Programma operativo regionale in materia di gravi e gravissime disabilità di cui al fondo nazionale per le non autosufficienze anno 2013.

Con la DGR 740 del 27 settembre 2013, la Giunta Regionale inizia a dare concreta attuazione alle precedenti affermazioni programmatiche. 

Le modalità di utilizzo delle risorse provenienti dal Fondo per la Non Autosufficienza 2013 erano già state comunicate con la DGR 590 del 2 agosto 2013, la quale prevedeva in sintesi di:

  • destinare il 35% di questo fondo al sostegno alla disabilità gravissima ed il restante alla disabilità grave;
  • estendere la platea dei beneficiari dalle solo persone con SLA ed altre malattie del motoneurone, beneficiarie dei precedenti dispositivi, all’insieme di persone con disabilità gravissime;
  • ricomporre ed integrare le risorse previste per gli interventi sociali, sanitari e sociosanitari;
  • far precedere l’erogazione del contributo ad una valutazione multidimensionale del bisogno come premessa di un processo di presa in carico globale ed integrata da parte di Asl e Comuni ed alla stesura di piano di assistenza con forte connotazioni di personalizzazione.

La DGR 740 conferma quanto indicato nella precedente comunicazione disponendo innanzitutto la seguente divisione tra gli interventi:

  • B1 - per persone con disabilità gravissime - contributo mensile di 1000 € - gestione in capo all'Asl
  • B2 - per persone con disabilità gravi - contributo mensile di 800 € - gestitone in capo ai Comuni

La disabilità gravissima viene individuata nella dipendenza da un assistente per vedere assicurate le funzioni vitali, primarie e di relazione. I beneficiari dovranno avere meno di 65 anni, A queste persone, con queste caratteristiche indipendentemente dall’eziologia, viene garantito in forma universalistica una forma di sostegno significativa, pari a € 1.000 al mese.

La titolarità dell’intervento in questo caso sarà in capo all’Asl con una forte prescrizione di coinvolgimento dei Comuni. Un intervento che dovrà prevedere una fase di valutazione multidimensionale del bisogno, la stesura di un progetto di assistenza personalizzato che comprenda ed integri le risorse a disposizione della persona e ne veda un coinvolgimento diretto ed abbia connotati di forte flessibilità e personalizzazione.

Le risorse statali per questa area di intervento sono pari a € 14.543.375  a cui si aggiungono € 3.500.000 provenienti dal Fondo Sanitario Regionale.

La valutazione del bisogno viene affidata alle UVM (Unità di Valutazione Multidimensionale) già costituite in occasione degli interventi in favore delle persone con SLA ed altre malattie del motoneurone e composte da un medico, un infermiere ed un assistente sociale di provenienza comunale. Viene lasciato una certa discrezionalità sugli strumenti di valutazione pur indicando “negli strumenti di valutazione già in uso” una scelta preferenziale. Viene comunque previsto con precisione come la valutazione dovrà essere la sintesi della valutazione funzionale della persona e della valutazione sociale. 

Il progetto personalizzato potrà indicare e prevedere diverse possibilità di intervento da quelle sostenute direttamente dal buono di € 1000 (assistenza diretta, aiuto domestico) a quelle assicurate dall’ADI fino ad arrivare alle “altre forme integrative per la risposta al bisogno, misure economiche di carattere assistenziale già erogate da Enti pubblici e privati”.

Una parte significativa delle risorse del FNA sono destinate ad una platea potenzialmente molto più vasta di beneficiari, ovvero le persone con disabilità gravi senza vincoli di età. Lo schema di funzionamento di questa seconda misura ricalca quanto previsto per le persone con gravissime disabilità, con alcune significative differenze. La titolarità dell’intervento passa dall’Asl al Comune, il buono mensile sarà di € 800 mensili e potrà sostenere anche i costi connessi ai progetti di Vita indipendente ed in questo vi sarà la possibilità per la persona con disabilità gravissima, già “coperta” dalla prima misura,  di poter accedere anche a questa forma di sostegno.

La delibera è immediatamente operativa, non necessita di ulteriori atti regionali. Asl e Comuni devono quindi attrezzarsi per permettere alle persone di poter presentare le loro richieste.

 

 

A cura di Ledha  – Lega per i diritti delle persone con disabilità - Rappresentante Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (FISH) in Lombardia.