HandyLexPress

Numero 14 - Anno 2012

EDITORIALE

Un passo indietro

NOVITÀ LEGISLATIVE

La copertina del quattordicesimo numero di HandyLexPress

Le politiche sociali nella Manovra Monti
Il Governo Monti, insediatosi a novembre 2011, ha approvato le prime misure straordinarie che ha definito “decreto salva-Italia” (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici, Decreto-legge 201, 6 dicembre 2011). Il decreto è stato convertito in via definitiva dal Senato il 22 dicembre (Legge 22 dicembre 2011, n. 214) e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Due sono, in particolare, gli aspetti su cui vogliamo attirare l’attenzione. Il primo afferisce ai provvedimenti di natura fiscale e assistenziale che il Governo si riserva di assumere. Il secondo ambito riguarda la revisione dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), cioè quella dichiarazione richiesta per l’accesso a prestazioni sociali agevolate.

Scuola: alcune “Sentenze-svolta”
di Stefano Borgato
Non le “solite” Sentenze che ormai da molto tempo vedono soccombere il Ministero dell’Istruzione per le mancate o le ridotte ore di sostegno, ma qualcosa di più. Questo, infatti, va ravvisato di fronte ad alcuni recenti provvedimenti adottati dai giudici dei Tribunali Amministrativi Regionali (TAR) di Campania e Sardegna, che possono realmente costituire una svolta in questo ambito.

Permessi lavorativi: conferme e chiarimenti
Il 9 agosto 2011 la Direzione generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro ha risposto ad un interpello (n. 32/2011) in materia di permessi lavorativi. È il primo interpello dopo l’approvazione della Legge 183/2010 che ha modificato alcuni significativi aspetti delle agevolazioni lavorative previste per i lavoratori che assistono familiari con grave disabilità. L’interpello in questione, avanzato dall’ISTAT, pone due questioni molto diverse fra loro, ma ugualmente rilevanti: la prima domanda riguarda il certificato provvisorio di handicap grave; la seconda, la concessione dei permessi lavorativi della Legge 104/1992 per l’assistenza di un disabile in alternanza a più di un lavoratore.

DOSSIER

La definizione della disabilità e la sua valutazione
Disabile, invalido, handicappato, non autosufficiente: sono solo le più frequenti definizioni che incontriamo nella corposa e disorganica normativa italiana che tratta di tali aspetti. Dietro la terminologia e il linguaggio, assai poco coerenti nel tempo e nei contesti, c’è sempre un beneficio, una provvidenza, un’agevolazione, l’accesso ad un servizio che per essere ottenuti richiedono uno “status”, uno specifico iter, un accertamento ed un “soggetto preposto” che solitamente è un medico o una commissione prevalentemente sanitaria. Ma le attuali definizioni e i percorsi di riconoscimento degli stati invalidanti sono in linea con le definizioni di disabilità previste dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità? Qual è la distanza fra ciò che accade in Italia e ciò che indica la carta internazionale, peraltro ratificata dal nostro Paese?

I DIRITTI

Contributi per l’eliminazione delle barriere: chiarimenti
Nel 1989 fu approvato un decreto (il 236) destinato, almeno negli intenti, a segnare profondamente i criteri di realizzazione degli edifici privati, introducendo standard minimi di progettualità delle abitazioni e delle loro componenti che tenessero conto dell’accessibilità degli stessi da parte di tutti i Cittadini. Il Legislatore aveva già allora previsto che sarebbero potuti sorgere, in fase di applicazione dei nuovi criteri, problemi tecnici e che gli standard avrebbero avuto necessità di aggiornamenti. Ne affidò allora la competenza ad una specifica Commissione tecnica permanente, la cui attività è però stata per anni piuttosto limitata, tanto che moltissimi quesiti posti da tecnici ed enti locali sono rimasti inevasi. Dal 2007 la Commissione ha ripreso la sua attività affrontando un gran numero di questioni, occupandosi anche degli aspetti connessi alla concessione di contributi a fondo perduto per l’eliminazione o il superamento delle barriere nelle unità abitative.

Invalidità civile: i nuovi “ricorsi”
Fino al 31 dicembre 2011, chi intendeva opporsi ad una decisione dell’INPS in materia di invalidità o di handicap presentava ricorso al Giudice. I tempi spesso erano molto lunghi, arrivando ad alcuni anni prima della sentenza che giungeva dopo varie udienze. La Corte dei Conti, nella sua annuale attività ispettiva nei confronti dell’INPS, ha rilevato che, alla fine del 2010, erano giacenti ben 362.642 cause relative all’invalidità civile: una mole enorme. Ma la stessa Corte ha anche rilevato come l’INPS soccomba nel 57,7% dei casi. Le nuove modalità di “ricorso” sembrano rispondere più a queste emergenze che alla volontà di semplificare i procedimenti o alleggerire la già sovraccarica giustizia civile.

IL CASO

Discriminazioni al cinema
Una persona con disabilità decide di vedere un film in un multisala di Reggio Emilia. Molti sono i posti disponibili in sala ma egli viene sistemato in prima fila, nei posti riservati alle persone in carrozzina. Pur avendo pagato doverosamente il suo biglietto, riesce a gustarsi ben poco la proiezione per l’eccessiva vicinanza allo schermo. Al contempo non gli è consentito cambiare posto. Convinto che questa prassi sia discriminatoria, decide di denunciare la società che gestisce il multisala, chiedendo l’adozione di ogni provvedimento idoneo a rimuovere gli effetti della discriminazione in questione, la condanna al risarcimento del danno, anche non patrimoniale, nonché la pubblicazione dei relativi provvedimenti.

LE AZIONI

Un’azione contro Trenitalia
Legittimato ad agire ai sensi della Legge 67/2006 (quella sulla discriminazione), dopo avere ravvisato da parte di Trenitalia – Ferrovie dello Stato una chiara condotta discriminatoria indiretta nei confronti delle persone con disabilità, il Coordinamento Paratetraplegici del Piemonte ha presentato un ricorso al Tribunale di Torino, azione che ha già portato ad alcuni risultati significativi.