HandyLexPress

Numero 5 - Anno 2009

EDITORIALE

Dal bisogno al diritto, dal diritto al privilegio

la copertina del quinto numero di HandyLexPress

NOVITÀ LEGISLATIVE

Invalidità: cambia molto
di Carlo Giacobini
Dal 1 gennaio 2010 cambiano aspetti significativi nei procedimenti di accertamento delle minorazioni civili, dell’handicap e della disabilità. La domanda e la relativa documentazione vanno presentate all’INPS solo per via telematica, appoggiandosi ad un patronato o ad una associazione. Il Cittadino potrà seguire il percorso del procedimento online. La Commissione di accertamento dell’Azienda USL sarà integrata da un medico INPS. I tempi previsti per la convocazione sono ristretti a 15 giorni per i malati oncologici e per gli affetti da gravi patologie, e a 30 giorni per tutti gli altri cittadini. I tempi massimi fra la domanda e l’erogazione delle eventuali pensioni e indennità sono fissati a 120 giorni.

Congedi lavorativi e convivenza
I congedi retribuiti di due anni possono essere concessi ai genitori di persone con handicap grave, oltre che – in casi eccezionali – ai fratelli e alle sorelle conviventi con la persona disabile grave. Alcune recenti Sentenze della Corte Costituzionale hanno esteso il beneficio anche al coniuge e ai figli conviventi con il familiare disabile grave. Nella norma e nelle sentenze non è ben precisato il concetto di “convivenza”. L’INPS ha espresso di recente la propria interpretazione affermando che per “convivenza” va intesa, in senso stretto, la comune dimora abituale.

Extracomunitari e indennità di frequenza
In linea di principio chi è invalido civile, cieco civile o sordomuto e risiede in Italia ha diritto a ricevere le relative pensioni o indennità. Per gli extracomunitari sono state fissate delle limitazioni progressivamente più restrittive. Su queste norme la Corte Costituzionale ha rilevato gravi vizi di legittimità e ne ha fatto decadere parzialmente l’efficacia per quanto riguarda l’indennità di accompagnamento, la pensione agli invalidi civili totali e, successivamente, l’indennità di frequenza. Oggi hanno diritto alle provvidenze economiche assistenziali anche gli extracomunitari cui sia stato negato il permesso di soggiorno di lungo periodo per motivi di reddito.

LE INDAGINI

Le università e la disabilità
a cura di Barbara Pianca
La Legge 17/1999 prevede alcune importanti misure volte a favorire l’integrazione degli studenti disabili all’università. Tra queste, la fornitura di specifici sussidi tecnici e didattici, l’offerta di servizi di tutorato specializzato, l’istituzione di una figura con funzioni di coordinamento e monitoraggio delle iniziative concernenti l’integrazione nell’ambito dell’ateneo. A dieci anni da quella norma, qual è oggi la situazione concreta nelle università del nostro Paese? Lo abbiamo chiesto a tutti gli Atenei più noti. Il quadro emerso fornisce uno spaccato della situazione, sia in termini di quantità che di qualità dei servizi offerti e della “vita universitaria” degli studenti con disabilità.

I DIRITTI

Il part time: conciliare lavoro e cura
di Silvia Bruzzone (avvocato)
Alcune Direttive comunitarie, recepite in Italia, prevedono norme specifiche per il passaggio dal tempo pieno al part time. Le persone affette da patologie oncologiche hanno diritto alla trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a part time, in ragione anche del loro stato di salute o di terapie salvavita. Per chi assiste persone con disabilità o minori di tredici anni, non c’è un vero e proprio diritto ad ottenere il part time, ma è possibile richiedere la priorità. Molti aspetti sono disciplinati dai Contratti Collettivi di Lavoro e vanno verificati assieme ai patronati sindacali o con l’assistenza di un legale.

I Piani di Zona, un’occasione di cittadinanza
di Edvige Invernici
La cosiddetta “legge di riforma dell’assistenza” (328/2000) ha rafforzato la partecipazione delle associazioni dei Cittadini. Le associazioni – in particolare quelle che rappresentano i bisogni delle persone più fragili – possono partecipare alla definizione delle politiche sociali del proprio territorio facendo parte dei Tavoli Tematici e quindi contribuendo alla redazione dei Piani di Zona. Il Piano di Zona è uno strumento per la programmazione tra i Comuni dello stesso Ambito Territoriale, che incide sull’organizzazione e sull’erogazione di servizi sociali.

Il web al servizio del Cittadino
di Antonio De Vanna (consulente del Dipartimento per la digitalizzazione della PA e l’innovazione tecnologica)
Sempre più spesso le Pubbliche Amministrazioni si servono di internet per comunicare ed interagire con i Cittadini. Ciò avviene non senza resistenze e difficoltà: la libera fruizione delle opportunità e delle informazioni presenti in rete è infatti limitata dalla ancor scarsa accessibilità dei siti. Nel caso delle persone con disabilità, ma non solo, si possono creare vere e proprie situazioni discriminatorie, ovvero il cosiddetto “digital divide”. Negli ultimi anni l’attenzione nei confronti di queste problematiche è certamente cresciuta, ma rimane ancora molto da fare: i siti delle Pubbliche Amministrazioni italiane dovrebbero oggi essere accessibili per legge, ma di fatto non sempre è così.

I call center accessibili
Molte sono le segnalazioni di inefficienza dei call center, i servizi telefonici a cui ci si rivolge per ottenere informazioni, assistenza tecnica, dettagli amministrativi o per stipulare contratti. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha emanato una Delibera che fissa dei principi di qualità che gli operatori devono rispettare a partire da agosto 2009. Tra i nuovi criteri c’è anche l’accessibilità dei call center da parte delle persone sorde, alle quali devono essere garantite modalità di contatto alternative, tramite fax, email, SMS, chat e, in via provvisoria, mediante servizi ponte di traduzione voce/testo.

CONVENZIONE ONU

L’Italia e la Convenzione ONU delle Persone con disabilità
di Francesco Marcellino (avvocato)
Il tempo delle richieste di approvazione internazionale, di ratifica nazionale e delle “celebrazioni” della Convenzione Internazionale delle Persone con disabilità deve concludersi. La Convezione è ora una Legge dello Stato italiano – una legge dalle radici internazionali ma a cui l’Italia ha dato un grandissimo contribuito – e in quanto tale va rispettata ed applicata.

Convenzione ONU: riflettere sulle definizioni
di Francesco Marcellino (avvocato)
La nuova Convenzione ci spinge a riflettere su altre norme presenti nel nostro ordinamento e soprattutto sulle diverse culture di cui alcune disposizioni ancora vigenti sono la naturale gemmazione. La Convezione offre sulla disabilità una prospettiva radicalmente diversa rispetto al passato. Parla di diritti umani, di dignità, di uguaglianza. Principi cui nessuno vorrebbe rinunciare e che rendono tale documento patrimonio dell’umanità intera, non solo delle persone con disabilità.

LE AZIONI

Il Tribunale dei Diritti dei Disabili
a cura di Roberta Speziale (Responsabile Area Comunicazione e Politiche Sociali Anffas Onlus)
Anffas Onlus e la Nazionale Italiana Magistrati hanno costituito nel 1999 il Tribunale dei Diritti dei Disabili allo scopo di fornire un aiuto concreto di natura giurisprudenziale alle persone con disabilità ed alle loro famiglie. In dieci anni di attività il Tribunale è divenuto una realtà tangibile che dà un contributo autorevole affinché l’uguaglianza dei diritti e la pari dignità sociale siano condizioni pienamente raggiunte e non meri dettami legislativi. Vediamo come il Tribunale si è espresso recentemente su un caso concreto, quello di una ragazza con disabilità a cui il Comune di residenza ha negato la possibilità di partecipare ad una colonia estiva.

IL CASO

Parcheggi su linee blu
Una recente Sentenza della Corte di Cassazione ha riacceso il dibattito sulla gratuità dei parcheggi per le persone con disabilità. Tale Sentenza boccia il ricorso di un Cittadino a cui era stata elevata una contravvenzione per aver parcheggiato la propria auto in un posto a pagamento, non essendo disponibili stalli riservati ai disabili. Da molti la sentenza è stata fraintesa ipotizzando che con tale disposizione i parcheggi su linea blu fossero automaticamente a pagamento anche per i disabili.

EUROPA E MONDO

Il diritto al voto di non vedenti e ipovedenti
di Maria Cristina Coccoluto
La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità prevede espressamente il diritto dei disabili alla partecipazione alla vita politica e pubblica. In questo principio è sicuramente compresa l’espressione del proprio voto in occasione delle elezioni. In alcuni Paesi europei l’adozione di soluzioni tecnologicamente avanzate, o anche solo di semplice ingegno, permettono agli elettori non vedenti e ipovedenti di votare in piena autonomia e con la garanzia della segretezza assoluta del voto. In altri Paesi, come in Italia, non si va oltre la possibilità di essere accompagnati al seggio ed aiutati nell’espressione della preferenza da una persona di fiducia.

LE LETTERE

I tempi dell’invalidità (1)
Nel numero 4 di HandyLexPress ho letto con attenzione l’articolo relativo ai tempi necessari per ottenere il certificato di invalidità [Quanto devo aspettare un certificato di invalidità?, NdR]. Voglio raccontare la mia esperienza che smentisce, almeno per quanto mi riguarda, il panorama che il vostro articolo dipinge...

I tempi dell’invalidità (2)
Dopo aver letto il vostro articolo sul tempo che il Cittadino deve attendere per ottenere il certificato di handicap o di invalidità, sono rimasto francamente perplesso. Nella mia ignoranza non sapevo che la legge avesse posto dei limiti. Sono molto ampi e nonostante questo sono sovente superati...

Eredi e agevolazioni auto
Mio padre, invalido civile, ha usufruito delle agevolazioni fiscali per l’acquisto di un’automobile avendone diritto ed essendo in possesso di tutta la certificazione richiesta. Purtroppo, ad un anno di distanza, è mancato. Noi familiari come ci dobbiamo comportare? Dobbiamo restituire le agevolazioni ottenute? Il veicolo ha diritto ad averlo il figlio che viveva con lui?

Permessi 104 “anomali”
Mia madre è affetta da morbo di Alzheimer ed è ricoverata presso una “casa albergo” per anziani già da un paio di anni. Essendo lei invalida e in possesso del certificato di handicap grave, ho richiesto i permessi previsti dalla Legge 104/1992. Mi sono stati però riconosciuti in maniera anomala...