Circolare Assessoriale - Assessore del lavoro, della previdenza sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione – Regione Sicilia 3 marzo 2003, n. 27

Applicazione in ambito regionale della legge n. 68/1999, adempimenti previsti dall'art. 1, comma 4, per le finalità dell'art. 2 della legge medesima, D.P.C.M. 13 gennaio 2000.”

(Pubblicata sulla Gazz. Uff. Reg. sic. 14 marzo 2003, n. 12)

 

Alle Aziende unità sanitarie locali della Sicilia

All'Ispettorato regionale della sanità

All'Ufficio regionale del lavoro

Agli UU.PP.L. della Sicilia

All'Ispettorato regionale del lavoro

Agli Ispettorati provinciali del lavoro

All'INAIL, sede regionale di Palermo

e, p.c.

Alle Associazioni di categoria dei disabili della Sicilia

Alle Organizzazioni sindacali della Sicilia

All'Assessore regionale per la sanità

Al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, direzione per l'impiego, divisione III

 

Com'è noto, con l'entrata in vigore della legge n. 68/1999, recante "Norme per il diritto al lavoro dei disabili", sono state apportate, fra l'altro, sostanziali modifiche in ordine all'apprestamento di strumenti tecnici che consentono di valutare adeguatamente le persone con disabilità, nelle loro capacità lavorative residue e di inserirle nel posto di lavoro più congeniale, concretizzando in tal modo il cosiddetto "collocamento mirato", di cui all'art. 2 della medesima legge.

 

Uno di questi strumenti tecnici, di fondamentale importanza ai fini predetti, è costituito dall'accertamento delle condizioni di disabilità di cui all'art. 1, comma 4, della legge n. 68/1999, in mancanza del quale, il disabile non ha alcun diritto di accesso al sistema per l'inserimento, nel mondo del lavoro, riservato alla propria categoria.

 

La norma precitata onera di tale adempimento le commissioni di cui all'art. 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, che operano, secondo il disposto medesimo, in seno alle Unità sanitarie locali, secondo le indicazioni operative e le modalità dettate dal D.P.C.M. 13 gennaio 2000, concernente "Atto di indirizzo e coordinamento in materia di collocamento obbligatorio dei disabili a norma dell'art. 1, comma 4, della legge n. 68/1999".

 

Ai fini esemplificativi si evidenzia che i compiti assegnati ai predetti organismi riguardano:

- l'acquisizione di notizie utili per individuare la posizione del disabile nel suo ambiente, la situazione familiare, scolare e lavorativa;

- la formulazione della diagnosi funzionale della persona disabile e la compilazione dell'apposita scheda (allegata al D.P.C.M. 13 gennaio 2000) e definizione delle capacità globali della persona disabile;

- la relazione conclusiva, contenente suggerimenti sulle forme di sostegno e sugli strumenti tecnici necessari per l'inserimento lavorativo della persona disabile.

Espletati i superiori compiti, le commissioni, tramite gli uffici delle Aziende sanitarie locali, trasmettono agli uffici provinciali del lavoro, le risultanze delle visite effettuate, delle quali si avvarranno, in attesa dell'istituzione dei comitati tecnici previsti dal decreto legislativo n. 469/1997, i comitati provinciali per il sostegno dei disabili, operanti in seno ai predetti uffici.

Questi ultimi comitati, acquisite le schede di ogni singolo disabile, che intenda accedere al sistema del collocamento mirato, valuteranno le residue capacità lavorative di ciascuno di essi; definiranno gli strumenti e le prestazioni atte al loro inserimento lavorativo; predisporranno controlli periodici sulla permanenza delle loro condizioni di disabilità; analizzeranno i posti da assegnare ai lavoratori disabili, espletando un'azione volta a favorire l'incontro domanda-offerta di lavoro; espleteranno altre attività meglio specificate dalla Circ.Ass. n. 4/2001.

Alla luce di quanto sopra esposto emerge chiaramente che il sistema del collocamento mirato si realizza, tecnicamente, attraverso le azioni combinate delle commissioni mediche e dei comitati provinciali per il sostegno lavorativo dei disabili.

Orbene essendo già stati costituiti, ai sensi dell'art. 26 della legge regionale n. 24/2000, ed integrati ai sensi dell'art. 10 della legge regionale n. 9/2002, tutti i comitati provinciali di sostegno, è necessario che anche le commissioni mediche, ex legge n. 104/1992, collaborino fattivamente per l'applicazione della legge.

Pertanto, stante che si ha notizia che soltanto in alcune province, l'attività delle stesse risulta iniziata, è necessario che gli organi individuati dalla legge (Aziende sanitarie locali) si adoperino per costituire, o far si che diventino operative, le commissioni in parola, significando che l'inattività delle stesse preclude la possibilità di inserimento lavorativo, sia dei soggetti che intendano iscriversi al collocamento dei disabili per la prima volta, sia dei soggetti che, pur iscritti ai sensi della legge n. 482/1968 o della legge n. 68/1999, stanno per essere avviati con riserva di essere sottoposti a visita, prima di prendere servizio.

Per evitare che le commissioni mediche, ex legge n. 104/1992, vengano onerate di migliaia di accertamenti, si ritiene conveniente che siano sottoposti a visita soltanto coloro che, già iscritti al collocamento disabili, in quanto in possesso di certificazione rilasciata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile (decreto legislativo n. 509/1988), debbono essere avviati. Ciò comporterebbe uno snellimento delle attività delle commissioni ex legge n. 104/1992, che si tradurrebbe sicuramente in una economia di tempi di attesa per i soggetti avviandi.

A partire dalla data di pubblicazione della presente circolare, gli uffici provinciali del lavoro, per dare piena attuazione al disposto degli artt. 1, comma 4 e 8, comma 1, della legge n. 68/1999, iscriveranno negli appositi elenchi, esclusivamente, le persone disoccupate che, in possesso della documentazione relativa all'accertamento delle condizioni di disabilità rilasciato dalle competenti commissioni di cui all'art. 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, aspirino ad un'occupazione.

Restano salvi gli avviamenti effettuati dagli uffici provinciali del lavoro in sede di prima applicazione della legge, non potendosi vanificare le legittime aspettative dei lavoratori della categoria già avviati fino alla data di pubblicazione della presente circolare.

Si evidenzia che, per l'esame dei non vedenti e dei sordomuti, le commissioni ex legge n. 104/1992 dovranno essere integrate da uno specialista in materia, mentre per i soggetti invalidi di guerra o per servizio, detto esame continuerà ad essere effettuato secondo quanto stabilito dall'art. 1, comma 6, della legge n. 68/1999.

Infine, si ricorda che i compiti assegnati alle commissioni di cui alla legge n. 104/1992, nel caso di invalidi del lavoro, saranno svolti, secondo il disposto della circolare ministeriale n. 66/2001, dall'INAIL, di certo in possesso di idonei strumenti tecnici adatti allo scopo.

L'Assessore regionale per la sanità, cui la presente è diretta per conoscenza, vorrà valutare l'adozione di ogni utile intervento, al fine di rendere operativa la norma in parola, anche per le connesse refluenze sotto il profilo economico e sociale per gli stessi disabili.

La presente sostituisce integralmente la precedente Circ.Ass. 30 gennaio 2003, n. 129.

 

Circolare Assessoriale - Assessore regionale del lavoro, della previdenza sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione – Regione Sicilia 3 marzo 2003, n. 27

Applicazione in ambito regionale della legge n. 68/1999, adempimenti previsti dall'art. 1, comma 4, per le finalità dell'art. 2 della legge medesima, D.P.C.M. 13 gennaio 2000.”

(Pubblicata sulla Gazz. Uff. Reg. sic. 14 marzo 2003, n. 12)

 

Alle Aziende unità sanitarie locali della Sicilia

All'Ispettorato regionale della sanità

All'Ufficio regionale del lavoro

Agli UU.PP.L. della Sicilia

All'Ispettorato regionale del lavoro

Agli Ispettorati provinciali del lavoro

All'INAIL, sede regionale di Palermo

e, p.c.

Alle Associazioni di categoria dei disabili della Sicilia

Alle Organizzazioni sindacali della Sicilia

All'Assessore regionale per la sanità

Al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, direzione per l'impiego, divisione III

 

Com'è noto, con l'entrata in vigore della legge n. 68/1999, recante "Norme per il diritto al lavoro dei disabili", sono state apportate, fra l'altro, sostanziali modifiche in ordine all'apprestamento di strumenti tecnici che consentono di valutare adeguatamente le persone con disabilità, nelle loro capacità lavorative residue e di inserirle nel posto di lavoro più congeniale, concretizzando in tal modo il cosiddetto "collocamento mirato", di cui all'art. 2 della medesima legge.

 

Uno di questi strumenti tecnici, di fondamentale importanza ai fini predetti, è costituito dall'accertamento delle condizioni di disabilità di cui all'art. 1, comma 4, della legge n. 68/1999, in mancanza del quale, il disabile non ha alcun diritto di accesso al sistema per l'inserimento, nel mondo del lavoro, riservato alla propria categoria.

 

La norma precitata onera di tale adempimento le commissioni di cui all'art. 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, che operano, secondo il disposto medesimo, in seno alle Unità sanitarie locali, secondo le indicazioni operative e le modalità dettate dal D.P.C.M. 13 gennaio 2000, concernente "Atto di indirizzo e coordinamento in materia di collocamento obbligatorio dei disabili a norma dell'art. 1, comma 4, della legge n. 68/1999".

 

Ai fini esemplificativi si evidenzia che i compiti assegnati ai predetti organismi riguardano:

 

- l'acquisizione di notizie utili per individuare la posizione del disabile nel suo ambiente, la situazione familiare, scolare e lavorativa;

 

- la formulazione della diagnosi funzionale della persona disabile e la compilazione dell'apposita scheda (allegata al D.P.C.M. 13 gennaio 2000) e definizione delle capacità globali della persona disabile;

 

- la relazione conclusiva, contenente suggerimenti sulle forme di sostegno e sugli strumenti tecnici necessari per l'inserimento lavorativo della persona disabile.

 

Espletati i superiori compiti, le commissioni, tramite gli uffici delle Aziende sanitarie locali, trasmettono agli uffici provinciali del lavoro, le risultanze delle visite effettuate, delle quali si avvarranno, in attesa dell'istituzione dei comitati tecnici previsti dal decreto legislativo n. 469/1997, i comitati provinciali per il sostegno dei disabili, operanti in seno ai predetti uffici.

 

Questi ultimi comitati, acquisite le schede di ogni singolo disabile, che intenda accedere al sistema del collocamento mirato, valuteranno le residue capacità lavorative di ciascuno di essi; definiranno gli strumenti e le prestazioni atte al loro inserimento lavorativo; predisporranno controlli periodici sulla permanenza delle loro condizioni di disabilità; analizzeranno i posti da assegnare ai lavoratori disabili, espletando un'azione volta a favorire l'incontro domanda-offerta di lavoro; espleteranno altre attività meglio specificate dalla Circ.Ass. n. 4/2001.

 

Alla luce di quanto sopra esposto emerge chiaramente che il sistema del collocamento mirato si realizza, tecnicamente, attraverso le azioni combinate delle commissioni mediche e dei comitati provinciali per il sostegno lavorativo dei disabili.

 

Orbene essendo già stati costituiti, ai sensi dell'art. 26 della legge regionale n. 24/2000, ed integrati ai sensi dell'art. 10 della legge regionale n. 9/2002, tutti i comitati provinciali di sostegno, è necessario che anche le commissioni mediche, ex legge n. 104/1992, collaborino fattivamente per l'applicazione della legge.

 

Pertanto, stante che si ha notizia che soltanto in alcune province, l'attività delle stesse risulta iniziata, è necessario che gli organi individuati dalla legge (Aziende sanitarie locali) si adoperino per costituire, o far si che diventino operative, le commissioni in parola, significando che l'inattività delle stesse preclude la possibilità di inserimento lavorativo, sia dei soggetti che intendano iscriversi al collocamento dei disabili per la prima volta, sia dei soggetti che, pur iscritti ai sensi della legge n. 482/1968 o della legge n. 68/1999, stanno per essere avviati con riserva di essere sottoposti a visita, prima di prendere servizio.

 

Per evitare che le commissioni mediche, ex legge n. 104/1992, vengano onerate di migliaia di accertamenti, si ritiene conveniente che siano sottoposti a visita soltanto coloro che, già iscritti al collocamento disabili, in quanto in possesso di certificazione rilasciata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile (decreto legislativo n. 509/1988), debbono essere avviati. Ciò comporterebbe uno snellimento delle attività delle commissioni ex legge n. 104/1992, che si tradurrebbe sicuramente in una economia di tempi di attesa per i soggetti avviandi.

 

A partire dalla data di pubblicazione della presente circolare, gli uffici provinciali del lavoro, per dare piena attuazione al disposto degli artt. 1, comma 4 e 8, comma 1, della legge n. 68/1999, iscriveranno negli appositi elenchi, esclusivamente, le persone disoccupate che, in possesso della documentazione relativa all'accertamento delle condizioni di disabilità rilasciato dalle competenti commissioni di cui all'art. 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, aspirino ad un'occupazione.

 

Restano salvi gli avviamenti effettuati dagli uffici provinciali del lavoro in sede di prima applicazione della legge, non potendosi vanificare le legittime aspettative dei lavoratori della categoria già avviati fino alla data di pubblicazione della presente circolare.

 

Si evidenzia che, per l'esame dei non vedenti e dei sordomuti, le commissioni ex legge n. 104/1992 dovranno essere integrate da uno specialista in materia, mentre per i soggetti invalidi di guerra o per servizio, detto esame continuerà ad essere effettuato secondo quanto stabilito dall'art. 1, comma 6, della legge n. 68/1999.

 

Infine, si ricorda che i compiti assegnati alle commissioni di cui alla legge n. 104/1992, nel caso di invalidi del lavoro, saranno svolti, secondo il disposto della circolare ministeriale n. 66/2001, dall'INAIL, di certo in possesso di idonei strumenti tecnici adatti allo scopo.

L'Assessore regionale per la sanità, cui la presente è diretta per conoscenza, vorrà valutare l'adozione di ogni utile intervento, al fine di rendere operativa la norma in parola, anche per le connesse refluenze sotto il profilo economico e sociale per gli stessi disabili.

La presente sostituisce integralmente la precedente Circ.Ass. 30 gennaio 2003, n. 129.

Il trasporto aereo e le persone con disabilità - Formazione obbligatoria operatori aeroportuali - Corsi di base ed aggiornamento su indicazioni ENAC - E.Net - FISH
2009 - 2017   HandyLex.org - Tutti i diritti riservati - Riproduzione vietata senza preventiva autorizzazione