Assegnazione di risorse ai Centri Territoriali di Supporto per ausili e sussidi tecnologici

 Il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha emanato il D.M. n° 41 del 7/3/2024 che informa dell’assegnazione di risorse ai CTS (Centri Territoriali di Supporto) nell’ambito di un “Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nella scuola secondaria di primo e secondo grado e alla lotta alla dispersione scolastica”.

Il D.M. stanzia 25 milioni di Euro per la lotta alla dispersione scolastica e per assicurare l’inclusione scolastica agli alunni e studenti con disabilità tramite l’impiego di ausili e strumenti tecnologici, di cui all’art. 13, comma 1, lett. b) della l. n° 104/92.

I fondi sono assegnati ai CTS presenti in ogni Provincia.

I criteri del riparto sono i seguenti:

  • una quota del 30% in misura eguale a tutte le scuole;
  • il restante 70% in proporzione del numero di allievi con disabilità certificata presenti in ogni scuola.
  • Il 40% del finanziamento globale deve essere assegnato alle scuole del Mezzogiorno, in quanto zona “svantaggiata”.

Con successivo provvedimento saranno emanate norme per il monitoraggio della procedura di assegnazione ed utilizzo delle risorse.

OSSERVAZIONI

Trattasi di un’ingente somma che deve essere impegnata ed utilizzata con molta oculatezza, onde evitare acquisti inutili o troppo costosi rispetto ad altri presenti sul mercato a minor prezzo.

Gli acquisti vengono effettuati sulla base delle richieste delle singole scuole e divengono proprietà del CTS, che è una “scuola-polo” capofila di una rete di scuole.
A richiesta delle singole scuole essi vengono assegnati alle stesse in comodato d’uso e restituite alla scuola-polo alla cessazione del bisogno, quando cioè l’alunno con disabilità che ne aveva bisogno esce da quella scuola.
Il Dirigente Scolastico della scuola affidataria è il depositario e quindi deve custodire l’ausilio e risponde alla scuola-polo in caso di danneggiamento.

Gli ausili che si possono acquistare, talora sono molto utili per gli alunni con disabilità, specie se questi ancora non sono riusciti ad acquisirli per uso personale, dato il ritardo dell’aggiornamento del nomenclatore tariffario.

Ovviamente tali ausili sono utilizzati durante il lavoro in classe e non vengono dati agli alunni per utilizzarli a casa.
Essi possono essere di uso collettivo, come ad es. le LIM, o per uso personale, come computer, tablet o comunicatori.

Data la loro importanza è opportuno e necessario che le associazioni facciano conoscere ai propri iscritti questa opportunità e quindi sollecitino le scuole a provvedere al più presto alla formulazione dei progetti per partecipare alle graduatorie formulate dai CTS tra le scuole richiedenti.

A richiesta delle famiglie interessate, gli esperti delle associazioni possono sottoporre al CTS le proposte riguardanti l’alunno interessato.

L’occasione offerta da questa gestione straordinaria dei fondi del PNRR deve spingere i CTS a provvedere ad acquisti effettivamente utili e possibilmente meno costosi con riguardo alla loro qualità. La presenza di ausili adeguati alle effettive esigenze degli alunni con disabilità costituisce un requisito di “qualità” della scuola, previsto dall’art. 4 del D.Lgs. n° 66/17. Peccato che però ancora non si possa utilizzare per misurare la qualità inclusiva realizzata dalle singole scuole, perché dopo 7 anni non è ancora stato emanato il regolamento esecutivo previsto dello stesso art. 4 citato.

Il lavoro dei CTS è prezioso per l’inclusione scolastica, dal momento che fornisce consulenza alle scuole non solo per l’acquisto di ausili tecnologici, ma anche per fare apprendere agli alunni con disabilità come usarli senza danneggiarli.
Però è da ricordare che tale prezioso lavoro è svolto da docenti esperti a puro titolo di volontariato; infatti le norme che hanno creato i CTS (D.Lgs. n° 66/17, integrato dal D.Lgs. n° 96/19) non ha previsto una minima dotazione di personale.
Ci si augura quindi che il Ministero, accogliendo le pressanti richieste provenienti da più parti, voglia destinare almeno un docente per CTS ed un numero maggiore di docenti nelle Provincie con più alunni con disabilità almeno con il semiesonero dall’insegnamento. Ciò renderebbe pienamente funzionanti i CTS anche con un maggior numero di ore di presenza dei docenti esperti.

 

Approfondimento a cura di AIPD in collaborazione con il Centro Studi Giuridici HandyLex

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