Deliberazione Giunta Regionale – Regione Lombardia – 27 settembre 2013, n.10/740

Approvazione del programma operativo regionale in materia di gravi e gravissime disabilità di cui al fondo nazionale per le non autosufficienze anno 2013 e alla D.G.R. 2 agosto 2013, n.590. Determinazioni conseguenti.”

(Pubblicata nel B.U. Lombardia 3 ottobre 2013, n.40)

 

LA GIUNTA REGIONALE

Visto l’articolo 2 dello «Statuto d’Autonomia della Lombardia», approvato con L.R.  statutaria 30 agosto 2008, n.1;

Viste le seguenti leggi regionali:

  • la L.R. 6 dicembre 1999, n.23 « che all’art.4, comma 12, prevede il sostegno e la valorizzazione dell’assistenza a domicilio in tutti i settori di intervento sociale e sanitario, come metodologia e come intervento specifico alternati­vo all’istituzionalizzazione;
  • la L.R. 5 gennaio 2000, n.1 «Riordino del sistema delle auto­nomie in Lombardia: Attuazione del D.lgs.31 marzo 1998, n.112»;
  • la L.R. 12 marzo 2008, n.3 «Governo della rete degli inter­venti e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio­sanitario», e successive modificazioni con L.R.  n.2/2012, in particolare:
  • l’art.2, comma 1, lettere g) e h) che valorizza e sostiene il ruolo della famiglia anche per la cura della persona e promuove interventi volti a favorire la permanenza di persone fragili nel proprio contesto abituale di vita;
  • l’art.10, comma 1, che individua nei titoli sociali e so­ciosanitari gli strumenti volti a sostenere la perma­nenza a domicilio delle persone fragili e a riconosce­re l’impegno diretto delle reti familiari nell’assistenza continuativa;
  • la L.R. 30 dicembre 2009, n.33 «Testo unico delle leggi re­gionali in materia di sanità»;

Viste inoltre le seguenti delibere della Giunta regionale in ma­teria di interventi a favore di persone in Stato Vegetativo (SV) e di persone affette da malattie del motoneurone, ivi compresa la Sclerosi laterale amiotrofica (SLA):

  • D.G.R. 16 settembre 2009, n.10160 «Determinazioni in merito agli interventi sperimentali per le persone che si trovano in stato vegetativo e per persone affette da ma­lattie del motoneurone, in particolare da sclerosi laterale amiotrofica», che ha disposto l’estensione sperimentale del contributo mensile di € 500 alle famiglie residenti in Lombardia con un componente in stato vegetativo;
  • D.G.R. 4 agosto 2011, n.2124 «Linee di indirizzo per l’assi­stenza di persone in stato vegetativo: sperimentazione e finanziamento a carico del Fondo Sanitario» che ha fissato a 10 il punteggio massimo assegnabile con la Glasgow Coma Scale per indicare la condizione di stato vegetativo»;
  • D.G.R. 25 ottobre 2012, n.4222 «Approvazione delle Linee guida propedeutiche agli indirizzi per l’assistenza a per­sone in stato vegetativo nelle unità di offerta socio sanita­rie» che ha riconfermato le disposizioni di cui alle delibe­razioni sopra citate;
  • D.G.R. 10 ottobre 2012, n.4139 «Determinazioni per l’attua­zione della D.G.R.  9 maggio 2012, n.3376 Approvazione del programma esecutivo di interventi regionali in tema di sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del moto­neurone per ricerca e assistenza domiciliare ai malati (Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze 2011)», con la quale erano stati definiti i criteri per l’erogazione del contributo spettante in base alla valutazione sia del livel­lo di gravità del bisogno della persona sia della condizio­ne socio economica;

Visti i seguenti atti di programmazione regionale:

  • la D.C.R. 17 novembre 2010, n.88 di approvazione del «Pia­no Socio Sanitario Regionale 2010/2014» (PSSR) che, al capitolo «La rete dei servizi socio sanitari e territoriali», ri­chiama la necessità dell’approccio multidisciplinare per la lettura dei bisogni complessi delle persone fragili per promuovere risposte orientate alla presa in carico com­plessiva della persona e della sua famiglia e individua tra le azioni prioritarie quella di favorire la permanenza della persona con disabilità nel proprio ambiente di vita;
  • la D.G.R. 15 dicembre 2010, n.983 di adozione del Piano d’Azione Regionale per le politiche in favore delle perso­ne con disabilità 2010/2020 che individua tra gli obiettivi generali, da perseguire nell’area della salute e dell’assi­stenza, quello relativo al sostegno alla famiglia nell’acco­glienza e nella cura;

Richiamati inoltre i seguenti provvedimenti assunti nell’attuale X Legislatura:

  • la D.C.R. 9 luglio 2013, n.78 «Programma regionale di svi­luppo della X Legislatura» (PRS) che richiama la necessi­tà di una rinnovata attenzione alle modalità di sostegno alla famiglia, al suo ruolo sociale e ai diversi bisogni dei suoi componenti, soprattutto in presenza di particolari situazioni di disabilità che impegnano le famiglie in mo­do considerevole sia dal punto di vista delle cure sia da quello economico;
  • la D.G.R. 14 maggio 2013, n.116 «Determinazioni in ordi­ne all’istituzione del fondo regionale a sostegno della fa­miglia e dei suoi componenti fragili: atto d’indirizzo» che prevede di tutelare il benessere di tutti i componenti della famiglia, agevolando e sostenendo armoniose relazioni familiari, pur in presenza di problematiche complesse de­rivanti da fragilità, ed individua, tra i destinatari prioritari degli interventi, persone con gravi e gravissime disabilità e persone anziane fragili e non autosufficienti, in condi­zione di dipendenza, totale o parziale, dall’accudente per le funzioni vitali e primarie;
  • la D.G.R. 2 agosto 2013, n.590 «Presa d'atto della comuni­cazione dell'Assessore Cantù avente oggetto: Interventi a favore delle persone con gravissime disabilità, per la loro permanenza al domicilio« che definisce gli indirizzi della programmazione regionale che si intendono attuare per l’assistenza alle persone con disabilità gravissima;

Dato atto che la D.G.R. n.590/2013, sopra citata, nel definire gli indirizzi per la programmazione degli interventi a favore delle persone con gravissime disabilità, per la loro permanenza al do­micilio, individua che l’obiettivo finale è la ricomposizione/inte­grazione delle complessive risorse dedicate, anche integrando servizi ed interventi sociali, sociosanitari e sanitari;

Visti:

  • l’art.1 della legge n.296/2006, e in particolare il comma 1264 che istituisce un fondo denominato «Fondo per le non autosufficienze» e il comma 1265 che dispone che gli atti e i provvedimenti concernenti l’utilizzazione del Fondo per le non autosufficienze sono adottati dal Mini­stro della solidarietà sociale, di concerto con il Ministro della salute, con il Ministro delle politiche per la famiglia e con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’art.8 del Decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281;
  • il decreto interministeriale del 20 marzo 2013 per il riparto del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze (FNA) per l’anno 2013, con il quale le complessive risorse, pari ad euro 275 milioni, sono state attribuite alle Regioni per le finalità di cui all’art.2, del medesimo decreto, nel rispet­to dei modelli organizzativi regionali, per la realizzazione di prestazioni, interventi e servizi assistenziali nell’ambito dell’offerta integrata di servizi sociosanitari in favore di persone non autosufficienti, individuando le aree priori­tarie di intervento;

Preso atto che:

  • la quota assegnata alla Lombardia per l’anno 2013 è pa­ri a € 41.552.500, come riportato nella Tabella 1 del de­creto stesso;
  • con il decreto, sopra citato, è stato stabilito all’art.3 che le Regioni devono utilizzare una quota non inferiore al 30%, delle risorse assegnate, per interventi a favore di persone in condizione di disabilità gravissima, ivi inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica;

Considerato che il citato Decreto interministeriale prevede, all’art.5, che le regioni adottino un piano per l’attuazione degli interventi di cui al comma 1 dell’art.2 e che il Ministero del Lavo­ro e delle Politiche Sociali procederà all’erogazione delle risorse spettanti a ciascuna regione una volta valutata la coerenza del predetto piano con le finalità di cui all’art.2;

Dato atto che:

  • la Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato ha inoltrato il 12 giugno 2013, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la proposta di «Piano attuativo Regione Lombardia – Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze 2013» proponendo di destinare una quota delle risorse attribuite superiore alla percentuale indicata dal Decreto interministeriale, e precisamente del 35%, pari a € 14.543.375, per garantire la realizzazione de­gli interventi a favore delle persone in condizione di disa­bilità gravissima, così come definite dall’art 3 del citato Decreto interministeriale FNA 2013;
  • il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con lettera pervenuta in data 13 settembre 2013, ha dato comunica­zione dell’approvazione del Piano regionale;

Dato atto che:

  • quanto stabilito dal Decreto interministeriale per il FNA 2013, art 4 «Integrazione socio sanitaria», in ottica di rispo­sta complessiva ed unitaria ai bisogni delle persone non autosufficienti, richiama la necessità di flessibilità delle ri­sposte e di integrazione delle risorse ancorché derivanti da fonti diverse di finanziamento al fine di assicurare un budget di cura coerente con i bisogni della persona e della sua famiglia;
  • la D.G.R. n.590/2013 già citata è in assoluta coerenza con quanto sopra esplicitato poiché preconizza il coordina­mento dei servizi e delle risorse in ottica di budget di cura;
  • il Piano regionale realizza le misure e) ed f) dell’art.2 del citato decreto interministeriale, e individua in buoni e voucher gli strumenti per compensare economicamen­te le prestazioni di cura che vengono rese direttamente dai famigliari o acquistate da assistenti personali – quali forme di autosoddisfacimento dei bisogni di cura - oppu­re per l’acquisto di interventi complementari al percorso domiciliare (es. ricoveri di sollievo, prestazioni comple­mentari al SAD ecc);

Ritenuto:

  • di approvare il «Piano attuativo Regione Lombardia – Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze 2013», di cui all’Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente atto, che verrà realizzato secondo le modalità declinate nel «Programma operativo regionale anno 2013 relativo alle misure a favore di gravissime disabilità (B 1) e di disa­bilità gravi o anziani non autosufficienti (B 2), in applica­zione della D.G.R. n.590/2013», di cui all’Allegato B parte integrante e sostanziale del presente atto, e ciò sino all’e­saurimento delle risorse complessivamente destinate;
  • di stabilire che le prestazioni da assicurare saranno de­finite nel Piano di Assistenza Individuale secondo le in­dicazioni del Programma operativo regionale, dando contezza di altre misure anche economiche, di carattere assistenziale, già erogate da Enti pubblici o privati, non­ché della condizione socio economica della persona;

Valutato:

  • di integrare, relativamente alla misura per le persone con disabilità gravissima, le risorse di € 14.543.375, deri­vanti dal FNA, con € 3.500.000, di provenienza dal FSR e già nelle disponibilità delle ASL, ciò al fine di riconosce­re nell’ambito delle prestazioni di assistenza rese dai fa­migliari e/o dagli assistenti personali quelle di carattere sociale a rilevanza sanitaria, in armonia con gli elementi caratterizzanti il budget di cura;
  • di ripartire le risorse disponibili come segue:
  • Misura per le persone con disabilità gravissime:

-  una quota parte, in relazione al numero di persone, affette da malattie del motoneurone o in stato ve­getativo, stimate in n.670 persone;

-  la restante quota parte in relazione alla popolazio­ne residente;

  • Misura per le persone con disabilità grave e per an­ziani non autosufficienti: ripartizione delle risorse agli Ambiti Territoriali sulla base dei seguenti criteri:

-  60% in relazione alla popolazione, residente nell’am­bito, con età pari o superiore a 75 anni;

-  40% in relazione ai criteri usati per il riparto del Fon­do Nazionale per le Politiche Sociali (FNPS);

Dato atto che l’applicazione dei criteri di cui al precedente punto determina le assegnazioni alle ASL e agli Ambiti territoriali, così come riportato rispettivamente all’allegato C e all’allegato D, parti integranti e sostanziali del presente provvedimento;

Valutato di attribuire alle ASL e ai Comuni/Ambiti Territoriali la funzione di monitoraggio e controllo costante degli interventi di competenza, e di darne rendicontazione economica, quali-quantitativa e di appropriatezza alla Regione, secondo suc­cessive e dettagliate indicazioni, in ordine a indicatori, tempi e modalità, della Direzione Generale Famiglia Solidarietà Sociale e Volontariato;

Dato atto che si intende superato con l’adozione del presente atto quanto disposto con D.G.R. n.10160/2009, in ordine al con­tributo mensile di € 500 alle famiglie con componente in stato vegetativo, e con D.G.R. n.4139/2012, relativa al contributo per le persone affette da malattie del motoneurone, ivi compresa la sclerosi laterale amiotrofica;

Preso atto che i contenuti del presente provvedimento e le modalità di utilizzo del Fondo Nazionale per le Non Autosuffi­cienze 2013, sopra specificate, sono stati concordati con ANCI – Lombardia in data 26 settembre 2013, come da documentazio­ne agli atti della Direzione Generale Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato;

Dato atto altresì che le Associazioni delle persone con disabili­tà più rappresentative, che sono state coinvolte in una logica di percorso partecipato e condiviso, hanno espresso parere favo­revole sui contenuti e sull’impostazione di cambiamento cultu­rale innescato dal presente provvedimento, come da evidenze in atti;

Rilevato parimenti che le Organizzazioni Sindacali maggior­mente rappresentative, anch’esse coinvolte in una logica di percorso partecipato e condiviso, hanno espresso parere favo­revole, concordando e valutando positivamente le finalità e le modalità degli interventi proposti, come da evidenze in atti;

Dato atto di rinviare a successivi provvedimenti della Direzione Generale Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato l’attuazio­ne della presente deliberazione;

Dato atto che le risorse assegnate dallo Stato per il FNA 2013, pari ad € 41.552.500 saranno disponibili sul capitolo 7222 del bi­lancio regionale per l’esercizio 2013 successivamente all’iscrizio­ne in bilancio dell’assegnazione statale e che la quota di Fondo Sanitario Regionale di € 3.500.000, che implementerà le risorse destinate alla Misura B1 a favore delle persone con disabilità gravissima, è già nella disponibilità della gestione socio sanita­ria ASSI del bilancio delle ASL, ai sensi del D.D.G.  28 maggio 2013 n.4439;

Richiamate la L.R. 20/08 e le D.D.G. R. relative all’assetto organiz­zativo della Giunta regionale;

Ritenuto di disporre la pubblicazione del presente atto sul BURL, sul sito della Direzione Generale Famiglia, Solidarietà so­ciale e Volontariato e di darne comunicazione alle ASL ed ai Comuni;

Vagliate e fatte proprie le suddette motivazioni;

All’unanimità dei voti espressi nelle forme di legge;

 

DELIBERA

per quanto in premessa esplicitato:

1. di approvare il «Piano attuativo Regione Lombardia – Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze 2013», di cui all’Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente atto, che verrà realiz­zato secondo le modalità declinate nel «Programma operativo regionale anno 2013 relativo alle misure a favore di gravissime disabilità (B 1) e di disabilità gravi o anziani non autosufficienti (B 2), in applicazione della D.G.R. n.590/2013», di cui all’Allega­to B, parte integrante e sostanziale del presente atto, e ciò sino all’esaurimento delle risorse complessivamente destinate;

2. di stabilire che le prestazioni da assicurare saranno defini­te nel Piano di Assistenza Individuale secondo le indicazioni del Programma operativo regionale, dando contezza di altre misure anche economiche, di carattere assistenziale, già erogate da Enti pubblici o privati, nonché della condizione socio economi­ca della persona;

3. di integrare, relativamente alla misura per le persone con disabilità gravissima, le risorse di € 14.543.375, derivanti dal FNA, con € 3.500.000, di provenienza dal FSR e già nelle disponibilità delle ASL, ciò al fine di riconoscere nell’ambito delle prestazio­ni di assistenza rese dai famigliari e/o dagli assistenti personali quelle di carattere sociale a rilevanza sanitaria, in armonia con gli elementi caratterizzanti il budget di cura;

4. di ripartire le risorse disponibili come segue:

  • Misura per le persone con disabilità gravissime:

-  una quota parte, in relazione al numero di persone, affette da malattie del motoneurone o in stato vege­tativo, stimate in n.670 persone;

-  la restante quota parte in relazione alla popolazione residente;

  • Misura per le persone con disabilità grave e per anzia­ni non autosufficienti: ripartizione delle risorse agli Ambiti Territoriali sulla base dei seguenti criteri:

-  60% in relazione alla popolazione, residente nell’ambi­to, con età pari o superiore a 75 anni,

-  40% in relazione ai criteri usati per il riparto del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (FNPS);

5. di stabilire che i criteri di cui al precedente punto determi­nano le assegnazioni alle ASL e agli Ambiti Territoriali, così come riportato rispettivamente all’allegato C e all’allegato D, parti inte­granti e sostanziali del presente provvedimento;

6. di attribuire alle ASL e ai Comuni/Ambiti Territoriali la fun­zione di monitoraggio e controllo costante degli interventi di competenza, e di darne rendicontazione economica, quali-quantitativa e di appropriatezza alla Regione, secondo suc­cessive e dettagliate indicazioni, in ordine a indicatori, tempi e modalità, della Direzione Generale Famiglia Solidarietà Sociale e Volontariato;

7. di stabilire che si intende superato con l’adozione del pre­sente atto quanto disposto con D.G.R. n.10160/2009, in ordine al contributo mensile di € 500 alle famiglie con componente in sta­to vegetativo, e con D.G.R. n.4139/2012, relativa al contributo per le persone affette da malattie del motoneurone, ivi compresa la sclerosi laterale amiotrofica;

8. di rinviare a successivi provvedimenti della Direzione Gene­rale Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato l’attuazione del presente atto;

9. di stabilire che le risorse assegnate dallo Stato per il FNA 2013, pari ad € 41.552.500 saranno disponibili sul capitolo 7222 del bilancio regionale per l’esercizio 2013 successivamente all’i­scrizione in bilancio dell’assegnazione statale e che la quota di Fondo Sanitario Regionale di € 3.500.000, che implementerà le risorse destinate alla Misura B1 a favore delle persone con disa­bilità gravissima, è già nella disponibilità della gestione socio sa­nitaria ASSI del bilancio delle ASL, ai sensi del D.D.G.  28 maggio 2013 n.4439;

10. di disporre la pubblicazione del presente atto sul BURL, sul sito della Direzione Generale Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato, nonché la pubblicazione ai fini dell’adempimen­to degli obblighi sulla pubblicità e trasparenza ai sensi del D.lgs 33/2013, art.26 e 27, e di darne comunicazione alle ASL ed ai Comuni.

II segretario: Marco Pilloni

 

 

ALLEGATO A

FONDO PER LE NON AUTOSUFFICIENZE 2013

PIANO ATTUATIVO REGIONE LOMBARDIA

PREMESSA

In Lombardia ci sono oltre 2 milioni di anziani con più di 65 anni, le persone con più di 75 anni sono 971.931 e rappresentano i 10% della popolazione lombarda che conta 9.700.881 di abitanti. Si può stimare che le persone anziane (maggiori di 65 anni) non auto­sufficienti e/o fragili siano circa 380.000.

Coerentemente con quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), si considerano non autosuffi­cienti le persone che hanno subito una perdita permanente, parziale o totale, dell’autonomia delle abilità fisiche, psichiche, sensoriali, cognitive e relazionali con conseguente incapacità di compiere gli atti essenziali della vita quotidiana senza l’aiuto determinante di altre persone, considerando i fattori ambientali e personali.

Si definisce invece con il termine di “Fragilità” la condizione dello stato di salute caratterizzata da una rigidità delle capacità adattative dell’organismo ad eventi avversi clinici e/o sociali. In caso di scompenso, un soggetto fragile va incontro ad un rapido deterioramento dello stato di salute spesso non completamente correlabile con l’entità dell’evento che lo ha generato.

Le persone anziane non autosufficienti e/o fragili sono quelle che hanno raggiunto la condizione sopra descritta, dopo una vita condotta in modo attivo.

Portando l’attenzione sulle persone con disabilità, il numero di queste persone è stimato in Lombardia in circa 310.000 soggetti, corrispondenti al 3,1% della popolazione residente, di cui circa 26.000 minori (fonte: elaborazione su popolazione lombarda 2012, assumendo dato prevalenza disabilità da “Indagine multiscopo” ISTAT 2005), di queste le persone con grave/gravissima disabilità è stimabile, sulla base dei dati INPS, in 37.825 persone di cui 4.831 minori.

Il complessivo quadro relativo alle persone con “gravissima disabilità” richiede, al di là della definizione giuridico amministrativa di tale termine, la preventiva declinazione del significato che lo stesso assume in merito ai bisogni socio sanitari delle persone e delle fami­glie ed alle relative risposte che il complesso del sistema sociale e socio sanitario deve garantire. Si definisce quindi in tale contesto “persona con gravissima disabilità” la persona che dipende, in toto o in parte, da un accudente per veder assicurate:

  • le funzioni “vitali” : respirazione, nutrizione, evacuazione/minzione
  • le funzioni “primarie”: “cura del sé” qui intese come capacità di accudire se stesso (es. mobilizzazione, alzarsi, vestirsi, lavarsi, muoversi nello spazio circostante, alimentarsi, comunicare con altri)
  • la vita di relazione: “cura dell’ambiente di vita” e “vita sociale” qui intese come capacità di gestire l’ambiente di vita (es. far da mangiare, pulizie domestiche) e stabilire relazioni con l’ambiente circostante (es. gestione degli acquisti, gestione eco­nomica) e con le persone (es. appartenere ad un gruppo, vita attiva, inserimento sociale).

Il grado di dipendenza dall’accudente e l’intensità del bisogno di cura, per le singole funzioni e per il loro complesso, costituisce ele­mento fondamentale per determinare la “gravissima disabilità”.

I cambiamenti avvenuti in questi ultimi anni, in particolare la gravissima crisi economica, l’indeterminatezza del mercato del lavoro hanno prodotto una maggiore vulnerabilità sociale anche dei cittadini lombardi, soprattutto delle famiglie al cui interno vi sono sog­getti in condizione di fragilità, o per disabilità o per non autosufficienza e cronicità, o soggetti minori con problematiche familiari, tutte persone a rischio di emarginazione ed esclusione sociale. Diventa pertanto una priorità delle politiche regionali di welfare sostenere innanzitutto le persone e le famiglie con fragilità, che non trovano risposte adeguate ai loro bisogni nella rete delle unità di offerta sociale e sociosanitaria, o che trovano risposte solo parziali a fronte di situazioni economiche precarie, di gravi fragilità, di disabilità o per stato di non autosufficienza.

Tutte queste diverse forme di fragilità necessitano di essere tutelate e sostenute per avere le necessarie garanzie di una vita di qualità, sempre promuovendo la presa in carico globale ed integrata della famiglia e dei suoi componenti fragili da parte degli Enti territoriali competenti - ASL e Comuni - realizzata anche attraverso una valutazione multidimensionale condivisa del bisogno.

In tale contesto, nell’ambito del Programma Regionale di Sviluppo (PRS) per la X Legislatura che, nel richiamare la necessità di so­stenere le famiglie che gestiscono situazioni di fragilità socio-sanitaria che non trovano collocazione nell’ambito della rete dei servizi territoriali, prospetta la promozione di servizi ed interventi per assicurare la permanenza nel proprio contesto socio familiare di vita delle persone anziane non autosufficienti e persone con disabilità.

Inoltre, in coerenza con il PRS, il recente provvedimento della Giunta di Regione Lombardia, proposto dall’Assessorato Famiglia, Soli­darietà sociale e Volontariato, la DGR 14 maggio 2013, n.116 “Determinazioni in ordine all’istituzione del Fondo regionale a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili: atto di indirizzo” dà un orientamento concreto alle politiche regionali di welfare, fornendo linee di indirizzo per la costituzione del Fondo regionale a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili.

I servizi e gli interventi, anche di natura economico finanziaria, che saranno promossi con queste risorse, sono finalizzati alla perma­nenza della persona non autosufficiente anziana e persona con disabilità al proprio domicilio, sia valorizzando i compiti che già la famiglia svolge, offrendo ad essa una rete di supporto e aiuto, in un’ottica sussidiaria, sia tutelando la salute delle persone fragili, non autosufficienti e/o con patologie cronico-degenerative, che in ragione anche della crisi economica in atto, sono in situazione di po­vertà che non consente adeguata assistenza e cura.

La rete dei servizi presente in Lombardia si articola in una serie di Unità d’Offerta differenziate per “intensità” di cura e per “tipologia di offerta”:

la Rete dei servizi domiciliari: sostanzialmente dedicata ad integrare le abilità della singola persona anziana oppure persona con disabilità e/o supportare funzioni di cura assunte dai famigliari e/o da accudenti non famigliari. Tale rete oggi appare distinta in:

  • assistenza domiciliare (SAD) tradizionalmente gestita dai Comuni singoli o associati destinata a rispondere ad un bisogno “sociale”.L’utenza complessiva comprende n.22.078 anziani e n.4.242 disabili, di cui circa 500 minori di 18 anni
  • assistenza domiciliare integrata (ADI) gestita, tramite le ASL da Enti Accreditati, volta a rispondere ad un prevalente biso­gno di “cura socio-sanitaria” nelle aree delle funzioni “vitali” e delle funzioni “primarie”.L’utenza complessiva comprende n.72.000 anziani con più di 65 anni e n.24.000 disabili, di cui circa 800 minori di 18 anni

la Rete dei servizi diurni:

  • dedicata all’accoglienza di persone anziane durante la giornata, sviluppando interventi di tipo rieducativo/riabilitativo e/o di socializzazione. Tale rete oggi è distinta in:

-  Centri diurni anziani: a prevalente contenuto sociale, sono presenti sul territorio 73 strutture, con 4.526 posti (fonte: flussi regionali servizi sociali anno 2012), cui vanno ad aggiungersi innumerevoli centri sociali per anziani, spesso autogestiti da Associazioni di persone anziane stesse, e non soggetti ad autorizzazione;

-  Centri Diurni Integrati (CDI): a prevalente contenuto socio-sanitario, rivolto ad anziani non autosufficienti o ad alto rischio di perdita dell’autonomia, portatori di bisogni non facilmente gestibili a domicilio, anche per assenza diurna dell’accudente. Sono presenti sul territorio 291 strutture accreditate, con 5.961 posti;

  • dedicata all’accoglienza diurna di persone disabili di norma con età maggiore di 16 anni ed inferiore ai 65. Tale rete è distinta in:

-  Centri socio-educativi (CSE) e Servizi di Formazione all’Autonomia (SFA) di prevalente contenuto sociale e socio educativo, volti ad assicurare, ad una fascia di popolazione giovane, una risposta in termini di sviluppo e di man­tenimento delle autonomie. Sul territorio lombardo insistono 166 CSE, e 91 SFA;

-  Centri Diurni Disabili (CDD) a prevalente contenuto socio-sanitario volti ad assicurare la presa in carico di persone che necessitano di un elevato grado di protezione. Sul territorio regionale sono presenti 261 CDD accreditati che hanno in carico 7225 utenti, di cui 259 minori di 18 anni;

la Rete dei servizi residenziali:

  • dedicata ad accogliere stabilmente o temporaneamente persone anziane fragili che in ragione dei loro bisogni non posso­no essere assistite nell’ambito del contesto famigliare. Tale rete oggi è distinta in:

-  Alloggi Protetti a prevalente contenuto sociale, volti ad assicurare una risposta residenziale a persone anziane autosufficienti che, prevalentemente, presentano una vita di relazione esterna e bisogni saltuari sostanzialmente riferibili alla gestione dell’ambiente di vita e alla gestione delle funzioni della cura del sè. Sono presenti 23 strutture;

-  Residenze Sanitario Assistenziali (RSA): ad elevato contenuto sociosanitario, volte ad assicurare una risposta resi­denziale ad anziani non autosufficienti che necessitano di una alta intensità di protezione in ragione delle elevate esigenze di cura. Sono presenti 650 RSA, con 57.483 posti;

  • Dedicata ad accogliere stabilmente o temporaneamente persone disabili, di norma di età non inferiore ai 16 anni e non superiore ai 65, che in ragione dei loro bisogni non possono essere assistite nell’ambito del contesto famigliare. Tale rete oggi è distinta in:

-  Comunità Alloggio (CA) a prevalente contenuto “sociale”, volta ad assicurare una risposta residenziale a persone disabili che hanno buone autonomie, una vita di relazione esterna e bisogni sostanzialmente riferibili alla gestione dell’ambiente di vita. Sul territorio lombardo vi sono 200 CA, di cui 176 anche con accreditamento sociosanitario per ogni persona con grave disabilità.1.762 sono le persone accolte, di cui 1395 disabili gravi e 15 minori di 18 anni;

-  Residenze Sanitario assistenziale per persone Disabili (RSD) ad alto contenuto sociosanitario volta ad assicurare una risposta residenziale a persone con gravi e gravissime disabilità che necessitano di una elevata intensità di cura, an­che nelle aree delle funzioni vitali e primarie. In Lombardia vi sono 87 RSD con 4.273 utenti, di cui 44 minori di 18 anni.

Gli interventi, che saranno attivati attraverso le ASL ed i Comuni a favore di persone non autosufficienti e persone con disabilità gra­vissima per favorirne la permanenza a domicilio, saranno individuati attraverso la valutazione multidimensionale da parte di équipe pluriprofessionali e saranno finalizzati alla presa in carico personalizzata di queste persone. Poiché in Lombardia il Distretto sanitario coincide con l’Ambito territoriale dei Comuni, la programmazione degli interventi sociali di competenza dei Comuni si integreranno con quelli socio sanitari delle ASL: ciò garantirà pertanto una presa in carico integrata della persona, da un lato, ed un uso razionale e coordinato delle risorse, dall’altro.

 

TABELLA 1 – ALLOCAZIONE RISORSE PER AREE DI INTERVENTO

Area prioritaria di intervento Somme allocate (€)
a) Previsione o rafforzamento, ai fini della massima semplificazione degli aspetti procedurali, di punti unici di accesso alle prestazioni e ai servizi localizzati negli ambiti territoriali di cui all’art. 4, c. 1, lettera a) del presente decreto, da parte di Aziende Sanitari e Comuni, così da agevolare e semplificare l’informazione e l’accesso ai servizi socio sanitari
Regione Lombardia, coerentemente con le indicazioni ministeriali sull’utilizzo del Fondo non autosufficienza 2008 e 2009 in tema di previsione o rafforzamento dei punti unici di accesso, aveva utilizzato parte di tali risorse proprio per costituire o potenziare punti unici di accesso per agevolare e semplificare l’informazione e l’accesso ai servizi da parte di persone non autosufficienti. Inoltre, con la DGR 11/12/2009, n. 10759, Regione Lombardia ha dato indicazioni per la costituzione in tutte le ASL di Centri per l’assistenza domiciliare (CeAD) per coordinare l’impiego di tutte le risorse e tutti gli interventi socio sanitari e sociali in ambito domiciliare. Protocolli di intesa sono stati stipulati tra le ASL ed i Comuni capofila degli Ambiti per formalizzare l’integrazione non solo istituzionale, ma anche operativo funzionale (operatori professionali dei Comuni e delle ASL) e socio sanitaria. Attualmente i CeAD sono presenti in tutte le ASL, svolgono le loro funzioni a livello distrettuale assicurando elevata accessibilità alle persone non autosufficienti, garantendo loro una risposta rapida ed integrata sulla base di un piano di assistenza individuale
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Descrizione intervento:  
b) Attivazione o rafforzamento di modalità di presa in carico della persona non autosufficiente attraverso un piano personalizzato di assistenza, che integri le diverse componenti sanitaria, socio sanitaria e sociale, in modo da assicurare la continuità assistenziale, superando la frammentazione tra le prestazioni erogate dai servizi sociali e quelle erogate dai servizi sanitari di cui la persona non autosufficiente ha bisogno e favorendo la prevenzione e il mantenimento di condizioni di autonomia anche attraverso l’uso di nuove tecnologie
In Regione Lombardia, la modalità di presa in carico della persona non autosufficiente prevede sempre la stesura del piano assistenziale individuale, predisposto a seguito di valutazione multidimensionale da parte di équipe pluriprofessionali. In esso trovano ricomposizione pertanto tutti gli interventi necessari –sociali e socio sanitari- per rispondere ai bisogni della persona fragile e garantire la continuità assistenziale
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Descrizione intervento:  
c) L’implementazione di modalità di valutazione della non autosufficienza attraverso unità multiprofessionali UVM, in cui siano presenti le componenti clinica e sociale, utilizzando le scale in essere presso le Regioni tenendo anche conto, ai fini della valutazione bio-psico-sociale delle condizioni di bisogno, della situazione economica e dei supporti fornibili dalla famiglia o da chi ne fa le veci
In Regione Lombardia sono attive équipe pluriprofessionali a livello di ASL, composte da medico, infermiere e assistente sociale, quest’ultimo operatore è in diversi casi l’assistente sociale comunale. La valutazione multidimensionale è effettuata con strumenti omogenei su tutto il territorio regionale che tengono nel dovuto conto il ruolo svolto dalla famiglia nella cura della persona fragile.
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Descrizione intervento:  
d) L’attivazione o il rafforzamento del supporto alla persona non autosufficiente e alla sua famiglia attraverso l’incremento dell’assistenza domiciliare, anche in termini di ore di assistenza tutelare e personale, al fine di favorire l’autonomia e la permanenza a domicilio, adeguando le prestazioni alla evoluzione dei modelli di assistenza domiciliare
Tale intervento sarà garantito attraverso l’intervento di cui al successivo punto e)
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Descrizione intervento:  
e) La previsione di un supporto alla persona non autosufficiente e alla sua famiglia eventualmente anche con trasferimenti monetari nella misura in cui gli stessi siano condizionati all’acquisto di servizi di cura e assistenza domiciliare o alla fornitura diretta degli stessi da parte di famigliari e vicinato sulla base del piano personalizzato, di cui alla lettera b), in tal senso monitorati 32.552.500
Descrizione intervento: Gli interventi saranno garantiti attraverso le ASL, per le persone con disabilità gravissima
(v. Tabella 2), e attraverso i Comuni per sostenere le famiglie con soggetti fragili in condizione di non autosufficienza, sulla base del piano di assistenza individuale
In particolare si prevede il potenziamento del Servizio di assistenza domiciliare da parte dei Comuni, anche in termini di flessibilità ed estensione oraria del servizio anche nelle fasce tradizionalmente non coperte (orari serali, sabati e festivi), e l’erogazione di titoli sociali (voucher e buoni) alle famiglie per l’acquisto di prestazioni di assistenza (tutelare e/o educativa) o la fornitura diretta delle stesse da parte di famigliari o assistenti familiari.
 
f) La previsione di un supporto alla persona non autosufficiente e alla sua famiglia eventualmente anche con interventi complementari all’assistenza domiciliare, a partire dai ricoveri di sollievo in strutture socio sanitarie nella misura in cui gli stessi siano effettivamente complementari al percorso domiciliare, assumendo l’onere della quota sociale e di altre azioni di supporto individuate nel progetto personalizzato, di cui alla lettera b), e ad esclusione delle prestazioni erogate in ambito residenziale a ciclo continuativo  
Descrizione intervento: Gli interventi complementari all’assistenza domiciliare, saranno garantiti attraverso le ASL per le persone con disabilità gravissima (v. Tabella 2) e attraverso i Comuni, tramite l’erogazione di voucher, per sostenere le famiglie con soggetti fragili in condizione di non autosufficienza, sulla base del piano di assistenza individuale, per avere i seguenti servizi: es. pasti, lavanderia, pulizie, trasporto, ecc.
I titoli erogati dai Comuni possono essere finalizzati anche all’acquisto di pacchetti di prestazioni di diversa natura presso Unità d’offerta residenziali o diurne socio sanitarie o sociali (es. prestazioni per l’igiene della persona, pranzo/cena, attività motoria ed in particolare Attività Fisica Adattata - AFA-, pet therapy, periodi di sollievo, partecipazione ad attività diurne proposte da Strutture residenziali/diurne, ecc.
9.000.000

N.B. Le risorse indicate ai punti e) ed f) sono complessive (€ 41.552.500): ricomprendono la quota del 35% del FNA destinata a persone con disabilità gravissima (€ 14.543.375) e del restante 65% (€ 27.009125) destinato a persone con disabilità grave e ad anziani non autosufficienti

 

TABELLA 2 – DISABILITÀ GRAVISSIME

Interventi a favore di persone con disabilità gravissima Somme allocate
Gli interventi si concretizzeranno nell’erogazione, attraverso le Aziende sanitarie locali, alla famiglia o alla persona di titoli sociali (voucher e buoni) per l’acquisto di prestazioni di assistenza (tutelare e/o educativa) o la fornitura diretta delle stesse da parte di famigliari o assistenti familiari. La presa in carico della persona e le prestazioni da erogare saranno definite dal Piano di assistenza individuale (PAI), a seguito di valutazione multidimensionale integrata ASL/Comune utilizzando gli strumenti attualmente in uso.
I titoli possono essere finalizzati anche all’acquisto di pacchetti di prestazioni di diversa natura, complementari all’assistenza domiciliare, presso Unità d’offerta residenziali o diurne socio sanitarie o sociali (es. attività motoria in acqua, attività abilitative/educative, pet therapy, periodi di sollievo, partecipazione ad attività diurne proposte da Strutture residenziali/diurne, ecc).
€ 14.543.375
corrispondente al 35% del totale dell’assegnazione
Finalità di cui all’art. 2 alle quali fa riferimento l’intervento indicato: e) f)

 

ALLEGATO B

PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE ANNO 2013 RELATIVO ALLE MISURE A FAVORE DI GRAVISSIME DISABILITÀ (B 1) E DI DISABILITÀ GRAVI O ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI (B 2), IN APPLICAZIONE DELLA D.G.R.  N.590/2013

B1) MISURA A FAVORE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ GRAVISSIME
Si concretizza in interventi di carattere assistenziale, tutelare e/o educativo, atti a garantire la permanenza a domicilio e nel proprio
contesto di vita delle persone in condizione di dipendenza vitale e che necessitano di assistenza continua nelle 24 ore. La misura sarà attuata attraverso l’erogazione alla persona di un titolo per il soddisfacimento degli interventi previsti. Questa linea d’azione, considerata di natura regionale, sarà realizzata attraverso le Aziende Sanitarie Locali, che avranno, tra l’altro, il compito di garantire la valutazione multidimensionale e di stendere il Progetto di Assistenza Individuale in raccordo con il Comune e con la persona destinataria/famiglia
RISORSE DESTINATE € 14.543.375: quota pari al 35% delle risorse FNA e € 3.500.000: quota di risorse da Fondo Sanitario Regionale, già in disponibilità delle ASL.
DESTINATARI a) Persone, di qualsiasi età, affette da malattie del motoneurone, ivi compresa la Sclerosi Laterale Amiotrofica, con livello di deficit grave –colonna 3- e di deficit completo –colonna 4
b) Persone, di qualsiasi età, in Stato vegetativo (SV), che consegue a coma indotto da gravi cerebrolesioni acquisite, cioè ad eventi di natura traumatica, vascolare, anossica o infettiva o, comunque, da noxae acquisite, che non includono le patologie congenite, involutive e degenerative, con GCS fino a 10,
c) Persone, con età inferiore ai 65 anni, con altre patologie che comportano comunque la dipendenza vitale e la necessità di assistenza continua nell’arco delle 24 ore (es. Corea di Huntington, forme gravi di distrofia e di miopatia, sclerosi multipla, Locked in, ecc.).
VALUTAZIONE DELLE PERSONE Valutazione multidimensionale: è la sintesi del profilo funzionale della persona e della valutazione sociale - condizione familiare, abitativa e ambientale -, effettuata con modalità integrata tra ASL e Comune.
Ai fini della valutazione della condizione di disabilità gravissima, fermo restando l’utilizzo della Glasgow Coma Scale per le persone in Stato vegetativo e del sistema di valutazione già in uso per le persone affette da malattie del motoneurone, si suggerisce l’utilizzo di quest’ultimo sistema anche per la valutazione delle persone con patologie di cui al punto c).
PROGETTO INDIVIDUALE DI ASSISTENZA (PAI)

Il PAI, in una visione integrata come budget di cura, contiene:
- l’esito della valutazione multidimensionale della persona gli interventi da sostenere con il Buono mensile previsto dalla presente misura:

  • assistenza diretta alla persona: ad es. soddisfacimento dei bisogni primari;
  • promozione e mantenimento del benessere psicofisico; aiuto nelle funzioni di deambulazione, utilizzo corretto dei presidi, mantenimento delle residue capacità psicofisiche e aiuto nell’espletamento delle funzioni fisiologiche; interventi di aiuto domestico finalizzati all’igiene e al comfort dell’ambiente;
- le prestazioni assicurate dall’ADI:
  • infermieristiche/OSS. per ad es. prevenzione e trattamento delle piaghe da decubito, gestione del catetere vescicale, gestione delle stomie, gestione della nutrizione artificiale, delle medicazioni, ecc.
  • educative indirizzate alla persona e alla famiglia ad es. per aiuto e sostegno delle relazioni intra ed extra familiari, promozione risorse della famiglia e del contesto socio-relazionale, ecc.

- altre forme integrative per la risposta al bisogno, misure economiche di carattere assistenziale già erogate da Enti pubblici o privati
- la condizione socio economica della persona (ISEE)

Il PAI declina le prestazioni di assistenza date dal caregiver familiare/assistente personale e quelle da garantire attraverso altri servizi di assistenza domiciliare.

STRUMENTO Buono mensile di € 1000, parte integrante del budget di cura, è erogato senza limite di reddito ed è finalizzato a compensare le prestazioni di assistenza assicurate dal caregiver familiare (autosoddisfacimento) e/o per acquistare le prestazioni da assistente personale.
MONITORAGGIO, CONTROLLO E RENDICONTAZIONE La ASL monitora e controlla costantemente gli interventi e ne dà rendicontazione economica, quali-quantitativa e di appropriatezza alla Regione.
Un’attenzione particolare dovrà essere dedicata al coinvolgimento delle Associazioni delle persone con disabilità nel monitoraggio del buon esito delle misure adottate, anche in termini si soddisfazione della persona della sua famiglia.
B 2) MISURA A FAVORE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ GRAVE E PER ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI
Si concretizza in interventi di carattere sociale di sostegno e supporto alla persona e alla sua famiglia per garantire una piena possibilità di permanenza della persona non autosufficiente al proprio domicilio e nel suo contesto di vita. Le attività sono: di aiuto domestico finalizzati all’igiene e al comfort dell’ambiente, di socializzazione, di interventi complementari al Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD), di sostegno per periodi di sollievo dei famigliari che accudiscono le persone non autosufficienti. Questa linea di azione sarà attuata dai Comuni o dagli Ambiti Territoriali e fa parte del Progetto di Assistenza Individuale
RISORSE DESTINATE € 27.009.125: quota pari al 65% delle risorse FNA
DESTINATARI Persone in condizione di non autosufficienza o di disabilità grave
VALUTAZIONE DELLE PERSONE I Comuni possono avvalersi della valutazione multidimensionale effettuata dall’ASL territorialmente competente, utilizzando gli strumenti in uso per l’accesso all’Assistenza Domiciliare Integrata.
PROGETTO DI ASSISTENZA INDIVIDUALE Il PAI contiene:
-l’esito della valutazione della persona
-gli interventi da sostenere con la presente misura:
  • assistenza diretta alla persona: ad es. soddisfacimento dei bisogni primari; promozione e mantenimento del benessere psicofisico; aiuto nelle funzioni di deambulazione, utilizzo corretto dei presidi, mantenimento delle residue capacità psicofisiche e aiuto nell’espletamento delle funzioni fisiologiche;
  • interventi di aiuto domestico finalizzati all’igiene e al comfort dell’ambiente;
  • interventi complementari all’assistenza domiciliare
-le prestazioni assicurate dall’ADI:
  • infermieristiche/OSS. per ad es. prevenzione e trattamento delle piaghe da decubito, gestione del catetere vescicale, gestione delle stomie, gestione della nutrizione artificiale, delle medicazioni, ecc.
  • educative indirizzate alla persona e alla famiglia ad es. per aiuto e sostegno delle relazioni intra ed extra familiari, promozione risorse della famiglia e del contesto socio-relazionale, ecc.

-altre forme integrative per la risposta al bisogno, misure economiche di carattere assistenziale già erogate da Enti pubblici o privati
-la condizione socio economica della persona (ISEE)

Il PAI declina le prestazioni di assistenza date dal caregiver familiare e/o assistente personale e quelle da garantire attraverso altri servizi di assistenza domiciliare.

STRUMENTI
  • Buono sociale mensile, anche a diversa intensità, fino ad un importo massimo mensile di € 800, finalizzato a compensare le prestazioni di assistenza assicurate dal caregiver familiare (autosoddisfacimento) e/o per acquistare le prestazioni da assistente personale,
  • fornitura diretta di servizi da parte del Comune attraverso anche un potenziamento del SAD,
  • erogazione di Voucher per l’acquisto degli interventi da soggetti accreditati con il sistema sociosanitario o convenzionati/accreditati con il/i Comune/i
  • erogazione di contributi sociali per periodi di sollievo della famiglia di persona non autosufficiente, trascorsi presso Unità d’offerta residenziali o semiresidenziali socio sanitarie o sociali
  • erogazione del Buono sociale mensile fino ad un massimo di € 800 per sostenere progetti di vita indipendente di persone con disabilità fisico-motoria grave e gravissima, con capacità di esprimere la propria volontà, di età compresa tra i 18 e i 64 anni, che intendono realizzare il proprio progetto senza il supporto del caregiver familiare, ma con l’ausilio di un assistente personale, autonomamente scelto e da loro assunto direttamente.
MONITORAGGIO, CONTROLLO E RENDICONTAZIONE I Comuni/Ambiti Territoriali provvedono a monitorare costantemente gli interventi e a darne rendicontazione economica, quali-quantitativa e di appropriatezza all’ASL competente.
Le ASL trasmetteranno le rendicontazioni alla Regione.
Un’attenzione particolare dovrà essere dedicata al coinvolgimento delle Associazioni delle persone con disabilità nel monitoraggio del buon esito delle misure adottate, anche in termini si soddisfazione della persona della sua famiglia.

 

ALLEGATO C

TABELLA 1

RIPARTO ALLE A.S.L. DELLE RISORSE DEL FONDO NAZIONALE PER LE NON AUTOSUFFICIENZE ANNO 2013

N. ASL Riparto su persone in
carico
Riparto su popolazione
residente
TOTALE ASSEGNAZIONE

  A B C = A + B
301
BERGAMO 804 000,00 1 108 230,00
1 912 230,00
302
BRESCIA 924 000,00 1 163 970,00 2 087 970,00
303
COMO  600 000,00 600 127,00
1 200 127,00
304
CREMONA 300 000,00 366 747,00 666 747,00
305
LECCO 288 000,00 343 105,00 631 105,00
306
LODI 228 000,00
237 154,00
465 154,00
307
MANTOVA 468 000,00
419 030,00
887 030,00
308
MILANO  1 080 000,00 1 607 162,00
2 687 162,00
309
MILANO 1 852 000,00 948 073,00
1 800 073,00
310
MILANO 2 420 000,00 621 191,00
1 041 191,00
311
MONZA E BRIANZA  840 000,00
856 975,00
1 696 975,00
312
PAVIA 324 000,00
553 043,00
877 043,00
313
SONDRIO 180 000,00 184 751,00
364 751,00
314
VARESE 672 000,00 890 914,00 1 562 914,00
315 VALLECAMONICA-SEBINO  60 000,00 102 903,00
162 903,00
  TOTALE 8.040.000,00 10.003.375,00 18.043.375,00

 

ALLEGATO D

TABELLA 1

RIPARTIZIONE PER AMBITO DISTRETTUALE DELLE RISORSE DEL FONDO NAZIONALE PER LE NON AUTOSUFFICIENZE ANNO 2013

(OMISSIS)

 

TABELLA 2

ASSEGNAZIONE RISORSE DEL FONDO NAZIONALE PER LE NON AUTOSUFFICIENZE ANNO 2013

 RIEPILOGO PER A.S.L.

N. ASL Totale riparto
 AMBITI DISTRETTUALI
F.N.A. 2013
     
301 BERGAMO 2 751 201,00
302 BRESCIA 2 973 665,00
303 COMO 1 608 219,00
304 CREMONA 1 060 842,00
305 LECCO 919 380,00
306 LODI 612 639,00
307 MANTOVA 1 231 037,00
308 MILANO 4 898 269,00
309 MILANO 1 2 392 262,00
310 MILANO 2 1 463 696,00
311 MONZA E BRIANZA 2 206 820,00
312 PAVIA 1 669 846,00
313 SONDRIO 514 215,00
314 VARESE 2 432 933,00
315 VALLECAMONICA-SEBINO 274 101,00
  TOTALE

27.009.125,00

 

 

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