Lombardia – Contributi per l'abbattimento delle barriere architettoniche

La Regione Lombardia, con Legge Regionale n. 6 del 20 febbraio 1989, ha dettato norme operative e tecniche, per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche sia nel settore privato che nel settore pubblico; da quell'anno i nuovi edifici avrebbero dovuto rispettarle. Da allora furono assegnati fondi affinché potessero essere eliminate le barriere negli edifici già esistenti.

L'accesso a tali contributi era concesso solo se l'edificio era stato costruito prima dell'11 agosto 1989, primo giorno posteriore ai sei mesi dall'entrata in vigore delle legge.

Dal 2008, grazie all'art. 3 della Legge Regionale n. 5, viene regolamentata la possibilità di richiedere contributi anche su edifici costruiti dopo tale data, ma solo a condizione che ci sia il provvedimento di agibilità, relativamente alle sole opere di adattabilità.

Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale (art. 2, D.M. n. 236 del 14 giugno 1989).

 

Aventi diritto

Le persone disabili con menomazioni o limitazioni funzionali permanenti.

 

Per che cosa

Immobili privati già esistenti dove la persona disabile ha effettiva, stabile ed abituale dimora.

Il contributo può essere concesso per opere da realizzare su:

  • parti comuni di un edificio (es. ingresso di un condominio);
  • immobili o porzioni degli stessi in esclusiva proprietà o in godimento al disabile (es. all'interno di un appartamento).

 

Occorre presentare una sola domanda:

  • se l’intervento è uno solo (es. ascensore) anche in presenza di più disabili
  • anche se gli interventi previsti sono diversi quando sono volti a eliminare barriere che ostacolano la stessa funzione (ad esempio: portone di ingresso troppo stretto e scale, che impediscono l'accesso a soggetto non deambulante).

Occorre presentare una domanda diversa per ogni intervento:

  • Se le barriere ostacolano diverse funzioni (ad esempio: ascensore e bagno adattato).

Se le modifiche riguardano le parti comuni di un edificio residenziale privato con pluralità di proprietari (condominio) è necessario presentare una richiesta scritta allo stesso.

Le modifiche potranno essere adottate, secondo quanto prescrive l'art. 2 comma 1, dall'assemblea condominiale secondo le modalità previste nell'art. 1136, 2° e 3° comma, del codice civile.

Trascorsi tre mesi dalla richiesta, se il condominio non si esprime in merito, il disabile, può procedere autonomamente e a proprie spese con gli interventi sulle parti comuni o di uso comune dell'edificio, quali l'installazione di servoscala, o di altre strutture mobili e facilmente rimovibili, e la modifica dell'ampiezza delle porte di accesso.

Si può presentare domanda in qualsiasi giorno dell’anno al Comune in cui si trova l’immobile.

La richiesta di contributo può essere presentata anche nel caso il disabile sia affittuario dell’immobile.

La domanda va presentata dal diversamente abile, o chi ne esercita la tutela o potestà, corredata dalla firma del proprietario dell’immobile, se diverso dal richiedente.

Entro il 1° marzo di ogni anno i comuni raccolgono le domande pervenute, ne verificano la sussistenza e le trasmettono agli uffici della Regione per farle rientrare nella dotazione finanziaria dei contributi relativi a quel anno.

Il beneficiario del contributo sarà chi effettivamente sosterrà la spesa perciò non è detto che sia il disabile stesso. Ad esempio, nel caso di un condominio che installa l’ascensore, il contributo sarà suddiviso tra tutti i condòmini.

 

Cosa allegare alla domanda

  • L'istanza deve contenere la descrizione anche sommaria delle opere e della spesa prevista. Non è necessario un preventivo analitico né la provenienza dello stesso da parte di un tecnico o esperto, anche se per opere di una certa entità è consigliabile ricorre ad un progettista.
  • Il certificato medico, in carta semplice, può essere redatto e sottoscritto, da qualsiasi medico, e deve attestare l'handicap del richiedente, precisando da quali patologie dipende e quali obiettive difficoltà alla mobilità ne discendano, con specificazione, ove occorre, che l'handicap consiste in una menomazione o limitazione funzionale permanente.
  • Qualora il disabile sia riconosciuto invalido totale con difficoltà di deambulazione dalla competente ASL, ove voglia avvalersi della precedenza prevista nell'assegnazione dei contributi, deve allegare anche la relativa certificazione della ASL; si ritiene che possano essere accettati anche certificazioni di invalidità rilasciate da altre commissioni pubbliche (es. invalidità di guerra, servizio, lavoro ecc.).
  • L'autocertificazione deve specificare l'ubicazione dell'immobile dove risiede il richiedente e su cui si vuole intervenire, (via, numero civico ed eventualmente l'interno). Devono inoltre essere descritti succintamente gli ostacoli alla mobilità correlati all'esistenza di barriere o all'assenza di segnalazioni.

L'interessato deve dichiarare che gli interventi per cui si richiede il contributo non sono già stati realizzati o né sono in corso di esecuzione e precisare se per le medesime opere gli siano stati concessi altri contributi.

Nel caso in cui l’intervento riguardi parti comuni è necessario allegare copia del verbale dell’assemblea condominiale.

Dopo aver presentato la domanda è possibile realizzare le opere senza attendere la conclusione del procedimento amministrativo. L’aver presentato domanda non garantisce la concessione del contributo.

 

Il contributo sarà erogato:

  • in misura pari alla spesa effettivamente sostenuta per costi fino a € 2.582,28
  • aumentato del 25% della spesa effettivamente sostenuta per costi da € 2.582,28 a € 12.911,42
  • di un ulteriore 5% per costi da € 12.911,42 a € 51.645,69 (contributo massimo di € 7.101,28).

Importi aggiornati al 2010 (D.D.S. 15 dicembre 2009, n. 14032).

Le domande non soddisfatte nell'anno per insufficienza di fondi restano comunque valide per gli anni successivi, senza la necessità di una nuova verifica di ammissibilità: esse tuttavia perdono efficacia qualora vengano meno i presupposti del diritto al contributo (ad esempio: trasferimento dell'istante in altra dimora).

 

La Legge regionale 20 febbraio 1989, n. 6 prevede, inoltre,  l’erogazione di contributi anche a Comuni, ALER, Enti religiosi e ONLUS, per rendere accessibili e fruibili gli edifici e gli spazi di loro proprietà. In questi casi l’accesso ai contributi avviene attraverso il Bando FRISL pubblicato sul BURL e promosso sul sito della Regione Lombardia.

 

A cura di Ledha  – Lega per i diritti delle persone con disabilità - Rappresentante Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (FISH) in Lombardia.


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