Legge Regionale – Regione Sardegna 20 settembre 2006, n. 14

Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura”

(Pubblicata nel B.U. Sardegna 26 settembre 2006, n. 32)



 

Il Consiglio regionale ha approvato

Il Presidente della Regione

promulga la seguente legge:



TITOLO I

Norme generali

Art. 1 Finalità e oggetto.

1. La Regione autonoma della Sardegna persegue la tutela, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio-culturale materiale e immateriale della Sardegna quale fattore di crescita civile, sociale, economica e significativa componente della civiltà e dell'identità del popolo sardo, nonché della sua specialità nel contesto delle culture regionali del Mediterraneo ed europee.

2. La Regione, per le finalità di cui al comma 1, favorisce l'integrazione delle funzioni e dei compiti concernenti la tutela, la valorizzazione, la fruizione dei beni culturali e il coordinamento degli interventi anche in armonia con le politiche di governo del territorio, di tutela del paesaggio, dell'istruzione, della ricerca, del turismo e promuove l'organizzazione di un sistema regionale di istituti e luoghi della cultura, nonché la qualità dei relativi servizi e attività.

3. La Regione promuove e valorizza l'arte contemporanea sostenendo la ricerca e la sperimentazione artistica, nonché l'incremento del patrimonio pubblico d'arte contemporanea anche in applicazione della legge 29 luglio 1949, n. 717 (Norme per l'arte negli edifici pubblici).

4. La presente legge disciplina:

a) le attività di valorizzazione e di fruizione dei beni e degli istituti e luoghi della cultura, di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 101 del decreto legislativo 16 gennaio 2004, n. 42, non appartenenti allo Stato o dei quali sia stata trasferita la disponibilità, assicurando, nel rispetto dell'autonomia degli enti locali e dei compiti e delle funzioni ad essi conferiti ai sensi dell'articolo 77 della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9, condizioni omogenee di efficace gestione;

b) l'esercizio delle funzioni programmatorie e amministrative relative ai musei, compresi quelli dedicati ai temi dell'emigrazione, ai parchi archeologici, agli ecomusei, alle biblioteche e agli archivi storici di ente locale e di interesse locale.



Art. 2 Principi generali.

1. Gli interventi della Regione si ispirano ai principi di:

a) cooperazione, coordinamento e sviluppo delle progettualità comuni fra soggetti pubblici e privati;

b) valorizzazione del rapporto tra beni, istituti e luoghi della cultura e relativi contesti territoriali;

c) qualità dei progetti e delle azioni attuative;

d) sostegno all'attività di ricerca e riconoscimento dell'autonomia tecnico-scientifica degli istituti della cultura;

e) promozione di rapporti tra produzione e fruizione culturale, sviluppo del territorio e orientamento sociale ed economico all'innovazione e alla conoscenza.

(omissis)

 

Capo II - Sistema bibliotecario della Sardegna

 

Art. 15 - Biblioteche e archivi storici degli enti territoriali.

1. La biblioteca è una struttura informativa permanente, aperta al pubblico, che fornisce accesso alla conoscenza e all'informazione, accresce le proprie raccolte, le organizza e ne promuove lo sviluppo in funzione delle esigenze dei propri utenti e della crescita culturale e sociale della comunità di riferimento in una prospettiva multiculturale.

2. L'archivio storico è una struttura permanente preposta alla raccolta e alla conservazione della documentazione originale di interesse storico della comunità locale; a tal fine provvede alla sua adeguata valorizzazione e conservazione, all'ordinamento e all'inventariazione, ne promuove l'utilizzazione scientifica e l'uso pubblico nel rispetto dei principi di tutela della riservatezza previsti dalla legislazione vigente.

3. Ai fini della presente legge sono equiparati alle biblioteche gli archivi storici, le fototeche, le fonoteche, le videoteche, le mediateche e altri centri di documentazione e informazione comunque denominati, nonché le strutture rivolte a favorire l'accesso alla conoscenza e all'informazione, ove queste possano essere funzionalmente integrate nell'organizzazione del Sistema bibliotecario della Sardegna.

4. Le biblioteche hanno il compito di:

a) acquisire, aggiornare, revisionare, conservare, organizzare, mettere a disposizione informazioni e documenti su qualsiasi supporto e promuovere la lettura;

b) erogare servizi informativi e documentari, anche a sostegno della formazione continua dei cittadini;

c) organizzare i servizi e gli spazi in maniera funzionale e in relazione alle diverse fasce di utenti;

d) inventariare il materiale a qualsiasi titolo acquisito e catalogarlo secondo regole e standard nazionali e internazionali;

e) erogare servizi informativi e documentari rivolti a fasce di utenti svantaggiati, in particolare ipovedenti e non vedenti;

f) fornire assistenza agli utenti per la ricerca e l'acquisizione di informazioni e documenti;

g) promuovere e comunicare i servizi della biblioteca mediante apposita segnaletica e carte dei servizi;

h) curare il reperimento e l'organizzazione della documentazione locale al fine di valorizzare e far conoscere il patrimonio culturale della Sardegna a partire dalle proprie raccolte, anche in collaborazione con università, istituti e centri di ricerca;

i) operare in collegamento con altre biblioteche e istituti della cultura locali, nazionali e internazionali.

5. Le biblioteche assolvono ai propri compiti mediante personale professionalmente qualificato, si dotano di un proprio statuto o regolamento approvato dagli organi competenti e provvedono alla rilevazione, almeno annuale, dei dati sui propri servizi, attività e utenti.

6. I servizi delle biblioteche e degli archivi storici sono gratuiti; possono essere a carico degli utenti le spese sostenute per l'erogazione di particolari servizi, aggiuntivi a quelli di base, che per loro natura, funzionamento o tipo di fornitura, comportino costi supplementari anche connessi all'utilizzazione di tecnologie.

7. Le province depositano una copia delle pubblicazioni, da loro a vario titolo curate, nelle biblioteche di tutti i comuni del proprio territorio ed una copia presso la biblioteca regionale. I comuni depositano una copia delle pubblicazioni, da loro a vario titolo curate, nelle proprie biblioteche, una copia nella biblioteca del capoluogo di provincia ed una copia presso la biblioteca regionale.

 

(omissis)

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