Circolare regionale - Regione Veneto - 18 marzo 1992, n. 7

"LR n. 28/1991. Ulteriori indicazioni circa l'applicazione del Regolamento n. 9/91."


(Ai Signori Sindaci del Comune del Veneto, agli Amministratori Straordinari delle UU.LL.SS. del Veneto, ai Patronati sociali, ai Sigg.ri medici convenzionati per la Medicina di base delle UU.LL.SS.)

Gli incontri effettuati a livello provinciale e i primi contratti diretti avuti con amministratori e con operatori socio-sanitari coinvolti nell'applicazione della L.R. 28/1991, hanno consentito di raccogliere osservazioni e suggerimenti utili per un corretto avvio dell'iniziativa promossa dalla Regione del Veneto. Con la presente lettera circolare si danno ulteriori indicazioni e si cerca di chiarire dubbi o di coprire lacune che sono state evidenziate.

1. Prima di iniziare l'illustrazione delle precisazioni e delle nuove disposizioni, si sottolinea che tutto quanto viene deciso e promosso vuole essere in coerenza con lo spirito e con il contenuto della L.R. 28/1991; ciò soprattutto in riferimento al fatto che detta Legge:

- riconoscere e sottolinea un ruolo fondamentale dell' Ente locale

- non è fatta per elargire denaro, ma più precisamente per stimolare lo sviluppo delle reti e delle relazioni di aiuto, così che alla persona in perdita di autonomia siano assicurate le prestazioni di cui neccessita

- raggiunge i suoi obiettivi passando attraverso una prima sperimentazione che potrà essere efficace in quanto tutti i soggetti coinvolti faranno uno sforzo per seguire le indicazioni regolamentari e per suggerire dei miglioramenti.

2. In tal senso si conferma che a fine 1992 verrà effettuata una verifica della applicazione della L.R. 28/1991, una verifica basata sulla raccolta di vari dati e che potrà dar luogo, come previsto dal Regolamento n. 9/1991, al cambiamento di vari parametri e meccanismi utilizzati nell'applicazione della Legge.

3. Oltre a tale verifica finale si prevede una verifica intermedia realizzata attraverso incontri decentrati, durante i quali sarà possibile ad amministratori e ad operatori sociali e sanitari di evidenziare i problemi sorti nell'applicazione della legge. Si prevede che tali incontri siano accompagnati da altre iniziative, finalizzate soprattutto al perfezionamento degli strumenti di rilevazione/valutazione. Tali iniziative prevederanno un ruolo attivo e propositivo da parte di tutti coloro che desiderano collaborare all'introduzione di strumenti sistematici e standardizzati nella gestione dei servizi sociali territoriali. Tali attività verranno opportunamente preannunciate.

In ogni caso il problema della corretta e tempestiva informazione e sugli strumenti connessi con la L.R. 28/1991 riveste un ruolo di estrema importanza, soprattutto nella fase di avvio dell'applicazione della legge. In questo senso si sottolinea che la presente lettera circolare viene inviata anche ai medici convenzionati per la medicina di base del servizio sanitario della Regione del Veneto, cercando in questo modo di supplire alla scarsità di informazioni finora fatte pervenire agli stessi medici. I medici sono chiamati a svolgere un ruolo di collaborazione col servizio sociale, all'interno di un coordinamento che deve vedere l'ULSS come soggetto attivo e attivante, sia per fornire informazioni sia per compilare e sottoscrivere una parte della scheda di rilevazione. Per svolgere bene questo ruolo - che può contribuire alla rivalutazione della figura del medico - il medico deve avere le istituzioni che sono state predisposte, cosi da poter cogliere il senso dell'iniziativa regionale e soprattutto le caratteristiche specifiche degli strumenti di rilevazione/valutazione che vengono utilizzati. A questo proposito si preannunciano altre comunicazioni per i medici, in riferimento anche agli accordi intervenuti tra Dipartimento della Sanità e rappresentanze sindacali di categoria.

4. Sotto il profilo organizzativo si conferma l'attivazione presso il Dipartimento per i Servizi Sociali di una Segreteria dedicata all'applicazione della L.R. 28/1991. Tale Segreteria, a partire dal 16.03.92, oltre ad effettuare tutte le attività connesse con la gestione dei dati trasmessi dai Comuni, è a disposizione per inviare i materiali richiesti (scheda, istruzioni, floppy disk per installazione programmi) e per raccogliere segnalazioni e problemi. Il recapito della Segreteria è il seguente:

Regione del Veneto

Segreteria L.R. 28/1991

Dipartimento per i Servizi Sociali

Corte Lucatello - San Marco 3488

30124 VENEZIA

tel. 041/793113

Il Lunedì è normalmente presente e a disposizione il Coordinatore della Segreteria (tel. 041/520.83.51), con il quale è possibile affrontare eventuali problemi organizzativi, problemi relativi agli strumenti di rilevazione, questioni sulla gestione complessiva degli interventi. Il Coordinatore ha pure il compito di raccogliere indicazioni e suggerimenti utili per predisporre, in spirito di collaborazione, le verifiche intermedie e finali.

5. Il principale e più urgente problema che è stato sollevato negli incontri a livello provinciale riguarda la scarsità di risorse umane - assistenti sociali - soprattutto per la fase di avvio della rilevazione. A tal proposito la Regione, al fine di consentire un adeguato avvio delle varie attività e però, contemporaneamente, sollecitando gli Enti locali a valutare le proprie scelte di politica sociale e gli investimenti per le risorse umane necessarie in questo settore, mette a disposizione delle risorse economiche nei termini seguenti.

Poiché la fase di avvio dell'applicazione della L.R. 28/1991 costituisce una situazione eccezionale, si danno delle disposizioni che consentono delle parziali deroghe alle norme da seguire nella fase a regime. In tal senso si invitano le ULSS a farsi parte attiva per elaborare un piano di reperimento di risorse umane da utilizzare nella fase di avvio della rilevazione.

Tale piano dovrà essere elaborato secondo questi criteri:

- un rilevatore ogni 15.000 abitanti

- con questi rilevatori i Comuni (o le ULSS) stabiliscono un rapporto professionale a tempo determinato (tre mesi), effettuato direttamente o attraverso cooperative, con lo scopo preciso e delimitato di effettuare le rilevazioni iniziali

- il rapporto professionale va approvato con delibera di giunta immediatamente esecutiva

- a tali rilevatori va corrisposto un compenso massimo lordo di £ 3.000.000, per una attività che si configura come una prestazione professionale da svolgersi seguendo le istituzioni per la rilevazione e rispettando i tempi di cui si parlerà al successivo punto 7

- per svolgere questa attività vanno reclutati prioritariamente assistenti sociali: in carenza di queste figure professionali si può far ricorso ad allievi delle scuole di servizio sociale (dell'ultimo anno di corso), a laureati o laureandi in psicologia, pedagogia, sociologia, a diplomati (o diplomandi dell'ultimo anno di corso) delle scuole di educatori-animatori

- in alternativa a questa forma di aiuto, si può fare ricorso, nel rispetto dei contratti di lavoro vigenti, a lavoro straordinario da parte di assistenti sociali (o figure analoghe: vedi successivo punto 6) già alle dipendenze di Comuni o Ulss, da compensare secondo il livello di inquadramento retributivo; in ogni caso le ore di straordinario effettuate vanno detratte dalla quantificazione del fabbisogno di rilevatori già indicata (1 rilevatore ogni 15000 abitanti), tenendo conto che tale quantificazione, tradotta in monte ore, viene fatta pari a 150 ore (Un esempio per chiarire questo aspetto: se in una zona di 45000 abitanti occorrono 3 rilevatori e però 2 assistenti sociali decidono di effettuare entro i tre mesi di avvio 30 ore di straordinari per la rilevazione finalizzata alla L.R. 28/1991, alla fine si potranno rendicontare:

30 ore di straordinari, da compensare secondo contratto + (150 x 3) - 30 ore =420 ore, quindi 8.400.000)

- il piano da presentare in Regione, e che dalla Regione deve essere autorizzato per iscrittto prima di essere oggetto di deliberazioni, è bene venga redatto a livello di ULSS e deve contenere una chiara indicazione sul modo in cui si distribuisce il lavoro, così da coprire tutte le zone, tenendo conto naturalmente anche degli assistenti sociali attualmente in servizio (sia presso i Comuni sia presso le ULSS)

- le spese sostenute dagli Enti locali per pagare il personale a rapporto professionale o per pagare gli straordinari vanno rendicontate in modo dettagliato, vanno certificate dal Sindaco (o da un suo delegato) e costituiranno oggetto di rimborso da parte della Regione entro i limiti sopra indicati.

In tutto ciò è indispensabile che venga effettuato il massimo sforzo per operare con sollecitudine, in modo che in tempi brevi vengano costituiti gli archivi con i dati dei soggetti da seguire e in modo che si possano iniziare anche gli aggiornamenti degli archivi.

6. Quanto detto richiama la richiesta presentata da alcune Amministrazioni locali, se cioè soltanto l'assistente sociale possa effettuare la rilevazione così come predisposta nell' apposita scheda. Dopo una attenta considerazione del problema, si danno le seguenti indicazioni. In via normale, la professionalità richiesta per gestire la scheda di rilevazione è quella propria degli assistenti sociali, che sono chiamati a seguire le istruzioni date in proposito. Eventuali eccezioni - per operatori sociali con titolo di studio diverso o per operatori di fatto già inseriti con ruoli di responsabilità nel sistema locale di valutazione del bisogno sociale e di organizzazione dei servizi socio assistenziali - potranno essere concordate con il Dipartimento per i Servizi Sociali e saranno valide solo dopo l'autorizzazione scritta rilasciata dallo stesso Dipartimento. A tal proposito si richiama la responsabilità del Sindaco (o del suo delegato) nella gestione complessiva della scheda, anche secondo quanto in seguito verrà precisato in questa lettera circolare.

7. Relativamente al problema della decorrenza dei termini per la erogazione dei benefici previsti nella L.R. 28/1991, dopo aver raccolto varie osservazioni e dopo aver analizzato la Legge stessa ed il suo Regolamento attuativo, si danno le seguenti indicazioni:

- è necessario riportare sulla scheda di rilevazione anche la data di presentazione della domanda: questa data va scritta nello spazio sopra la data di rilevazione

- nella fase a regime va registrata la data in cui al servizio sociale giunge la segnalazione (la domanda) del cittadino (o di chi lo rappresenta); dopo la segnalazione il servizio sociale entro 30 giorni deve completare la raccolta delle informazioni e deve indicare la data in cui di fatto avviene la rilevazione; senza di ciò c'è il rischio di falsare lo spirito della Legge e di appesantire un meccanismo che vuole invece essere snello, flessibile e tempestivo; il medesimo dispositivo vale per la richiesta/esecuzione delle rilevazione di aggiornamento;

- nella fase di avvio: per le domande già presentate presso i servizi sociali territoriali o comunque presso le Amministrazioni comunali prima del 31.03.1992, la data di rilevazione da indicare nella scheda (che sarà quindi la data di decorrenza del beneficio) è 01.03.92. Per le domande presentate successivamente al 31.03.92 vale quanto detto per la fase a regime.

8. Un altro aspetto su cui sono stati fatti presenti vari problemi riguarda il limite inferiore di età che era stato ipotizzato negli incontri effettuati a livello provinciale. In considerazione di tali osservazioni, e considerando però anche lo spirito della L.R. 28/1991, si comunica ora che il limite di età per la erogazione del contributo viene indicato a 12 anni, per cui vengono esclusi dal beneficio regionale i soggetti che alla data di presentazione della domanda hanno meno di 12 anni.

9. Per impostare in modo corretto il problema delle firme e delle certificazioni che devono figurare nella scheda di rilevazione, è anzitutto necessario precisare il carattere diverso delle firme degli operatori sociali e sanitari coinvolti e della firma del Sindaco (o del suo delegato). Le prime due firme hanno una valenza legata al tipo di compito cui sono chiamati gli operatori: usare determinati strumenti e criteri di rilevazione/valutazione. Le firme stanno dunque ad indicare semplicemente le persone che hanno usato lo strumento e la responsabilità che deriva da tale firma non riguarda alcun aspetto penale; si tratta invece di una dichiarazione circa l'attenzione e la diligenza applicate nell'usare lo strumento, ossia nell'osservare determinate situazioni personali e assistenziali e nel richiedere alle persone le informazioni. i dati necessari.

La firma del Sindaco (o della persona da lui delegata a ciò) costituisce una certificazione, vale a dire una conferma e una assunzione di responsabilità per i dati che sono invitati in Regione. Ciò presuppone un buon rapporto tra i rilevatori e il Sindaco, nel senso che questi garantisce che essi hanno operato con attenzione e nel rispetto delle indicazioni metodologiche ed operative predisposte a seguito della L.R. 28/1991 e del connesso Regolamento. In questo senso il certificante è chiamato a farsi parte attiva, nei modi previsti dagli ordinamenti delle pubbliche amministrazioni, perché i rilevatori operino in modo corretto ed efficace. In ultima analisi il certificante è il garante della correttezza del lavoro di rilevazione ed è responsabile nei confronti sia del cittadino sia della Regione.

10. Ciò porta ad affrontare il problema - da più parti sollevato - del cosiddetto contenzioso relativo alla gestione della L.R. 28/1991. Premesso a tal proposito che la Legge e il Regolamento sono tesi a promuovere un meccanismo flessibile e trasparente che innovi e stimoli le politiche sociali locali facendo che innovi e stimoli le politiche sociali locali facendo svolgere parti attive e di responsabilità a tutti i soggetti coinvolti, ognuno secondo il ruolo che gli è proprio - così che ognuno consideri sia i propri diritti sia i propri doveri -, si auspica che venga attivata si una vigilanza perché la Legge sia ben applicata, ma che si tratti di una vigilanza, di una pressione finalizzata al vero obiettivo della Legge, e non ad altri obiettivi, come avverrebbe, ed esempio, se si desse vita ad una conflittualità fine a se stessa, che non tiene conto delle disposizioni contenute nella Legge, nel Regolamento e nelle istituzioni che vengono date.

Per cui, nel sollecitare in modo corretto la rapidità e la precisione delle rilevazioni, si tenga però conto anche delle difficoltà oggettive del servizio sociale, soprattutto nella fase di avvio, e si ricordino i tempi di decorrenza dell'eventuale beneficio. In questo senso la prospettiva più adeguata da adottare anzitutto per evitare il contenzioso è quella di collaborare con il rilevatore per fornire nel modo più completo e corretto le informazioni richieste. Inoltre nel valutare il tipo di classificazione cui è soggetta la persona, si deve ricordare che tale classificazione non dipende dal rilevatore, ma dal criteri predisposti dal Regolamento. Sarà comunque cura del rilevatore illustrare chiaramente che tipo di dato viene raccolto, anche al fine di orientare correttamente sia le attese dei cittadini sia le valutazioni dei Patronati.

Si ricorda ancora che le schede di rilevazione e i prospetti di classificazione della Regione sono a disposizione dei richiedenti e di chi li rappresenta.

Tutto ciò detto, il soggetto a cui ci può rivolgere per presentare istanza di revisione (o altra ulteriori verifiche) è il Sindaco (o la persona dal Sindaco delegata). Questi a sua volta può chiedere l'intervento del Dipartimento per i Servizi Sociali.

11. Si precisa che in via "normale" si intende che il servizio relativo alla applicazione della L.R. 28/1991 sia gestito dal servizio sociale territoriale che fa riferimento al Comune. In questo caso la firma di certificazione va apposta dal Sindaco o da altro rappresentante dell'Amministrazione comunale delegato dal Sindaco a curare questo servizio.

Nel caso invece che la gestione di questa Legge sia stata dal Comune delegata all'ULSS (o alla Comunità Montana), nel contesto della delega dei servizi sociali prevista dalla L.R. 55/1982 oppure anche al di fuori questa delega (in quest'ultimo caso è necessario un accordo tra le parti), la firma va apposta dal rappresentante dell'organismo che di fatto cura la rilevazione, essendo costui responsabile appunto del lavoro di rilevazione effettuato dagli operatori sociali e dagli operatori sanitari che si intendono da esso coordinati.

12. Questo riferimento all'organismo che di fatti cura la rilevazione va tenuto presente anche in altri casi che si presentano, di soggetti che hanno la residenza anagrafica in un luogo e che sono però di fatto domiciliati in altro luogo, ad esempio presso propri parenti che risiedono in un Comune diverso dal proprio. In questi casi il Comune da indicare all'inizio della scheda è quello in cui di fatto risiede la persona, tenendo presente che, nel caso questa persona riceva dal Comune in cui è ospitata delle prestazioni assistenziali, a questo Comune andrà la parte della quota erogata destinata al Comune.

Precisato questo orientamento, di fondo, si invitano i rilevatori, nel caso si presentassero situazioni di convivenza e di residenza del tutto particolari, a fare presenti tali situazioni alla Segreteria, in modo da concordare delle indicazioni valide per i Comuni.

13. Quanto alla gestione dei fondi che la Regione invia agli Enti che partecipano alla applicazione della L.R. 28/1991, si precisa anzitutto che i destinatari del beneficio sono i soggetti in perdita di autonomia, i quali possono opportunamente farsi rappresentare mediante delega scritta - da conservarsi presso l'Ente che riceve i fondi regionali - per la riscossione della somma erogata.

Si precisa pure che le somme vanno erogate nella quantità comunicata dalla Regione e che l'eventuale parte destinata all'Ente deve essere impiegata per il potenziamento e/o il miglioramento del servizio domiciliare integrato.

In questo senso si precisa ancora che nel caso la gestione della L.R. 28/1991 e quindi anche la rilevazione sia effettuata a cura del Comune, la somma destinata all'Ente pubblico, calcolata sulla base della misurazione degli interventi procurati direttamente o indirettamente dallo stesso Comune, si intende a disposizione del Comune, anche se fra detti interventi figurano prestazioni procurate grazie all'intervento di operatori socio-assistenziali forniti dall'ULSS. Se invece la gestione della L.R. 28/1991 è delegata all'ULSS (o alla Comunità Montana), la quale provvederà alla erogazione ai soggetti interessati e provvederà pure a trattenere la parte della somma destinata all'Ente pubblico e a reinvestirla nel potenziamento/miglioramento del servizio domiciliare integrato. Questa seconda soluzione presuppone naturalmente che ci sia un accordo su questo problema tra Comune delegante ed ULSS (o Comunità Montana), soprattutto per quanto attiene la organizzazione del servizio domiciliare.

In ogni caso le somme che l'Ente locale riceve e deve trattenere grazie all'applicazione della L.R. 28/1991 costituiscono a tutti gli effetti una entrata; si tratta tuttavia di una entrata con destinazione finalizzata (come prevede la L.R. 28/1991). Pertanto nel bilancio comunale è necessario iscrivere la quota attribuita al Comune nel capitolo di entrata e nel capitolo di spesa relativi al servizio domiciliare.

Per la erogazione delle somme ai cittadini - somme che costituiscono una semplice partita di giro - si suggerisce di scegliere e di realizzare le modalità che, in considerazione del contesto sociale specifico, risultano le più semplici, le più sicure e le più pratiche per le persone richiedenti.

La riscossione della somma erogata dalla Regione va controfirmata dal beneficiario o dal suo delegato utilizzando a questo fine il prospetto trasmesso dalla Regione.

14. Circa la determinazione del livello di reddito (della singola persona e del nucleo di stabile convivenza), si sottolinea che è necessario fare uno sforzo, secondo quanto previsto nelle istruzioni, per tener conto di "qualsiasi reddito per il quale si abbia documentazione o notizie ragionevolmente fondate, ivi comprese le eventuali indennità o assegni di accompagnamento". Ciò detto, si precisa che, nella fase a regime, si tiene conto di norma dei redditi percepiti nell'anno precedente, e se si ha notizia che questi redditi modificano in modo significativo (rispetto al Regolamento) la situazione del soggetto, il nuovo ammontare dei redditi va segnalato in Regione.

Per la fase di avvio, si deve tenera conto appunto dei redditi "documentati" o "conosciuti". In questo senso, a seconda delle situazioni che si presentano, si prende in considerazione l'ultima annata i cui redditi sono completamente conosciuti.

Quanto al "nucleo di stabile convivenza", nel caso le indicazioni contenute nelle iscrizioni non fossero sufficienti per la individuazione di questa realtà, si prega di contrattare la Segreteria per avere dei chiarimenti e per concordare delle indicazioni omogenee per tutta la Regione.

15. Circa la rilevazione delle prestazioni di cui gode il richiedente, alcuni operatori hanno fatto presente che si possono scoprire situazioni di soggetti che non ricevono alcuna prestazione da parte di nessuno oche ne ricevono di estremamente limitate, nonostante si trovino in condizioni di bisogno personale. In questi casi il contributo erogato sarà necessariamente o molto basso o nullo. Se però, successivamente, attraverso l'azione del servizio sociale e di altre risorse umane, viene attivata una rete di rapporti e di relazioni di aiuto con questa persona e vengono di fatto fornite prestazioni che rientrano tra quelle previste nella scheda di rilevazione, allora la situazione del soggetto può essere aggiornata. In ogni caso nella scheda non si rilevano prestazioni ipotizzate o progettate, ma prestazioni di fatto realizzate e sufficientemente stabilizzate nel tempo e nella frequenza.

16. Su segnalazione di vari operatori, si è pensato che può risultare di grande utilità registrare sulla scheda di rilevazione - all'interno del riquadro della scala "condizioni quadro fisico", vicino alla firma - il nome e l'indirizzo del medico di famiglia. Questo dato può essere fornito dagli stessi richiedenti ed è opportuno che anche i Patronati lo annotino nelle loro domande.

17. Allo scopo di fare chiarezza e di informare correttamente gli utenti, si comunica che la gradualità nella erogazione delle somme viene organizzata nel modo seguente:



-

livello di assistenza
Livello 20-40 41-60 61-80 81-100
di dipendenza
20-40 - - - -
41-60 - 192 336 480
61-80 - 216 378 540
81-100 - 240 420 600

Le cifre si intendono in migliaia di lire, al mese.

18. Con comunicazione a parte, gli Enti che hanno fatto richiesta per avere a disposizione i programmi per effettuare l'inserimento dei dati localmente saranno avvisati sulle modalità operative da seguire per avere tali programmi. In ogni caso anche per questi problemi si può contattare la Segreteria.

Il presidente

dott. Gianfranco Cremonese

 

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