L’assegno al nucleo familiare

L’assegno al nucleo familiare è una forma di sostegno al reddito. Viene erogato ai lavoratori dipendenti o parasubordinati, ai pensionati, ma anche ai lavoratori in mobilità o in cassa integrazione.
L’assegno al nucleo familiare viene erogato in misura diversa a seconda della composizione della famiglia e del reddito familiare. In sostanza diminuisce (fino allo zero) in corrispondenza dell'aumentare del reddito familiare e questa "diminuzione" è proporzionata al numero dei componenti della famiglia.

Nella composizione della famiglia si considerano: il richiedente dell'assegno, il coniuge non legalmente separato, i figli (legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali, legalmente riconosciuti, nati da precedente matrimonio dell'altro coniuge, affidati a norma di legge) di età inferiore ai 18 anni; i figli maggiorenni inabili che si trovano, per difetto fisico o mentale, nella assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un lavoro, i nipoti, di età inferiore ai 18 anni, a carico di un ascendente diretto (nonno o nonna) che siano in stato di bisogno e siano mantenuti da uno dei nonni.
La normativa  prevede che vadano computati nel nucleo anche i fratelli, le sorelle ed i nipoti collaterali del richiedente (figli di fratelli e sorelle, minori di età o maggiorenni inabili, a condizione che non abbiano diritto alla pensione ai superstiti e che siano orfani di entrambi i genitori).
La Legge finanziaria per il 2007 (Legge 296/2006) ha previsto una misura a favore dei nuclei familiari numerosi. Per i nuclei familiari con almeno quattro figli sono considerati ai fini della determinazione dell'assegno, come per i figli minori, anche i figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni, purché studenti o apprendisti.
Più in generale la Legge finanziaria (art. 1 comma 11, Legge 27 dicembre 2006, n. 296), ha voluto introdurre, rispetto all'assegno al nucleo familiare, misure ancora di maggior sostegno per le famiglie meno abbienti e più numerose, rivedendo le stesse modalità di calcolo. In estrema sintesi, percepiscono assegni molto inferiori i nuclei con redditi più elevati, mentre vengono aumentati notevolmente le prestazioni a favore dei nuclei più disagiati.

Annualmente vengono fissati gli importi dell’assegno al nucleo familiare in rapporto alla composizione del nucleo e alla presenza di minori o di persone disabili.

Per ottenere il pagamento dell'assegno gli interessati devono presentare domanda utilizzando l'apposito modulo predisposto dall'INPS o dall’INPDAP per i dipendenti pubblici.
I moduli sono disponibili presso le Sedi INPS (anche sul sito www.inps.it nella sezione “moduli”). Per i dipendenti pubblici i moduli sono disponibili presso le sedi INPDAP (o nel sito www.inpdap.gov.it)

La domanda va presentata:

  • al proprio datore di lavoro, nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa dipendente non agricola; i dipendenti pubblici si rifanno invece ai moduli dell’INPDAP;
  • alla Sede dell’INPS, nel caso in cui il richiedente sia pensionato, disoccupato, operaio agricolo, addetto ai servizi domestici e familiari ecc. (cioè in tutti i casi in cui il pagamento è effettuato direttamente dall’INPS);
  • alla sede dell’INPDAP per i pensionati che afferiscono a questo istituto.

Il datore di lavoro deve pagare l’assegno su richiesta diretta del lavoratore che dimostri di averne diritto. In alcuni casi però il datore di lavoro è tenuto a pagare solo se il lavoratore è stato preventivamente autorizzato dall’INPS.
L’autorizzazione è richiesta per il pagamento dell'assegno alle seguenti persone: i figli di separati, di divorziati, i figli naturali riconosciuti da entrambi i genitori, i fratelli, le sorelle, i nipoti, i familiari inabili per i quali non sia già documentata l'invalidità al 100%, i familiari residenti all’estero.

 

Carlo Giacobini
Responsabile Centro per la documentazione legislativa
Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
Direzione Nazionale

 

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