, parziale o assoluta, o ipovedenza grave (residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore) o il sordità rilasciata da Commissioni pubbliche deputate a tali accertamenti.
  • fattura del veicolo.
  1. Persone sorde (non è obbligatorio adattare il veicolo al trasporto)

Per l’IVA agevolata: chi acquista o importa un veicolo deve produrre al cedente (chi vende il veicolo) o all’ufficio doganale:

  • certificazione attestante il sordità rilasciata da Commissioni pubbliche deputate a tali accertamenti.
  • dichiarazione sostitutiva di atto notorio (autocertificazione) attestante che nel quadriennio precedente non si è beneficiato dall’applicazione dell’IVA agevolata.
  • nel caso in cui il veicolo sia intestato al familiare, documento attestante che il disabile è fiscalmente a carico (fotocopia dell’ultima dichiarazione dei redditi) o autocertificazione.

Per la detrazione IRPEF: è necessario disporre della seguente documentazione:

  • Certificazione attestante la sordità prelinguale rilasciata da Commissioni pubbliche deputate a tali accertamenti.
  • Fattura del veicolo.
  1. Per l’esenzione dal pagamento delle imposte di trascrizione (IET, APIET) è sufficiente la medesima documentazione presentata ai fini IVA. Il venditore la presenta al PRA, Pubblico Registro Automobilistico.
  2. Per l’esenzione dal pagamento è necessario presentare una specifica domanda all’Agenzia delle entrate (in alcune regioni la procedura è affidata all’ACI).

Azioni del sostituto d’imposta (chi vende)

  1. È compito di chi vende il veicolo è di applicare correttamente l’aliquota IVA. Se la documentazione sanitaria non corrisponde a quella prevista dalla normativa e dalle circolari dell’Agenzia dell’entrate, il concessionario auto non può applicare l’aliquota IVA agevolata. Le eventuali sanzioni sono a suo carico, a meno che le dichiarazioni rese dal contribuente non siano false.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Commissioni ASL. Devono rilasciare le comuni certificazioni, in particolare di handicap, in modo che siano corrispondenti a quanto espressamente richiesto dalle disposizioni tributarie.
  2. Agenzia delle entrate e Guardia di Finanza. Effettuare controlli sulla correttezza formale e sostanziale delle agevolazioni concesse.
  3. Agenzia delle entrate. Fornire pareri dirimenti nel caso di dubbi applicativi.
  4. Agenzia delle entrate. Registrare, verificare e autorizzare (anche con silenzio assenso) le esenzioni dal pagamento della tassa di circolazione.
  5. Pubblico Registro Automobilistico. Registrare e convalidare le domande di esenzione dal pagamento delle tasse di immatricolazione e trasferimento.

Riferimenti normativi

  • Risoluzione Agenzia delle Entrate 25/01/2007 n. 8
  • Risoluzione Agenzia delle Entrate 16/08/2002 n. 284
  • Circolare Agenzia delle Entrate 30/07/2001 n. 72
  • Circolare Agenzia delle Entrate 11/05/2001 n. 46
  • Legge 21/11/2000 n. 342 (art. 50 comma 1)
  • Circolare Ministero delle Finanze 16/11/2000 n. 207 (punto 2.1.10)
  • Circolare Ministero delle Finanze 12/04/2000 n. 74
  • Legge 23/12/2000 n. 388 (art. 30 comma 7)
  • Legge 23/12/1999 n. 488 (art. 6 comma 1 lett. e)
  • Circolare Ministero delle Finanze 31/07/1998 n. 197/E
  • Circolare Ministero delle Finanze 15/07/1998 n. 186/E
  • Legge 27/12/1997 n. 449 (art. 8)
  • Decreto del Presidente della Repubblica 22/12/1986 n. 917 (art. 13 bis)
  • Decreto del Presidente della Repubblica 26/10/1972 n. 633 (tabella A parte II punti 31 e 33)

Note

Il problema maggiormente rilevante da un punto di vista operativo è la scarsa aderenza dei verbali di handicap (e di invalidità) alle previsioni espresse dal Legislatore e dall’Agenzia delle entrante. Diciture come “persona affetta da grave limitazione della capacità di deambulazione” nella maggioranza dei casi non compaiono espressamente nei verbali di handicap. Questo comporta per il Cittadino un ulteriore passaggio alla Commissione di accertamento per l’aggiornamento del verbale di handicap. Per contro, alcune Commissioni prevedono l’emissione dei verbali con le “voci fiscali” agevolando così l’individuazione degli aventi diritto. In taluni casi le “voci fiscali” sono incomplete o errate. Gli stessi verbali emessi da INPS presentano “voci fiscali” non corrispondenti alla previsione normativa.

La sovrapposizione di definizioni e le eccessivamente diversificate condizioni comportano una difficoltà interpretativa da parte dei sostituti d’imposta, implicando una diffusa elusione delle condizioni poste dal Legislatore.

Le Agenzie delle entrate territoriali forniscono spesso pareri opposti su casi identici.

 

 

 

Agevolazioni fiscali sui sussidi tecnici e informatici

I sussidi tecnici e informatici sono prodotti, anche di comune reperibilità, volti a favorire l'autonomia e l'autosufficienza delle persone con disabilità per i quali il Legislatore ha previsto specifiche agevolazioni fiscali (IVA agevolata e detrazione IRPEF). Fondamentale, per accedere a queste agevolazioni, è la prescrizione autorizzativa rilasciata da un medico specialista della ASL di residenza.

Azioni del Cittadino

  1. Richiedere, attraverso il medico di famiglia, l’impegnativa per la visita dal medico specialistica dell’Azienda USL di residenza al fine di ottenere la prescrizione autorizzativa ed effettuare la visita specialistica.
  2. Consegnare al venditore copia della prescrizione autorizzativa.
  3. Conservare la fattura, ricevuta o quietanza per la detrazione della spesa sostenuta (19%).

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Medico di medicina generale o pediatra. Rilasciare impegnativa per visita specialistica.
  2. Medico specialista Azienda USL. Rilasciare, se vi sono i presupposti, specifica prescrizione autorizzativa dalla quale risulti il collegamento funzionale fra il sussidio tecnico ed informatico e la menomazione del soggetto beneficiario dell'agevolazione.
  3. Agenzia delle Entrate. Effettuare verifiche sulle agevolazioni concesse.

Azioni del sostituto d’imposta (chi vende)

  1. Acquisire, prima dell’applicazione dell’IVA agevolata, copia delle prescrizione autorizzativa rilasciata da un medico specialista dell'Azienda USL.
  2. 2. Riportare in fattura: "Aliquota IVA al 4% ai sensi dell'articolo 2, comma 9, del Decreto-Legge 31 dicembre 1996, n. 669 (convertito dalla Legge 28 febbraio 1997, n. 30)"

Riferimenti normativi

  • Legge 28 febbraio 1997, n. 30 (art. 2, comma 9)
  • Decreto Ministeriale - Ministero delle Finanze - 14 marzo 1998

Note

  1. Ai fini IVA, non è accettabile una prescrizione autorizzativa rilasciata da medici, anche se specialisti, non dipendenti dall'unità sanitaria locale.
  2. La documentazione richiesta per ottenere la detrazione IRPeF è diversa da quella prevista per ottenere l'applicazione dell'aliquota IVA agevolata (4%) all'atto di acquisto o di importazione degli stessi prodotti.
  3. La prescrizione può essere rilasciata in originale o in copia o essere sostituita da autocertificazione in cui il contribuente dichiara di esserne in possesso per il medesimo prodotto, indicando data di rilascio e servizio o reparto che l'ha sottoscritta.
  4. Solo relativamente all’IVA agevolata: fra le menomazioni correlate a tale beneficio, non è prevista la disabilità intellettiva e psichica. Sono ammessi i “soggetti per i quali tali funzioni sono impedite o limitate da menomazioni di natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio.”

 

 

Agevolazioni tariffarie su telefonia mobile: persone sorde prelinguali

Le persone sorde prelinguali hanno diritto ad accedere a tariffe di favore che comprendano almeno 50 SMS gratuiti (brevi messaggi di testo) al giorno.

Azioni del Cittadino

  1. Presentare all’operatore telefonico richiesta di applicazione di condizioni tariffarie di favore obbligatoriamente previste per le persone sorde prelinguali.
  2. Allegare copia del certificato di sordità (sordità prelinguale) con diritto all’indennità di comunicazione.
  3. Se richiesta dall’operatore telefonico, consegnare un'apposita dichiarazione, in carta semplice, di impegno al rispetto dell’offerta relativamente ad un solo numero telefonico mobile.

 

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Agenzia delle Entrate. Verificare la documentazione presentata.
  2. Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Sanzionare gli operatori telefonici che non attuano la deliberazione.

Operatori telefonici

  1. Pubblicizzare le disposizioni con le modalità più idonee ad assicurarne la piena conoscenza da parte dei potenziali beneficiari entro il 30 novembre di ogni anno.
  2. Aggiornare il modulo per presentare la domanda di esenzione al fine di agevolarne l'esatta compilazione da parte dei soggetti interessati.
  3. Entro il 31 ottobre di ogni anno comunicare all'Autorità la loro offerta specifica sul mercato nell'anno corrente.
  4. Ricevere e verificare la correttezza formale delle domande dei clienti.

Riferimenti normativi

  • Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (articolo, 1 comma 203)
  • Deliberazione Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni 3 ottobre 2007, n. 514/CONS

Note

  1. La Deliberazione non fa riferimento alcuno alle carte ricaricabili.
  2. L'esenzione ha effetto dal giorno di presentazione della domanda completa della documentazione, per tutta la durata del rapporto contrattuale e fintanto sussistono i requisiti richiesti.
  3. Ciascun utente sordo ha diritto ad accedere all'offerta con riferimento ad un solo numero telefonico mobile.

 

Esenzione dal pagamento della tassa di concessione governativa sulla telefonia mobile.

Il Legislatore ha previsto una specifica esenzione dal pagamento della relativa tassa di concessione governativa sulla telefonia mobile per alcuni tipologia di disabilità. Sono ammessi all’agevolazione solo gli invalidi in seguito a perdita anatomica o funzionale di entrambi gli arti inferiori, i non vedenti e i sordi.

Azioni del Cittadino

  1. Persona con perdita anatomica o funzionale di entrambi gli arti inferiori: Rivolgersi alla propria Azienda USL e richiedere la specifica certificazione che attesta la menomazione e presentarla all’operatore di telefonia fissa per l’applicazione dell’esenzione all’atto della stipulazione dell'abbonamento.
  2. Persona con sordità perlinguale. Presentare all’operatore di telefonia fissa copia della certificazione rilasciata dalla Commissione ASL che attesta la sordità prelinguale, per l’applicazione dell’esenzione all’atto della stipulazione dell'abbonamento.
  3. Persona non vedente. Presentare all’operatore di telefonia fissa copia della certificazione rilasciata dalla Commissione ASL che attesta la cecità assoluta o parziale, per l’applicazione dell’esenzione all’atto della stipulazione dell'abbonamento.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Agenzia delle Entrate. Effettuare verifiche sulle agevolazioni concesse.
  2. Azienda Usl (medicina legale). Rilasciare le certificazioni attestanti la perdita anatomica o funzionale di entrambi gli arti inferiori.

Riferimenti normativi

  • Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (articolo, 1 comma 203)
  • Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641 (Titolo VI, articolo della tariffa 3661 - 21, nota 3)

Note

  1. Di norma, ai fini dell’individuazione delle persone affette da perdita anatomica o funzionale di entrambi gli arti inferiori, non viene ritenuta sufficiente la certificazione di invalidità già in possesso della persona disabile che quindi si deve rivolgere alla propria Azienda USL per ottenere una ulteriore specifica attestazione.

 

 

 

Agevolazioni su telefonia fissa per persone sorde prelinguali

 Il Legislatore ha previsto che alle persone sorde prelinguali venga riconosciuta l’esenzione dal pagamento del canone mensile sulla telefonia fissa.

Azioni del Cittadino

  1. Presentare la domanda di esenzione all’operatore di telefonia fissa. L'agevolazione spetta alla persona sorda o all’abbonato che convive con lui.
  2. Allegare il certificato di sordità con diritto all’indennità di comunicazione.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Agenzia delle Entrate. Verificare la documentazione presentata.
  2. Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Sanzionare gli operatori telefonici che non attuano la deliberazione.

Azioni dell’operatore di telefonia fissa

  1. Le imprese fornitrici del servizio, in collaborazione con almeno un’associazione rappresentativa della categoria dei minorati auditivi, pubblicizzano le disposizioni con le modalità più idonee ad assicurarne la piena conoscenza da parte dei potenziali beneficiari.

Riferimenti normativi

  • Deliberazione Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni 3 ottobre 2007, n. 514/CONS
  • Deliberazione Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni - 1 agosto 2001, n. 330/01/CONS

Note

  1. Non sono previste agevolazioni o esenzioni per il traffico telefonico
  2. L'agevolazione spetta alla persona sorda o all'abbonato che convive con lui.
  3. In precedenza (in forza della Deliberazione 1 giugno 2000, n. 314/00/CONS) l'esenzione era riconosciuta solo a condizione che l'abbonato sordo utilizzasse il DTS (Dispositivo Telefonico per Sordi), requisito ora decaduto. La successiva Deliberazione (3 ottobre 2007, n. 514/07/CONS) ha abrogato tale condizione.

 

 

 

Agevolazioni su telefonia fissa: servizio di accesso ad internet per ciechi totali

Gli operatori di servizi di accesso ad Internet da postazione fissa devono riconoscere agli utenti ciechi totali, nonché agli utenti nel cui nucleo familiare sia presente un soggetto cieco totale, la fruizione di almeno novanta ore mensili gratuite di navigazione Internet.

 

Azioni del Cittadino

  1. Presentare la domanda per l'agevolazione all’operatore che fornisce il servizio al momento della conclusione del contratto o in qualsiasi momento successivo del rapporto contrattuale.
  2. Allegare esclusivamente la certificazione medica rilasciata dalla competente autorità sanitaria pubblica comprovante la cecità totale, nonché, per il caso in cui la domanda sia presentata da un utente convivente con il soggetto cieco totale, anche la certificazione relativa alla composizione del nucleo familiare.

Azioni della Pubblica Amministrazione

Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Sanzionare gli operatori telefonici che non attuano la deliberazione.

Azioni dell’operatore telefonico

Gli operatori di servizi di accesso ad Internet da postazione fissa, in collaborazione con almeno un'associazione rappresentativa della categoria dei minorati visivi, pubblicizzano le disposizioni con le modalità più idonee ad assicurare la piena conoscenza da parte dei potenziali beneficiari.

Riferimenti normativi

  •  Deliberazione Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, 23 aprile 2008, n. 202/Cons

Note

  1. L’agevolazione ha effetto dal giorno di presentazione della domanda completa della documentazione richiesta e per tutta la durata del rapporto contrattuale. Comunicare immediatamente all'operatore che fornisce il servizio la data in cui il soggetto cieco totale abbia eventualmente cessato di far parte del nucleo familiare.
  2. È riconosciuta la fruizione di almeno novanta ore mensili gratuite di navigazione Internet, a prescindere dalla tecnica e dalla velocità di connessione prescelte dal richiedente, sia in tutte le proprie offerte a consumo sia tramite una riduzione del 50% del canone mensile nelle offerte flat di sola navigazione in Internet o della parte di canone relativa alla navigazione in Internet qualora nell’offerta siano compresi altri servizi.
  3. Il primo cambio di piano tariffario richiesto dall'utente è gratuito.

 


Agevolazioni su telefonia fissa: persone disabili o anziane

La normativa vigente dispone che ad anziani, persone disabili e utenti “con esigenze sociali speciali” venga riconosciuta una riduzione del 50% sul canone mensile di abbonamento. Al beneficio vengono ammessi i nuclei familiari al cui interno vi sia un invalido civile o un percettore di pensione sociale o un anziano sopra i 75 anni o un capofamiglia disoccupato. Vengono richiesti determinati requisiti economici.

 

Azioni del Cittadino

  1. Richiedere il calcolo dell’ISEE (INPS, alle amministrazioni pubbliche, patronati sindacali) ed ottenere l’attestazione.
  2. Presentare – annualmente – all’operatore di telefonia fissa una dichiarazione sostitutiva unica che riporta le informazioni necessarie per l’applicazione dell’agevolazione e il documento indicante il valore dell'ISEE rilasciato da INPS o altro ente autorizzato.
  3. Autocertificare (nella dichiarazione sostitutiva unica) la presenza nel nucleo di un percettore di pensione sociale, di un anziano di età superiore a 75 anni, oppure di una persona con invalidità.

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. INPS (o l'ente o patronato ricevente). Effettuare il calcolo dell'ISEE e restituirne l’attestazione.
  2. Operatore telefonico. Verificare la rispondenza tra le informazioni contenute nel documento indicante il valore dell'ISEE, trasmesso dal richiedente l'agevolazione, rispetto alle informazioni risultanti all'INPS (con riferimento al valore dell'ISEE, alla composizione del nucleo familiare e alla data di scadenza del documento).
  3. Operatore telefonico. Qualora ricorrano i presupposti attivare l'agevolazione.

Riferimenti normativi

  • Deliberazione Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni - 1 agosto 2001, n. 330/01/CONS
  • Deliberazione Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni - 1 giugno 2000, n. 314/00/CONS

Note

  1. Non viene riconosciuta alcuna agevolazione sul traffico telefonico.
  2. Al beneficio vengono ammessi i nuclei familiari al cui interno vi sia un invalido civile o un percettore di pensione sociale o un anziano sopra i 75 anni o un capofamiglia disoccupato. Vengono richiesti determinati requisiti economici.
  3. La dichiarazione sostitutiva unica ha validità un anno a decorrere dalla data in cui è stata effettuata l'attestazione della sua presentazione.
  4. L’agevolazione può essere richiesta per un solo abbonamento, che può identificarsi in un nuovo contratto o in uno già in essere: in quest'ultimo caso, la richiesta all’operatore telefonico, dovrà essere effettuata dall’intestatario del contratto.

 

 

Erogazione dei contributi per l'eliminazione delle barriere architettoniche (Legge 13/1989)

Il Cittadino può richiedere al proprio Comune la concessione di contributi a fondo perduto per l’eliminazione di barriere architettoniche nella propria abitazione o nelle parti comuni del condominio.

Azioni del Cittadino

  1. Presentare la domanda per la concessione del contributo, in carta da bollo, entro il 1 marzo di ciascun anno, al sindaco del comune in cui è sito l'immobile. La domanda deve contenere la descrizione anche sommaria delle opere, nonché la spesa prevista.
  2. Allegare il certificato medico e la dichiarazione sostitutiva che riporti le indicazioni necessarie per la concessione del contributo.
  3. Allegare certificato di invalidità civile totale con difficoltà di deambulazione di accompagnamento se si intende fruire della precedenza nell’assegnazione dei contributi.
  4. Descrivere succintamente gli ostacoli alla mobilità correlati all'esistenza di barriere o di assenza di segnalazioni.
  5. Dichiarare che le opere non sono già esistenti o in corso di esecuzione.
  6. Dichiarare se per le medesime opere gli siano stati concessi altri contributi.
  7. Dopo l’esecuzione dei lavori consegnare al Comune un rendiconto delle spese sostenute e la relativa documentazione (fatture, ricevute, quietanze).

Azioni della Pubblica Amministrazione

  1. Medico di medicina generale o pediatra. Redigere il certificato che attesta l'handicap del richiedente, precisando da quali patologie dipende e quali obiettive difficoltà alla mobilità ne discendano, con specificazione, ove occorre, che l'handicap si concreta in una menomazione o limitazione funzionale permanente. Le difficoltà sono definite in astratto e non necessariamente con riferimento all'immobile ove risiede il richiedente.
  2. Comune. Accertare l’ammissibilità della domanda, subordinata alla presenza di tutte le indicazioni e documentazioni; la sussistenza in capo al richiedente di tutti i requisiti necessari per la concessione del contributo; l'inesistenza dell'opera; il mancato inizio dei lavori, la verifica della congruità della spesa prevista rispetto alle opere da realizzare.
  3. Comune. Stabilire il fabbisogno del Comune e comunicarlo alla Regione, entro 30 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande. Formare l'elenco delle domande ritenute ammissibili. Pubblicare l’elenco mediante affissione presso le casa comunale.
  4. Regione. Determinare il proprio fabbisogno complessivo e trasmette al Ministro dei lavori pubblici entro 30 giorni dalla scadenza del termine. Ripartire le somme assegnate ai comuni richiedenti.
  5. Comune. Provvedere alla liquidazione dei contributi agli interessati, entro trenta giorni dalla comunicazione delle disponibilità ricevute.

Riferimenti normativi

  • Circolare Ministeriale - Ministero dei Lavori Pubblici - 22 giugno 1989, n. 1669/U.L.
  • Legge 9 gennaio 1989, n. 13 (articolo 9)

Note

Nel caso in cui gli interventi siano da eseguirsi nelle parti comuni del condominio è necessario disporre della delibera di consenso dell’assemblea condominiale.
Qualora l'immobile sia soggetto ai vincoli storico-artistici o ambientali l'interessato deve richiedere l’autorizzazione all'intervento.

 

 

 

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