Circolare Assessoriale - Assessore regionale degli enti locali – Regione Sicilia 13 novembre 2002, n. 16

Assistenza igienico-personale agli alunni portatori di handicap. Direttive ”

(Pubblicata sulla Gazz. Uff. Reg. sic. 29 novembre 2002, n. 54)

 

Nota: Vedi, anche, la Circolare Assessoriale 7 novembre 2003, n. 15.

 

Ai comuni della Sicilia

e, p.c. Alle province regionali

Agli uffici scolastici regionali

Alla Presidenza della Regione siciliana

Agli uffici territoriali di Governo della Sicilia

 

Numerosi comuni dell'Isola hanno posto espresso quesito sulla legittimità del prosieguo nel corrente anno scolastico 2002/2003 del servizio di assistenza igienico-personale a favore degli alunni portatori di handicap con onere a carico del proprio bilancio in relazione all'entrata in vigore "a regime" del contratto collettivo nazionale del lavoro del comparto scuola 1998/2001 che ne attribuisce le mansioni ai collaboratori scolastici quali funzioni aggiuntive (tabella D, allegato 6, p. 4, lettera B) da remunerare con risorse contrattuali previa acquisizione di specifica formazione. Ciò nel dichiarato intento di pervenire nell'ambito dell'autonomia scolastica alla piena valorizzazione di tutte le risorse umane disponibili per una reale partecipazione al progetto educativo degli alunni handicappati (PEI), in collaborazione con gli insegnanti e le famiglie (cfr. Circ. min. Università e ricerca n. 3390 - 30 novembre 2000).

In merito è necessario ricordare che in attuazione dei principi costituzionali di tutela e promozione dei soggetti portatori di "H" (artt. 2, 3 e 38) il legislatore regionale fin dall'inizio degli anni '80 e segnatamente con legge regionale 18 aprile 1981, n. 68 ed a seguire con legge regionale 28 marzo 1986, n. 16 ha attribuito ai comuni compiti di programmazione, organizzazione e gestione dei servizi di integrazione personale, familiare, scolastica e sociale, anche con l'impiego degli organismi sociali non profit, ad integrazione dei servizi di cura e di riabilitazione approntanti dai servizi sanitari.

In tale contesto l'art. 10 della legge regionale n. 68/1981 fa espresso carico ai comuni, singoli o associati di promuovere l'inserimento degli alunni con handicap nelle istituzioni educative e scolastiche, anche mediante l'assegnazione di personale "dotato di specifica preparazione" addetto all'assistenza igienico-personale in aiuto a soggetti non autosufficienti sul piano motorio od insufficienti mentali che non hanno il controllo degli sfinteri nella misura di una unità ogni 4/5 soggetti.

Previsione che ha trovato conferma nella legge quadro 5 agosto 1992, n. 104 recante disposizioni per l'assistenza ed integrazione delle persone handicappate, laddove si sancisce in modo inequivocabile che la frequenza delle scuole di ogni ordine e grado non può in alcun modo essere impedita da difficoltà di apprendimento o da disabilità connessa all'handicap (assistenza di base e specialistica).

In ossequio a tali disposizioni, i comuni dell'Isola nel corso di questi anni a valere sui trasferimenti regionali hanno affidato la superiore assistenza con procedure di pubblica evidenza ad organismi del terzo settore a valorizzarne il ruolo ed a sostegno della qualità delle prestazioni di natura relazionale, con piena e diffusa partecipazione delle stesse famiglie nella valutazione delle prestazioni e del grado di accettazione da parte degli alunni.

In relazione al recente trasferimento del personale A.T.A. dal comparto delle autonomie locali al comparto della scuola (legge n. 124/1999), l'accordo del secondo biennio economico 15 febbraio 2001 del contratto collettivo nazionale del lavoro ha assegnato ai collaboratori scolastici l'ausilio di base agli alunni portatori di handicap per l'accesso alle strutture scolastiche, con lo spostamento all'interno, e mansioni aggiuntive dirette alla cura della persona nell'uso di servizi igienici e nell'igiene personale nelle scuole di ogni ordine e grado sulla base delle domande presentate con erogazione di specifici compensi (intesa ministeriale OO.SS. 9 novembre 2001).

A queste ultime funzioni, ricorda la citata circolare ministeriale, dovranno accedere i collaboratori scolastici (ex bidelli) a conclusione di appositi corsi di formazione (art. 46 contratto collettivo nazionale del lavoro n. 98/01) attivati a livello provinciale nella previsione di fornire annualmente almeno una unità di personale con detta qualificazione per ogni istituzione scolastica.

Ne consegue l'obbligo per le medesime istituzioni scolastiche, nell'ambito degli autonomi compiti di valorizzazione delle risorse umane, di redigere piani di offerta formativa (D.P.R. n. 275/1999) in relazione alle diversificate esigenze dei singoli alunni disabili attingendo ad apposite risorse destinate agli uffici scolastici regionali ai sensi della legge n. 440/1997, pervenendo, così, in tempi ragionevoli alla dotazione di ogni scuola del personale necessario (collaboratori scolastici con funzioni specialistiche).

In tale contesto appaiono giustificati i numerosi solleciti dei dirigenti scolastici indirizzati ai comuni di riferimento richiedenti il prosieguo dell'assistenza igienico-personale ed il collegato allarme delle famiglie, per l'attuale assenza nella generalità delle istituzioni scolastiche del personale qualificato, nelle more e sino alle definizione degli avviati percorsi formativi, al fine di non pregiudicare i raggiunti livelli di integrazione degli alunni disabili a fronte di diritti soggettivi perfetti, di rilievo costituzionale, esigibili da parte degli alunni e dalle famiglie a carico della pubblica amministrazione che l'intero quadro normativo come ricordato, ha individuato negli enti locali.

Da ciò l'obbligo per i comuni di pervenire al superiore adempimento previa verifica dell'assenza, in tutto od in parte, nelle singole istituzioni scolastiche del personale qualificato, in rapporto al numero di disabili presenti, con formale interpello degli stessi responsabili scolastici perché ne rilascino formale attestazione e si impegnino all'attivazione delle procedure formative, assicurando comunque il prosieguo del servizio sino alla conclusione del corrente anno scolastico, agevolando, ove possibile, anche nel corso dello stesso il cambio degli operatori senza traumi o rifiuto degli alunni.

In conclusione, l'esigibilità del diritto all'assistenza riconosciuto agli alunni disabili all'interno delle strutture scolastiche, quale condizione essenziale per l'apprendimento e la formulazione del piano educativo individuale a rafforzamento delle capacità possedute non consente alcuna interruzione nelle richieste prestazioni di aiuto personale con obbligo per i comuni di assicurarne l'erogazione.

Ciò, tuttavia, non solleva le autorità scolastiche, ove non rimosse in tempi brevi, da responsabilità anche di natura erariale per i ritardi accumulati nei superiori adempimenti, rimanendo ineludibile per le medesime autorità l'obbligo di adoperarsi per la formazione specifica di tutto il personale che opera nella scuola in relazione ai bisogni degli alunni e delle famiglie, fermo restando che in futuro il collaboratore scolastico, come detto, dovrà collocarsi all'interno dell'intero processo formativo ad integrazione dell'attività didattica ed educativa.

Il presente atto verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.

Si chiede puntuale attuazione.

 

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